a Peppino Impastato e Santo De Luca

giovedì 20 novembre 2008

La Confcommercio lancia l'allarme.Dura replica del Codacons: «Perchè i vostri iscritti aumentano i prezzi?»

Per tre anni, i consumi continueranno a calare: Confcommercio prevede che nel 2008 scenderanno dello 0,5%, così pure nel 2009, mentre nel 2010 il decremento sarà nell’ordine dello 0,4%. In particolare, saranno gli alimentari e le bevande a soffrire quest’anno una fase particolarmente penalizzante (-1,2%) ma non solo: tutte le voci subiranno significativi decrementi. Confcommercio stima che la crisi dei consumi non farà registrare fasi di crolli (la cosiddetta crisi a V) ma sarà più lunga (la crisi a U). E comunque nessun settore verrà "risparmiato": la voce "Ricreazione, tempo libero e consumi fuori casa", che quest’anno calerà dello 0,5%, registrerà il -1,4% nel 2009 e il -2% nel 2010. Alimentari e bevande, dopo il -1,2% di quest’anno, si ridurranno poi poco grazie al rientro dell’inflazione (0 nel 2009 e -0,2% nel 2010). Significativi anche i trend del "vestiario e calzature" (-0,5% nel 2008, -0,6% nel 2009 e -0,8% nel 2010), dell'"abitazione e durevoli casa" (-0,5% nel 2008, 0 nel 2009 e -0,1% nel 2010). Infine, i "trasporti, comunicazioni e altro" rimarcheranno il -0,5% nel 2008, il -1,4% nel 2009 e il -2% nel 2010.Dura la replica dei consumatori. «Quello che la Confcommercio non è in grado di spiegare è perchè i suoi iscritti, invece di ridurre i prezzi, continuano ad aumentarli, nonostante il calo della domanda da loro stessi evidenziato», commenta il Codacons. «Per il Codacons i commercianti, dopo l’allarme lanciato da questo loro studio, dovrebbero coerentemente abbassare i prezzi degli alimentari di almeno il 20%, considerato che dall’introduzione dell’euro ad oggi li hanno raddoppiati, contribuendo a mandare sul lastrico le famiglie italiane. Invitiamo pertanto la Confcommercio ad inviare ai suoi iscritti una circolare per invitarli ad abbassare i prezzi, unico modo per rilanciare i consumi ed evitare la crisi in atto. Inoltre dovrebbe unirsi alla richiesta del Codacons di anticipare i saldi al 15 dicembre, se non vogliono avere un Natale magro», conclude il Codacons.

mercoledì 19 novembre 2008

Peppino Impastato

"Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore".

Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978), è stato un politico e conduttore radiofonico italiano, famoso per la militanza antifascista ma soprattutto per le denunce delle attività della mafia in Sicilia, che gli costarono la vita.

Peppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo).
Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.
Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.
Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e di suicidio, dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione o, come si fece credere, l'incidente non destò il clamore dovuto, forse anche per il fatto che lo stesso giorno veniva ritrovato, in via Caetani a Roma, il corpo del presidente della DC Aldo Moro.
Grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria.
Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d'Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese.
Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti.
Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza connection.
Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 lo stesso tribunale decide l'archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi.
Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto.
Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell'omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l'inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l'udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata.
I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l'Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all'udienza preliminare e chiede il giudizio immediato.
Nell'udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell'Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all'ipotesi dell'attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell'arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali.
Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo.

PROGETTO INFORMAZIONE

La UILCA Assicurativi territoriale Lombardia ha con questo progetto di UILCA Italiana Assicurazioni Milano, inaugurato dopo questo periodo di prova, il " PROGETTO INFORMAZIONE".
Esso si avvale dell'utilizzo della forma Blog, che ha due caratteristiche principali:
- la capillarità di libera espressione delle proprie idee a tutti!
- l'economicità, che non ha costi di gestione.
Sottolineiamo il primo punto, che consideriamo fondamentale in questo scenario sociale ed economico, dove il Sindacato (il nostro) deve ora più che mai interpretare le vere necessità dei lavoratori, dimostrandoci non una casta, ma un vero Sindacato di base, un Sindacato riformista.
Noi contiamo sull'adesione di tutti, Lavoratori, Segreterie territoriali e RSA delle altre regioni in quanto è già in essere il Blog della Segreteria Regionale Lombardia Assicurativi.
La scrivente si è fatta carico con piacere ed entusiasmo della gestione di eventuale richieste di nuove aperture di Blog UILCA.
Va un ringraziamento particolare a tutta la Segreteria Lombardia con particolare affetto al Segretario Regionale Marco Passeri, che ha creduto nel nostro progetto di un Sindacato al passo con i tempi ed all'insegnamento di Peppino Impastato (a cui dedichiamo i nostri Blog), che come i nostri cari Iscritti e Lettori non hanno paura di dire e conoscere la verità, contro ogni forma totalitaristica e massimalista del potere che schiaccia la libertà.

martedì 18 novembre 2008

Quella cosa in Lombardia

Lo sentite il rumore degli zoccoli? Arrivano dal Piemonte, dal Veneto, dalla Lombardia. Due milioni, forse tre milioni di persone perderanno entro un anno (e stanno già perdendo) il posto di lavoro. Lo perdono al Nord, dove c'è, è elementare, i disoccupati del Sud non possono perdere quello che non hanno. Chi rimane a casa da un giorno all'altro occupa le stazioni, fa presidi, scende in piazza. Ma la sua protesta rimane sotto vuoto spinto. I media non ne parlano, si vergognano di mostrare padri di famiglia in mezzo a una strada. Per tranqullizzare usano termini soavi come "recessione tecnica" o "diminuzione del PIL".
Politici e giornalisti (parlo di quelli servi, la maggioranza) sono categorie immuni dalla crisi. Perchè dovrebbero occuparsene? E' un problema che riguarda sempre gli altri. L'unica soddisfazione per i nuovi disoccupati è che non moriranno più sul lavoro, ma soltanto di fame. In Lombardia è scoppiata un'epidemia, le banche si tengono i soldi e non li prestano più senza garanzie, le imprese straniere se ne vanno, quelle italiane perdono il mercato. E' un bollettino di guerra, ma è solo la punta dell'iceberg. Leggere per credere.

BASIGLIO - MILANO: Astrazeneca, multinazionale farmaceutica, annunciato taglio di 315 dipendenti.
ASSAGO - MILANO: già a casa 55 lavoratori (236 in tutta Italia) della Engineering, azienda settore informatico.
ALBINO - BERGAMO: cotonificio Honegger ha annunciato 240 esuberi
PROVINCIA DI BRESCIA: 180 dipendenti della Franzoni filati di ESINE, 132 della Feltri di MARONE, 260 della Niggeler & Kupfer di CETO, 36 alla Henriette di CASTENEDOLO per un totale di 606 lavoratori dell'area bresciana per i quali sono appena stati annunciati tagli e cassa integrazione.
SAN GIULIANO MILANESE - MILANO. La San Carlo licenzia 19 lavoratori.
SUZZARA - MANTOVA: 160 precari IVECO non riconfermati.
MILANO: la Gabetti ha annunciato il licenziamento di 110 addetti (500 in tutta Italia).
CERIANO LAGHETTO - COMO: mobilità per 230 dipendenti della Rhodia.
JERAGO - VARESE: 90 cassintegrati alla Meccanica Finnord.

mercoledì 12 novembre 2008

Nassiriya: il ricordo nel quinto anniversario della strage




La strage di Nassirya

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commemorato in aula i caduti italiani di Nassiriya nel quinto anniversario della strage. “Oggi” ha detto Fini “ricorre il quinto anniversario del barbaro attentato di Nassiriya nel quale morirono diciannove italiani impegnati ad aiutare il popolo iracheno a ritrovare la libertà e a conquistare la pace. Alla memoria di quei nostri valorosi connazionali rivolgiamo un pensiero deferente e commosso, stringendoci intorno alle famiglie dei caduti e partecipando al loro dolore”. E il ministro della Difesa Ignazio La Russa stamattina ha deposto una corona di fiori all’Altare della patria.
“In quel tragico 12 novembre del 2003″ ha sottolineato Fini “l’Italia sperimentò direttamente l’inumana ferocia che anima l’attacco terroristico alla pacifica convivenza di culture, nazioni e popoli. Quel giorno lo sgomento, lo smarrimento, la sofferenza del Paese furono enormi. Ma furono grandi anche la solidarietà, la partecipazione, la coesione tra il nostro popolo e le Istituzioni. L’Italia si raccolse unita intorno a quei 19 eroi che avevano sacrificato la loro vita per costruire un mondo più giusto e più libero”.
“Tutti noi” ha detto ancora il presidente della Camera “ricordiamo con commozione, e con noi lo ricordano gli italiani, il pellegrinaggio spontaneo di migliaia e migliaia di cittadini all’Altare della Patria in un giorno di lutto e di dolore. Venivano da ogni parte della Penisola. Sfilarono fino a notte inoltrata per testimoniare i loro sentimenti di umanità e di italianità. La mattina del 13 novembre il Vittoriano offrì uno spettacolo inaspettato e struggente: la scalinata ricoperta da un mare di fiori. Idealmente in quel momento tutta l’Italia era lì, si trovò intorno a quel monumento, unita da un senso di dolore e di legittimo orgoglio”.
“La memoria di Nassiriya” ha proseguito Fini “è una memoria che impegna il nostro Paese a fornire ancora il suo contributo all’opera di costruzione della pace e della stabilità nel mondo. In questo senso, come ha ricordato il Presidente Napolitano celebrando il 4 Novembre, dobbiamo rendere omaggio alle nostre Forze Armate per l’impegno che pongono, con spirito di sacrificio e intelligenza, al di fuori del suolo italiano, al servizio di missioni per la pace e la sicurezza internazionale. Non possono esserci né stabilità nè prosperità” ha aggiunto Fini “se i diritti umani sono calpestati e se la libertà è minacciata dal terrorismo. È con questa consapevolezza che dobbiamo oggi onorare il sacrificio di quei martiri, unendo nel ricordo tutti gli italiani che in questi anni hanno offerto la loro vita per garantire la pace”.
“Il terribile tributo di sangue pagato da chi intendeva portare la pace, ha segnato una crescita della coscienza nazionale. Il 12 novembre 2003 il Paese ha riscoperto il valore pieno del ruolo delle proprie forze armate e del rispetto loro dovuto”. Roberta Pinotti, ministro della difesa del governo ombra del Pd, ha commemorato con queste parole l’anniversario della strage di Nassiriya. “In quel giorno terribile il paese seppe rispondere in maniera matura stringendosi con forza, sobrietà e commozione attorno agli uomini che, con professionalità e spirito di sacrificio, svolgevano il proprio lavoro”.Oggi dunque “è un giorno di memoria e di dolore per le vite dei 19 italiani caduti cinque anni fa a Nassirya, vittime di un attentato terroristico. A loro, alle loro famiglie e alle Forze armate va il nostro pensiero e la nostra vicinanza”.

PANORAMA 12/11/2008

FINANZA: ANGELETTI, SPERO CHE DA G20 ESCANO NUOVE REGOLE

Roma, 11 nov. - (Adnkronos) - "Ci auguriamo che dal vertice escano nuove regole". E' questo l'auspicio che il leader della Uil, Luigi Angeletti, rivolge al prossimo G20 a Washington nel corso del suo intervento alla conferenza internazionale della Cisl. "Da piu' di vent'anni le vere decisioni del mondo sono state prese dalla finanza mentre la politica, spesso e volentieri, e' stata relegata a sostenere le decisioni prese dalla finanza. E la democrazia si manifesta con la funzione politica", spiega ribadendo l'importanza del fatto che "la politica torni a definire le regole".Uno dei temi piu' caldi del momento su cui accendere i riflettori internazionali e' il lavoro:"deve essere tutelaro perche' e' alla base della creazione di ricchezza", aggiunge ricordando come la difesa dei diritti del lavoratore "non e' solo un problema sindacale ma economico". "Se si tollera uno scambio di merci e servizi conPpaesi che utilizzano al limite della schiavitu' i propri cittadini, si distrugge la ricchezza del mondo. Per questo la tutela dei diritti dei lavoratori non e' problema accessorio", ha concluso.

Intervista ad Angeletti il Giornale 11/11

Ma le regole del gioco stanno per cambiare"
di Antonio Signorini
Luigi Angeletti, segretario della Uil, all’assemblea di Fiumicino il comitato di lotta ha proclamato il blocco dei voli. I sindacati hanno perso il controllo dei lavoratori?
"Io ho letto un dispaccio di agenzia che parlava di 300, 400 persone".
Quindi?
"Voglio dire che considerare quella di Fiumicino come l’assemblea dei lavoratori di Alitalia non mi pare corretto, visto che stiamo parlando di 23mila dipendenti. Queste cifre spiegano tutto".
Non si spiega però come sia potuto succedere che persino i leader dei sindacati autonomi abbiano provato a frenare i lavoratori, senza riuscirci...
"Il fatto che i dirigenti delle associazioni professionali si siano contrapposti al blocco è semplice buon senso. Sanno benissimo che non si possono annunciare scioperi senza rispettare le regole".
Quindi è solo un problema di non incorrere nelle sanzioni per uno sciopero fuori legge. Non vorranno dare un po’ di respiro alla nuova compagnia che sta nascendo?
"Secondo me è molto semplice. Fino a quando saremo in questa fase di passaggio dalla vecchia Alitalia alla nuova società vivremo in questa situazione di caos. Chi non vuole o chi si sente danneggiato dal passaggio alla Cai cercherà di difendersi".
Ma oramai la nascita della Cai è un dato acquisito, oppure crede ci sia ancora chi pensa di impedire il passaggio da Alitalia alla nuova compagnia?
"La differenza tra noi e le organizzazioni professionali è che loro non hanno mai effettivamente accettato, e forse nemmeno considerato, l’idea della privatizzazione. L’hanno sempre vista come una possibilità remota. Noi invece abbiamo sempre pensato che la scelta di privatizzare Alitalia sia irreversibile e che non ci sia nessuna seria alternativa. Su questa differenza di fondo si sono decisi gli obiettivi contrattuali dei sindacati durante tutta la trattativa. Sono differenze che pesano anche oggi".
Faccia un esempio...
"Un conto è pensare che una cosa si può fare, ma solo a certe condizioni, un altro è fare in modo che non accada".
Pensa che nell’atteggiamento dei piloti pesino gli interessi dei sindacati autonomi?
"Non solo. Bisogna considerare che siamo in presenza di una società che per cinquant’anni è stata pubblica. Certi dipendenti hanno vissuto gran parte della loro esperienza lavorativa in un mondo che non c’è più. L’idea che le cose possano cambiare e che possano perdere quelle che considerano delle loro prerogative sta provocando una certa resistenza. Bisogna poi tenere conto che non tutti gli attuali dipendenti saranno nella nuova compagnia. Molti già pensano di non farne parte e questo timore non può non avere conseguenze".
E c’è anche qualche dinosauro che ha nostalgia di una società dove erano rappresentati nove sindacati?
"Anche questo spiega perché certi sindacati hanno una qualche difficoltà ad accettare il cambiamento".
Come pensa saranno i rapporti tra i dipendenti e la nuova compagnia aerea?
"Quelli di un’azienda normale, come tutte le altre. Certo, un’azienda di trasporto con tutte le complessità tipiche di questo settore. Il passaggio dovrà avvenire rapidamente, ma non credo che sarà automatico".
A giudicare dalle resistenze di questi giorni nemmeno indolore...
"Bisogna che sia chiaro che la maggioranza dei lavoratori questo passaggio l’ha capito perfettamente e sa che le regole del gioco d’ora in poi saranno diverse".
Però c’è anche un problema di regole. Quelle in vigore non sembrano funzionare, visto che anche in questi giorni diversi clienti sono rimasti a terra. Cambierà anche questo con la nuova società?
"Le regole nel trasporto ci sono. Se non vengono rispettate è un problema, ma è un problema diverso. C’è sicuramente la necessità di modificare le norme. Noi lo diciamo da tempo, non c’è nessuna ragione per la quale in un conflitto tra noi e le imprese dei servizi ci debbano andare di mezzo gli utenti. Ma questo è un problema generale che prescinde dalla cronaca e dalla vicenda di Alitalia".
Non è che ci sta dicendo che anche la Cai nascerà, come la vecchia compagnia di bandiera, tra gli scioperi?
"No, questa situazione finirà quando sarà concluso il passaggio. E la certezza mi viene proprio dall’assemblea di Fiumicino".
Dice perché erano solo 300?
"Sì".
Il Giornale, 11 novembre 2008

Dalla Stampa del 11/11

Dopo incontro col ministro solo la Cgil conferma la manifestazione di venerdì
Il ministro Gelmini ha chiesto ai sindacati, incontrati oggi pomeriggio al ministero, di rinviare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì per l’università e la ricerca. La Cgil ha già risposto "no", mentre Cisl e Uil di categoria stanno valutando se le rassicurazioni date dal ministro - in particolare per quanto riguarda stabilizzazione dei precari e risorse per i rinnovi contrattuali - sono sufficienti a fare dietrofront. Questioni che continueranno a essere approfondite al ministero e che saranno riprese giovedì in una riunione alla quale parteciperà anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Intanto gli universitari si stanno organizzando: con pullman, treni e viaggi "fai da te": venerdì, a prescindere dalla decisione che prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le riforme ipotizzate dal ministro Gelmini. Una protesta, quella dell’Onda che è restata in piedi nonostante il decreto legge «tecnico» varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che detta nuove norme sui concorsi, alleggerisce il blocco del turn over, stanzia più risorse per gli atenei migliori e incrementa borse di studio e posti letto per gli studenti. Un fronte di protesta che potrebbe dunque soltanto perdere un pezzo, anche se politicamente importante, se i sindacati, o parte di essi, decidessero di revocare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì 14. «Ho proposto di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» ha dichiarato Mariastella Gelmini che ha invitato i sindacati a «non avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del Governo di individuare le migliori soluzioni per riportare l’Università italiana a livelli di eccellenza e combattere gli sprechi». Chiusura da parte della Cgil: «Sono del tutto insufficienti le proposte del Ministro» ha commentato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, che ha confermato sciopero e manifestazione del 14. «Pur apprezzando alcune dichiarazioni di buona volontà del Ministro ad affrontare alcune criticità relative al problema del precariato e dei contratti - ha spiegato - complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l’impianto del decreto Brunetta». Intanto, le iniziative di protesta degli studenti sono proseguite anche oggi. A Firenze è partita una 24 ore non stop di lezioni per protesta. Nelle università di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria (dove continuano lezioni all’aperto e assemblee) gli universitari anche oggi hanno raccolto le adesioni alla manifestazione e si sono dati da fare per racimolare i soldi necessari a pagare l’affitto degli autobus per raggiungere Roma. Altri pullman sono previsti dall’Abruzzo e una delegazione partirà dalla Sardegna dove venerdì, in contemporanea con la manifestazione romana, è in programma un corteo a Cagliari. Circa 4.000 ragazzi dovrebbero arrivare nella Capitale da Napoli con i treni e altre partenze si stanno organizzando nelle altre regioni.

Dal corriere del 12/11

I costi della politica: più 100 milioni
I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi
Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.
Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.
Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».
Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento.
Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine.
Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno.
Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane.
C'è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell'ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta...
Bene: non è andata così. Nell'assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l'aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto.(Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata)
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
12 novembre 2008

martedì 11 novembre 2008

NEWS DAL MINISTERO PARI OPPORTUNITA'

"Lavoriamo per una nuova disciplina sulla conciliazione lavoro-famiglia"
«Stiamo lavorando per una nuova disciplina sulla conciliazione tra lavoro e famiglia», priorità della politica economica e sociale del Governo in un Paese come il nostro in cui per una donna avere un figlio «è quasi un atto di eroismo». Così, nella sua relazione alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna dedica ampio spazio al tema dell'occupazione femminile e alle difficoltà che le donne incontrano nel dire 'il doppio sì' alla professione e al lavoro di cura.
La nuova disciplina sulla conciliazione in cantiere prevede «un programma organico di semplificazione e deregolazione del lavoro che, senza abbassare il livello di tutela del lavoratore e della lavoratrice, è rivolto a liberare sia l'impresa sia il prestatore d'opera da adempimenti burocratici e formali e a facilitare l'occupazione, riducendone i costi indiretti», spiega il Ministro. Nel pacchetto, incentivi allo strumento del part-time, il potenziamento dei servizi alla persona, un numero maggiore di servizi come il numero dei posti degli asili nido nei quali l'Italia è ancora lontana dagli impegni assunti a livello internazionale: l'agenda di Lisbona prevede entro il 2020 la soglia del 33%, il nostro Paese al momento si attesa al 9,9%.
Altra priorità indicata dal Ministro è il sostegno al lavoro delle donne: il tasso di occupazione femminile in Italia è tra i più bassi in Europa. L'ingresso di un numero maggiore donne nel mercato del lavoro porterebbe «benefici straordinari» anche al Pil che salirebbe del 17%. «Bisogna superare pregiudizi e ostacoli», ha ribadito il Ministro, ricordando come siano «allo studio anche iniziative per favorire l'impiego di donne nelle piccole e medie imprese».
Resta da affrontare inoltre la questione della qualità del lavoro delle donne, relegate spesso nei ruoli meno strategici: un problema di leadership, se si considera che «l'occupazione femminile è al 46,6%, la presenza nei Consigli di Amministrazione si attesta tra i 3 e il 5%, e le donne alla Camera sono il 21% e il18% al Senato», mentre il Mezzogiorno rimane una «miniera di capitale umano inutilizzato».
Il Ministro ha infine richiamato l'attenzione sui provvedimenti del suo dicastero all'esame delle Camere, ossia i due ddl sullo stalking e la violenza sessuale, auspicando una rapida approvazione, pur nello «spirito di confronto costruttivo e migliorativo. Una volta divenuti legge, costituiranno un nuovo punto di partenza per un diverso rapporto fra i generi fondato sul rispetto».
5 novembre 2008

RINNOVO DEL C.I.A.

Con queste determinazioni RMA a prospettato nei propri incontri di comunicazione, un atteggiamento di valorizzazione delle risorse umane...



Questa invece è la realtà:
COMUNICATO

Oggi 10 novembre è proseguita la trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.
La Direzione Risorse Umane di Gruppo si è espressa sui punti di piattaforma non precedentemente esaminati (forme previdenziali), dando risposte negative sull’accoglimento delle nostre richieste.
Abbiamo affrontato poi la partita orari, flessibilità e lavoro tempo parziale e anche in questo caso abbiamo riscontrato una ferma chiusura, sia in merito all’estensione della flessibilità oraria, sia per l’aumento della percentuale degli aventi diritto del lavoro a tempo parziale. Altrettanto negativa è stata la posizione aziendale sulle aspettative e sul riconoscimento della mezza giornata di ferie il venerdì.
L’unica disponibilità manifestata riguarda il frazionamento ad ore delle festività soppresse.
In tema d’orario, al di fuori della trattativa contrattuale, è stato siglato l’accordo di proroga sino al 30 settembre 2009 della “personalizzazione degli orari e gestione innovativa della genitorialità” (ex accordo Concita) con verifica tra le Parti firmatarie entro 31 maggio 2009.
Sempre in merito alla trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, abbiamo ribadito fermamente i punti della piattaforma e sollecitato l’Azienda ad una maggiore responsabilità e disponibilità sui tempi e metodi di confronto.
Infine riguardo ai tavoli separati di trattativa, senza ripercorrere la cronistoria che ha generato la situazione in essere, è per noi inaccettabile che un dipendente di Reale Mutua, partecipi con l’avallo della Direzione Risorse Umane di Gruppo alla trattativa C.I.A. di Italiana e possa rappresentare i Lavoratori e Lavoratrici di Italiana Assicurazioni nella tutela e difesa dei loro diritti.
Il prossimo incontro è fissato per il 27 novembre.

Rappresentanze Sindacali Aziendali
FISAC-CGIL / FIBA-CISL / UILCA-UIL / SNFIA

Milano 10/11/2008

lunedì 27 ottobre 2008

RESISTERE,RESITERE,RESISTERE.


Le ali della libertà

Nel suo progredire, la pellicola riesce a restituire il senso di una comunità particolare e di come possa nascere in un luogo estremamente duro la speranza, un sentimento pericoloso, quando non si trasformi in illusione, sicuramente non convenzionale se rapportato ad un ambiente come quello di un penitenziario per condanne a vita.
Il film è sotto questo aspetto una sorta di apologia del riscatto (sociale e, soprattutto, morale) di coloro che sono condannati a lunghissime pene detentive, e del loro desiderio di rivalsa e ribellione contro ogni genere di sopruso (e il titolo del racconto originale di King da cui il film è tratto, che parla esplicitamente di redenzione, è assai esplicativo in questo senso).
Le ali della libertà è anche un film sull'amicizia, quella vera e sincera, fra persone che si trovano a condividere esperienze e condizioni. È, ancora, un atto d'amore verso la cultura, la musica e la letteratura in particolare; e in quest'ottica particolarmente significativa risulta la sequenza in cui uno dei protagonisti, Andy Dufresne, diffonde con un colpo di mano dai microfoni del carcere le note immortali de Le nozze di Figaro di Mozart a beneficio degli stupiti e straniati compagni di sventura e suscitando l'ira feroce dei secondini, o quella in cui [ri]organizza la biblioteca all'interno del penitenziario in memoria dell'anziano detenuto-bibliotecario Brooks, suicida dopo essere stato scarcerato al termine di una detenzione durata oltre cinquant'anni, reo a questo punto - nelle parole di un altro protagonista, Red - di non poter più vivere la condizione di istituzionalizzato.
Nel tempestoso - e per molti versi imprevedibile - sottofinale e finale, gli eventi precipitano, ponendo al loro posto i giusti pezzi del puzzle esistenziale-filosofico della vicenda. E nella morale finale del film, ci si potrebbe chiedere: sogno come evasione o evasione come sogno?
Un altro tema che il film intende riprendere è quello dell'apparenza e su come questa può trarre in inganno. Si pensi, prima di tutto, a come si è formato il giudizio di colpevolezza su Andy, basato su elementi che apparentemente ne provavano univocamente la colpevolezza.


giovedì 23 ottobre 2008

PROPOSTA DI LINEE GUIDA PER LA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

Cari Colleghi,
c’è grande soddisfazione sulle nuove proposte di linee guida per la riforma della contrattazione collettiva: finalmente, l’accordo raggiunto fra le parti riunitesi il 21 ottobre scorso, può dirsi dalla parte dei lavoratori, che ne trarranno importanti benefici, soprattutto dal punto di vista economico.
Tra le agevolazioni maggiormente significative si segnalano, innanzi tutto, la durata triennale e non più quadriennale dell’accordo, come segno della consapevolezza che anche il mondo del lavoro si adegua ai ritmi della vita contemporanea, e l’unificazione della vigenza dell’aspetto normativo con quello economico. Sono poi previsti aumenti retributivi ad un reale adeguamento dell’inflazione calcolata su base europea da soggetto terzo super partes. Importantissimo è poi il discorso sulla detassazione: a livello confederale la Uil si è fatta portavoce dell’esigenza di estendere il beneficio anche alle tredicesime e consolidare ciò che in precedenza era stato applicato ai premi aziendali.
A questo punto ci si aspetta che tutte le forze sindacali aderiscano alla proposta, in modo da meglio rappresentare gli interessi dei lavoratori, che sono l’oggetto e lo scopo delle relazioni sindacali.

UILCA ITALIANA
Con l'obiettivo della crescita fondata sull'aumento della produttività e l'incremento delle retribuzioni, il progetto di riforma intende realizzare - con carattere sperimentale e per la durata di quattro anni, in sostituzione del sistema vigente - un accordo sulle regole e le procedure cui attenersi nella negoziazione e nella gestione della contrattazione collettiva,Si propone un modello la cui regolamentazione è integralmente affidata all' autonomia negoziale che in tal modo dovrebbe saper cogliere le soluzioni migliori in funzione delle specificità - produttive, dimensionali, di mercato - dei singoli settori.Si conferma un assetto della contrattazione collettiva su due livelli: il contratto nazionale di categoria e la contrattazione di secondo livello, aziendale o alternativamente territoriale,laddove previsto, secondo l'attuale prassi, nell'ambito di specifici settori.
Per quanto riguarda il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria si prevede:
a) la durata triennale tanto per la parte economica che normativa;b) la funzione del contratto nazionale di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale;c) la individuazione dell'indicatore della crescita dei prezzi al consumo assumendo per il triennio - in sostituzione del tasso di inflazione programmata - un nuovo indice previsionale
costruito sulla base dell'IPCA (l'indice dei prezzi al consumo armonizzato, elaborato da Eurostat per l'Italia), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati;
d) l'elaborazione della previsione da parte di un soggetto terzo sulla base di una specifica lettera di incarico;
e) la verifica circa eventuali scosta menti tra l'inflazione prevista e quella reale effettivamente osservata, considerando i due indici sempre al netto dei prodotti energetici importati;
f) l'affidamento al Comitato - costituito a livello interconfederale quale specifica sede di monitoraggio, analisi e raccordo sistematico della funzionalità del nuovo accordo - della verifica circa la significatività degli eventuali scostamenti registratisi. li recupero degli eventuali scosta menti sarà effettuato entro la vigenza di ciascun contratto nazionale in termini di variazione dei minimi.
g) l'applicazione del nuovo indice previsionale ad un valore retributivo medio assunto quale base di computo composto dai minimi tabellari, dal valore degli aumenti periodici di anzianità considerata l'anzianità media di settore e dalle altre eventuali indennità in cifra fissa stabilite dallo stesso contratto nazionale,
li contratto nazionale di categoria, inoltre, regola il sistema di relazioni industriali a livello nazionale, territoriale ed aziendale,li contratto nazionale può definire ulteriori forme di bilateralità, anche sulla base di specifici accordi interconfederali conclusi in relazione ad un quadro normativo che assicuri benefici fiscali ad incentivazione del funzionamento di servizi integrativi di welfare,Per evitare situazioni di eccessivo prolungamento delle trattative di rinnovo dei contratti nazionali, è previsto che la presentazione delle richieste sindacali avvenga sei mesi prima della scadenza del contratto,A questo stesso obiettivo è rivolta anche la previsione di un meccanismo che, dalla data di scadenza del contratto precedente, riconosca una copertura economica, che le categorie stabiliranno nei singoli contratti, a favore dei lavoratori in servizio alla data di raggiungimento dell'accordo,Nei casi di crisi del negoziato - e cioè se dopo sei mesi dalla scadenza, l'intesa non è stata ancora raggiunta - si prevede anche l'interessamento del Comitato interconfederale,Viene inoltre confermato un periodo di "tregua sindacale" di sette mesi dalla presentazione della "piattaforma", per consentire il regolare svolgimento del negoziato stabilendo che, in caso di mancato rispetto, si può esercitare il diritto di chiedere la revoca o la sospensione dell' azione messa in atto durante il periodo di "tregua",
Per quanto riguarda il secondo livello di contrattazione - parimenti a vigenza triennale - si conferma l'importanza che vengano incrementate e rese strutturali tutte le scelte operate con il Protocollo sul Welfare del 23 luglio 2007, attuate con D,M, 7 maggio 2008 e gli interventi normativi di cui all' art. 2 del D,L. n, 93/08, convertito in legge n,126/08, volti ad
incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega aumenti salariali al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, ecc,concordati fra le parti.Si confermano le regole che presiedono alla contrattazione di secondo livello e cioè: che si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto nazionale o dalla legge;che deve riguardare materie ed istituti che non siano già stati negoziati in altri livelli di contrattazione, secondo il principio del "ne bis in idem".Eventuali controversie che dovessero insorgere nella applicazione delle regole stabilite, saranno disciplinate dall'autonomia collettiva, in sede territoriale e poi a livello nazionale,Qualora la controversia non trovi soluzione in sede di conciliazione, è previsto il ricorso ad un collegio di arbitrato, secondo modalità e procedure stabilite nel CCNL o con specifico accordo interconfederale.
Per gli eventuali provvedimenti da applicare, il collegio arbitrale farà riferimento alle norme di legge vigenti in materia di responsabilità riguardanti esclusivamente i comportamenti posti in essere da organizzazioni di rappresentanza,Rispetto alla contrattazione con contenuti economici, il premio variabile sarà calcolato con riferimento ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati fra le parti,aventi come obiettivo incrementi di produttività, di qualità, di efficienza, di efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività aziendale nonché ai risultati legati all'andamento economico dell'impresa,Si precisa inoltre che il premio deve avere caratteristiche tali da consentire l'applicazione degli sgravi di legge,Per i contratti territoriali devono essere determinati criteri di misurazione della produttività, qualità, ecc" sulla base di indicatori assunti a livello territoriale con riferimento alla specificità di tutte le imprese del settore.
Le modalità di determinazione del premio in azienda devono anche assicurare piena trasparenza sui parametri assunti ed il rispetto dei tempi delle verifiche ed una approfondita
qualità dei processi di informazione e consultazione.
Si prevede poi che le parti nei contratti nazionali possano concordare linee guida utili a definire modelli di premio variabile per la diffusione della contrattazione di secondo livello, anche con le incentivazioni previste, nelle PMI.
Il progetto di riforma è costruito in modo che il risultato economico complessivo per il lavoratore derivi da tre distinti fattori:
a) gli aumenti retributivi previsti dal contratto nazionale;
b) l'aumento della retribuzione in funzione della contrattazione di secondo livello che, in quanto collegata al raggiungimento di obiettivi di produttività ed efficienza, risulterà ancora
più "pesante" essendo in tutto o in parte, decontribuita e detassata;
c) l'attivazione di un "elemento di garanzia retributiva" - nella misura ed alle condizioni concordate nei contratti nazionali con particolare riguardo per le situazioni di difficoltà economico-produttiva - che rappresenta una "rete di garanzia" a favore dei lavoratori dipendenti da aziende nelle quali non si esercita la contrattazione di secondo livello e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante per contratto nazionale, Il beneficio sarà determinato con riferimento alla situazione rilevata nell'ultimo quadriennio, La verifica degli aventi diritto e l'erogazione dell' elemento di garanzia si collocano al termine della vigenza di ciascun contratto nazionale.
La proposta di riforma affida ancora alla contrattazione di settore la possibilità di consentire che nel territorio le Associazioni delle imprese ed i sindacati territoriali di categoria, possano accordarsi per modificare, in tutto o in parte, anche in via sperimentale e temporanea, singoli istituti economici o normativi del CCNL.
L'obiettivo è di consentire il raggiungimento di specifiche intese per governare, direttamente nel territorio, situazioni di crisi aziendale o per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell'area, La facoltà di modificare è esercitabile sulla base di parametri oggettivi individuati dal CCNL.
In ogni caso le intese devono essere approvate dalle parti stipulanti il CCNL.
Riguardo ai compiti affidati al Comitato paritetico Confindustria - Cgil, Cisl, Uil - il cui funzionamento sarà disciplinato con apposito regolamento - oltre alla venfica della funzionalità di quanto definito con il nuovo accordo, si prevede che possa costituire la sede di analisi e di verifica delle relazioni industriali e della gestione del fattore lavoro nel sistema industriale e dei servizi. Circa il tema della rappresentanza delle parti nella contrattazione collettiva, nel progetto di riforma si conferma l'interesse a definire nuove regole con la disponibilità a valutare le
diverse ipotesi che possono essere adottate con accordo, ivi compresa la certificazione all'INPS dei dati di iscrizione sindacale, ,
Sempre nella logica di realizzare un sistema di relazioni industriali meno conflittuale, si propone alle parti firmatarie di assumere il comune ,impegno a rispettare ed a far rispettare nell'esercizio del cosiddetto potere d'influsso proprio delle organizzazioni di rappresentanza di imprese e lavoratori - tutte le regole che liberamente saranno definite in materia di contrattazione collettiva.
Da ultimo si conferma l'attenzione per la semplificazione/riduzione del numero dei contratti collettivi nazionali di lavoro a seguito della verifica dell'interesse delle categorie In tal senso, Le Confederazioni svolgeranno un ruolo per favorire e coordinare l'attività di razionalizzazione,
Tutti gli aspetti applicativi saranno definiti una volta raggiunta l'intesa generale,
Questa intesa che ha come obiettivo il rilancio della crescita economica, rafforza l'indicazione condivisa da imprese e sindacati per una politica di riduzione della pressione fiscale in via prioritaria sul lavoro dipendente e sulle imprese per favorirne la competitività,
Roma, 10 ottobre 2008
CONTRATTARE..IL NOSTRO MESTIERE
In un momento particolarmente difficile per l'economia mondiale, la trattativa con Confindustria sulla riforma del Sistema Contrattuale iniziata con la presentazione della Piattaforma CGIL CISL UIL, ha prodotto una proposta di linee guida, condivisa da UIL, CISL e Confindustria, sull~ quali si aprirà ora il confronto con le altre Associazioni degli Imprenditori e con il Governo; al confronto parteciperà anche la CGIL che, pur non condividendo la proposta di linee guida, resta interessata ad un accordo che riformi il sistema contrattuale. La UIL ha condiviso le Linee Guida (vedi sintesi) perché individuano un sistema contrattuale adatto alle esigenze della contrattazione collettiva, profondamente cambiate rispetto al 1993.
La scadenza triennale dei CCNL, la fissazione dei tempi per la presentazione delle piattaforme e per il negoziato, la possibilità di ricorrere alla mediazione interconfederale in caso di mancato accordo, la garanzia della copertura economica dalla data di scadenza del vecchio Contratto, eviterà le lunghissime vacanze contrattuali cui purtroppo molte categorie erano costrette. · La costituzione di un sistema paritetico di governo delle relazioni sindacali, con /'stituzione di un Comitato Paritetico Interconfederale che controllerà il sistema e potrà intervenire in caso di problemi, realizza l'idea sempre sostenta dalla UIL di un sistema fondato anche sulla partecipazione e sulle regole anziché solo sul conflitto e sui rapporti di forza. e li superamento dell'inflazione programmata e l'adozione di un indice realistico e certificato come riferimento per i rinnovi contrattuali consentirà di tutelare realmente, con i CCNL, il potere d'acquisto delle retribuzioni, tanto più che i minimi tabellari verranno riadeguati se l'inflazione dovesse rivelarsi superiore. E' chiaro che l'indice di inflazione è un punto di riferimento, non un tetto insuperabile: è una Garanzia per le categorie che ne hanno bisogno, non un laccio per quelle che hanno più risorse da ridistribuire con il Contratto. e li secondo livello di contrattazione viene incentivato e reso più conveniente sia per le aziende che per o lavoratori dalla decontribuzione e defiscalizzazione dei premi di risultato, applicata anche ai lavoratori del comparto pubblico. L'istituzione dell'elemento Perequativo per chi non ha premi aziendali garantisce un miglioramento retributivo anche ai lavoratori delle imprese minori. La UIL della Lombardia intende proporre che i CCNL di categoria affidino ai livelli territoriali la contrattazione dell'elemento Perequativo, in modo da rispondere alle differenze di produttività delle aziende e al costo della vita delle diverse parti del Paese. · I CCNL potranno istituire fondi e enti bilaterali attraverso i quali erogare ai lavoratori servizi integrativi di welfare (dall' assistenza sanitaria agli ammortizzatori sociali), realizzando anche in questo caso una tradizionale rivendicazione della UIL. e Tutto il sistema così disegnato mette in capo alle Parti Sociali e alla contrattazione tra di loro competenze e titolarità, fissando semplicemente delle regole di comportamento e delle garanzie. In questo senso è anche importante che sia stata prevista la certificazione della rappresentatività reale delle Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali. Sulla base di queste proposte partirà ora un negoziato tra tutte le Parti Sociali e il Governo, che dovrà portare ad un accordo sottoscritto e vincolante:è naturale che al tavolo della trattativa sarà necessario tenere conto delle proposte che eventualmente verranno avanzate, e che potrebbero integrare e perfezionare le Linee che abbiamo condiviso.Non si tratta quindi di contare favorevoli o contrari ad un Patto da prendere o lasciare, ma di discutere per definire regole condivise: in questo senso occorre lavorare perché il consenso sia il più ampio possibile, ma senza riconoscere a nessuno il diritto di mettere veti.
LE LINEE DI RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE CCNL
- Il CCNL di categoria continuerà a disciplinare la parte economica, normativa e procedurale comune a tutti i lavoratori.
- Il CCNL verrà rinnovato ogni 3 anni.
- Per il rinnovo del CCNL si assumerà come riferimento (quindi non un tetto obbligatorio) l'inflazione prevista, elaborata dall'Unione Europea, depurata della parte
dovuta agli aumenti di costo dell'energia importata.
CONFRONTO TRA VECCHIO E NUOVO SISTEMA
Inflazione programmata Indice europeo
(al netto incidenza energia) RINNOVO 2009-2011 4,6% 6,7%
- Se l'inflazione durante il triennio aumenta più di quella prevista, i minimi tabellari verranno adeguati entro il triennio stesso.
- È garantita la copertura economica dei nuovi contratti dalla data di scadenza di quell vecchi.
CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO - li CCNL definisce le materie che verranno contrattate a livello aziendale o territoriale.
- I premi di risultato, collegati al raggiungimento di obiettivi in termini di produttività, redditività, ,ecc., concordati fra le parti, hanno il regime di agevolazione fiscale e contributiva previsto dall'accordo del luglio 2007 (contributi zero e copertura INPS figurativa, Irpef con aliquota del 10 %), che spetterà anche ai dipendenti pubblici.
- Confindustria e Sindacati chiedono al Governo di rendere definitiva e ampliare la detassazione e la decontribuzione dei Piani di Risultato per incentivare e rendere più conveniente, sia per le imprese che per i lavoratori, la contrattazione di secondo livello. - Per i lavoratori che non hanno contrattazione di secondo livello, e che non abbiano avuto altri aumenti (superminimi, gratifiche, ecc.), il CCNL fisserà un "elemento di garanzia retributiva", sviluppando l'esperienza già realizzata dal CCNL dei chimici e dei metalmeccanici.
- li CCNL può prevedere che singoli istituti contrattuali, espressamente indicati, possano essere derogati tramite contrattazione territoriale in presenza di
situazioni particolari.
Milano, 22 ottobre 2008

venerdì 17 ottobre 2008

COMUNICATO DEI SINDACATI DI RMA

COMUNICATO
In data odierna è proseguita la discussione sul rinnovo contrattuale aziendale, relativa alla polizza malattie.
Su questo argomento, da noi ritenuto di grande importanza, l’Azienda ha giudicato le richieste di adeguamento troppo onerose, adottando un atteggiamento di assoluta chiusura.
Tale impostazione è inaccettabile, soprattutto in un momento in cui è richiesto un “grande senso di responsabilità” da parte di tutti.
Il messaggio del Direttore Generale diffuso oggi alle colleghe ed ai colleghi, esorta tutti a “dare il massimo” e definisce –giustamente- le risorse umane presenti nel Gruppo uno “straordinario capitale umano” che rappresenta una garanzia per uscire dalle difficoltà del momento.
In tale contesto, dove vengono evidenziati risultati positivi ed un considerevole “vantaggio competitivo” sul mercato, troviamo quantomeno contraddittorio comunicare alle RSA che non si intende offrire nulla su un istituto contrattuale così significativo.
Lo “straordinario capitale umano” vive ormai da tempo una situazione di difficoltà nel far quadrare i propri bilanci, dovuta agli aumenti del costo della vita a cui non ha fatto riscontro un proporzionato adeguamento retributivo.
Il senso di responsabilità noi lo abbiamo dimostrato con le richieste di piattaforma equilibrate e sostenibili che abbiamo presentato nel giugno scorso. Ora è il momento che anche la controparte mostri un analogo senso di responsabilità.


Torino, 9.10.2008
LE RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI
(Società Reale Mutua di Assicurazioni)
FISAC/CGIL-FIBA/CISL-UILCA-FNA-SNFIA

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