Volge al termine la breve sperimentazione semestrale della detassazione straordinari, che andrà in pensione a fine anno. Con l'approvazione e l'entrata in vigore del decreto legge 185/08 (detto anche decreto anti-crisi) infatti non è stata ratificata la misura di alleggerimento fiscale per gli straordinari.
Viene invece prorogata la detassazione del salario di produttività, vale a dire premi e incentivi, per redditi fino a 35.000 euro l'anno (dai 30.000 attuali). Tra le novità anche il raddoppio della parte di reddito su cui applicare gli sgravi, che passa da 3.000 euro l'anno a 6.000 euro.
Dalla detassazione restano esclusi i dipendenti pubblici, ma il decreto adesso ammette per la prima volta al beneficio un settore della pubblica amministrazione: quello della sicurezza, cioè forze armate, corpi di polizia, vigili del fuoco. In tutto sono circa 500 mila persone.
Secondo quanto notificato da una dal Ministero del Lavoro rimarrà in vigore per tutto il 2009 la detassazione di tutte le parti variabili del salario (esclusi gli straordinari), con aliquota secca e definitiva al 10 per cento.
Come funziona lo sgravio straordinari?
La norma relativa alla detassazione degli straordinari fa riferimento alle somme erogate a livello aziendale, ma viene chiarito dalle Entrate che l'agevolazione si applica anche negli studi professionali ricomprendendo anche i lavoratori dipendenti da non imprenditori purché appartenenti al settore privato.
Per ottenere l'agevolazione, il dipendente dovrà aver percepito nell'anno 2007 un reddito di lavoro subordinato uguale o inferiore a 30.000 euro: questa condizione è soddisfatta anche se il lavoratore non ha percepito alcun reddito di lavoro subordinato, risultando del tutto irrilevanti redditi di qualsivoglia altra natura.
Per quanto concerne i limiti di 3.000 euro l'anno si deve intendere al netto delle trattenute previdenziali poste a carico del lavoratore in considerazione del fatto che l'agevolazione riguarda esclusivamente la tassazione delle retribuzioni individuate.
Fermo restando la circolare del 3 novembre dell'Agenzia delle Entrate non potranno usufruire dell'agevolazione: le somme erogate per incentivare l'esodo anticipato dal lavoro, le somme che vengono assunte a base della tassazione delle retribuzioni dei lavoratori all'estero.
Prorogata invece la detassazione per i premi di produttività, estesa ai redditi fino a 35.000 euro.
Lavoratori licenziati: un sostegno in deroga
Il ministero del Lavoro avrebbe stanziato un miliardo e 26 milioni di euro a favore del Fondo per l'occupazione per l'anno 2009, per far fronte al periodo di crisi strutturale. A queste si aggiungono ulteriori risorse derivanti dal Fondo Fas, destinate anch'esse al sostegno al reddito e alla formazione dei lavoratori sospesi o licenziati.
A poter beneficiare delle risorse saranno:
i lavoratori a tempo indeterminato delle aziende o dei settori per i quali non sono previsti gli ordinari ammortizzatori sociali;
i lavoratori a tempo determinato (contratti a termine);
gli apprendisti;
i lavoratori assunti con contratto di somministrazione (cosiddetti interinali);
i collaboratori a progetto (cosiddetti co.co.pro).
Il sostegno "in deroga" viene esteso per la prima volta ai cosiddetti lavoratori atipici.
Strumenti
Il sostegno "in deroga" al reddito dei lavoratori sospesi o licenziati è garantito attraverso il ricorso:
alla cassa integrazione "in deroga" (pari all'ammontare della cigs e, dunque, all'80 per cento della retribuzione, con un massimale rivalutato di anno in anno e fissato per il 2008 a 860 euro mensili);
all'indennità di mobilità "in deroga" (pari anch'essa all'ammontare della cigs per i primi dodici mesi e all'80 per cento della stessa cigs per i periodi successivi);
all'indennità di disoccupazione (per un ammontare pari a circa il 60 per cento della retribuzione per i primi sei mesi, a scalare nei mesi successivi);
a una specifica indennità una tantum rivolta ai cosiddetti co.co.pro. (collaboratori a progetto) che abbiano un rapporto di monocommittenza (pari a un ammontare variabile tra i 700 e i 1.200 euro, a seconda della durata e del valore del contratto originario).
a Peppino Impastato e Santo De Luca
mercoledì 10 dicembre 2008
martedì 9 dicembre 2008
LE NOSTRE PROPOSTE PER UN SINDACATO NUOVO
QUESTA È LA NOSTRA POSIZIONE.
Con le aziende...
In un momento particolarmente difficile per l’economia mondiale, la trattativa con Confindustria sulla riforma del Sistema Contrattuale, iniziata con la presentazione della Piattaforma CGIL CISL UIL, ha prodotto nel mese di ottobre 2008 una proposta di linee guida, condivisa da UIL, CISL e Confindustria, sulle quali si è aperto il confronto con le altre Associazioni degli Imprenditori e con il Governo, al quale sta partecipando anche la CGIL.
In questo senso va anche il documento sottoscritto il 21 novembre 2008 con le Associazioni delle Imprese Artigiane (in questo caso la CGIL si è riservata una risposta) che, nel rivedere il sistema contrattuale secondo indirizzi analoghi, ha sancito anche l’impegno delle Parti per la definizione di un contratto unico per il settore e per il rafforzamento del sistema della Bilateralità cui è assegnata la gestione degli ammortizzatori sociali, con la previsione di un aumento delle indennità per i lavoratori sospesi.
La UIL ha condiviso le Linee Guida (vedi sintesi) perché individuano un sistema contrattuale adatto alle esigenze della contrattazione collettiva, profondamente cambiate rispetto al 1993.
● La scadenza triennale dei CCNL, la fissazione dei tempi per la presentazione delle piattaforme e per il negoziato, la possibilità di ricorrere alla mediazione interconfederale in caso di mancato accordo, la garanzia della copertura economica dalla data di scadenza del vecchio Contratto, eviterà le lunghissime vacanze contrattuali cui purtroppo molte categorie erano costrette.
● La costituzione di un sistema paritetico di governo delle relazioni sindacali, con l'istituzione di un Comitato Paritetico Interconfederale che controllerà il sistema e potrà intervenire in caso di problemi, realizza l'idea sempre sostenta dalla UIL di un sistema fondato anche sulla partecipazione e sulle regole anziché solo sul conflitto e sui rapporti di forza.
● Il superamento dell'inflazione programmata e l'adozione di un indice realistico e certificato come riferimento per i rinnovi contrattuali consentirà di tutelare realmente, con i CCNL, il potere d'acquisto delle retribuzioni, tanto più che i minimi tabellari verranno riadeguati se l'inflazione dovesse rivelarsi superiore. E' chiaro che l'indice di inflazione è un punto di riferimento, non un tetto insuperabile: è una garanzia per le categorie che ne hanno bisogno, non un laccio per quelle che hanno più risorse da redistribuire con il Contratto.
● Il secondo livello di contrattazione viene incentivato e reso più conveniente sia per le aziende che per o lavoratori dalla decontribuzione e defiscalizzazione dei premi di risultato, applicata anche ai lavoratori del comparto pubblico. L'istituzione dell'Elemento Perequativo per chi non ha premi aziendali garantisce un miglioramento retributivo anche ai lavoratori delle imprese minori.
● I CCNL potranno istituire fondi e enti bilaterali attraverso i quali erogare ai lavoratori servizi integrativi di welfare (dall'assistenza sanitaria agli ammortizzatori sociali), realizzando anche in questo caso una tradizionale rivendicazione della UIL.
● Tutto il sistema così disegnato mette in capo alle Parti Sociali e alla contrattazione tra di loro competenze e titolarità, fissando semplicemente delle regole di comportamento e delle garanzie. In questo senso è anche importante che sia stata prevista la certificazione della rappresentatività reale delle Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali.
Sulla base di queste proposte sta proseguendo il negoziato tra tutte le Parti Sociali e successivamente sarà coinvolto il Governo, per giungere ad un accordo sottoscritto e vincolante che varrà per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato.
Non si tratta quindi di contare favorevoli o contrari ad un Patto da prendere o lasciare, ma di discutere per definire regole condivise: in questo senso occorre lavorare perché il consenso sia il più ampio possibile, ma senza riconoscere a nessuno il diritto di mettere veti.
CONTRATTARE... IL NOSTRO MESTIERE
Con il Governo...
La Uil esprime un giudizio articolato sulla manovra anti crisi emanata dal Governo, partendo dal presupposto che la strumentazione messa in campo è funzionale ma l’esiguità delle risorse è insufficiente.
In particolare, la Uil apprezza l’attenzione esclusiva che, per la prima volta, viene riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati quanto alla redistribuzione delle risorse, tramite l’applicazione del cosiddetto bonus.
Si afferma così la linea della Uil: occorre rilanciare i consumi per riattivare la domanda interna, offrendo un sostegno a coloro che maggiormente hanno subito una perdita del potere d’acquisto.
Tuttavia, le risorse stanziate sono insufficienti: la Uil ritiene che a questo scopo sia possibile prevedere stanziamenti aggiuntivi anche seguendo le indicazioni pervenute dalla stessa Unione Europea.
In queste prossime settimane, nell’ambito delle procedure per la conversione in legge del decreto, la Uil si attiverà nei confronti delle forze parlamentari affinché venga innalzata a 35.000 euro la soglia fissata a 22.000 euro come tetto per l’erogazione del bonus ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, e a 10.000 euro la soglia stabilita a 6.000 euro per fruire della social card.
Per la Uil, inoltre, è particolarmente condivisibile la scelta di ampliare il diritto agli ammortizzatori sociali, anche con il coinvolgimento attivo degli enti bilaterali, per offrire elementi di garanzia a quei lavoratori che dovessero perdere il posto di lavoro in conseguenza della crisi economica e che attualmente non godono di alcuna tutela: dipendenti di piccole imprese, contratti a tempo determinato, apprendisti, lavoratori interinali e a progetto.
La Uil giudica positivamente l’accoglimento della nostra proposta di trasferire le risorse destinate alla detassazione degli straordinari verso la detassazione dei premi di produttività, in particolare per quanto attiene l’innalzamento del limite di reddito a 35.000 €. Tuttavia, ritiene necessario estendere tale misura al pubblico impiego e chiede il superamento del tetto sulla decontribuzione dei premi di risultato, ferma restando la contribuzione figurativa.
Altrettanto positivo è anche l’intervento sui mutui che va esteso, però, anche a quelli a tasso fisso.
La UIL apprezza la decisione di sospendere per l’anno 2009 ogni aumento automatico delle tariffe connesse all’energia, al gas, al trasporto pubblico ferroviario ed ai pedaggi autostradali.
La UIL chiederà che tale impegno diventi vincolante anche per le tariffe di pertinenza degli Enti Locali (Regioni, Provincie, Comuni)
Dovendo attendere la conversione in legge, l’attuazione delle misure previste partirà dai primi mesi del prossimo anno. Bisognerà allora vigilare sulla loro destinazione ed applicazione e, soprattutto, occorrerà porsi il problema della loro continuità e prospettiva, a partire dall’esperimento del bonus. A questo proposito, la Uil considera importante ragionare nell’ambito di un più vasto meccanismo di detassazione dei salari e delle pensioni che resta un obiettivo strategico.
La UIL considera contraddittoria la scelta di uno sciopero generale in questo momento e ritiene invece opportuno creare le condizioni di un vasto fronte di alleanze sociali che perseguano l’obiettivo e la logica del miglioramento della manovra governativa. Analogamente la UIL considera necessario portare a rapido compimento la riforma del sistema contrattuale.
Le iniziative che la Uil attiverà nelle prossime settimane saranno del tutto coerenti con questo spirito costruttivo e con gli obiettivi di crescita dei salari e di sviluppo del Paese.
Le iniziative che la Uil attiverà nelle prossime settimane saranno del tutto coerenti con questo spirito costruttivo e con gli obiettivi di crescita dei salari e di sviluppo del Paese.
Con le aziende...
In un momento particolarmente difficile per l’economia mondiale, la trattativa con Confindustria sulla riforma del Sistema Contrattuale, iniziata con la presentazione della Piattaforma CGIL CISL UIL, ha prodotto nel mese di ottobre 2008 una proposta di linee guida, condivisa da UIL, CISL e Confindustria, sulle quali si è aperto il confronto con le altre Associazioni degli Imprenditori e con il Governo, al quale sta partecipando anche la CGIL.
In questo senso va anche il documento sottoscritto il 21 novembre 2008 con le Associazioni delle Imprese Artigiane (in questo caso la CGIL si è riservata una risposta) che, nel rivedere il sistema contrattuale secondo indirizzi analoghi, ha sancito anche l’impegno delle Parti per la definizione di un contratto unico per il settore e per il rafforzamento del sistema della Bilateralità cui è assegnata la gestione degli ammortizzatori sociali, con la previsione di un aumento delle indennità per i lavoratori sospesi.
La UIL ha condiviso le Linee Guida (vedi sintesi) perché individuano un sistema contrattuale adatto alle esigenze della contrattazione collettiva, profondamente cambiate rispetto al 1993.
● La scadenza triennale dei CCNL, la fissazione dei tempi per la presentazione delle piattaforme e per il negoziato, la possibilità di ricorrere alla mediazione interconfederale in caso di mancato accordo, la garanzia della copertura economica dalla data di scadenza del vecchio Contratto, eviterà le lunghissime vacanze contrattuali cui purtroppo molte categorie erano costrette.
● La costituzione di un sistema paritetico di governo delle relazioni sindacali, con l'istituzione di un Comitato Paritetico Interconfederale che controllerà il sistema e potrà intervenire in caso di problemi, realizza l'idea sempre sostenta dalla UIL di un sistema fondato anche sulla partecipazione e sulle regole anziché solo sul conflitto e sui rapporti di forza.
● Il superamento dell'inflazione programmata e l'adozione di un indice realistico e certificato come riferimento per i rinnovi contrattuali consentirà di tutelare realmente, con i CCNL, il potere d'acquisto delle retribuzioni, tanto più che i minimi tabellari verranno riadeguati se l'inflazione dovesse rivelarsi superiore. E' chiaro che l'indice di inflazione è un punto di riferimento, non un tetto insuperabile: è una garanzia per le categorie che ne hanno bisogno, non un laccio per quelle che hanno più risorse da redistribuire con il Contratto.
● Il secondo livello di contrattazione viene incentivato e reso più conveniente sia per le aziende che per o lavoratori dalla decontribuzione e defiscalizzazione dei premi di risultato, applicata anche ai lavoratori del comparto pubblico. L'istituzione dell'Elemento Perequativo per chi non ha premi aziendali garantisce un miglioramento retributivo anche ai lavoratori delle imprese minori.
● I CCNL potranno istituire fondi e enti bilaterali attraverso i quali erogare ai lavoratori servizi integrativi di welfare (dall'assistenza sanitaria agli ammortizzatori sociali), realizzando anche in questo caso una tradizionale rivendicazione della UIL.
● Tutto il sistema così disegnato mette in capo alle Parti Sociali e alla contrattazione tra di loro competenze e titolarità, fissando semplicemente delle regole di comportamento e delle garanzie. In questo senso è anche importante che sia stata prevista la certificazione della rappresentatività reale delle Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali.
Sulla base di queste proposte sta proseguendo il negoziato tra tutte le Parti Sociali e successivamente sarà coinvolto il Governo, per giungere ad un accordo sottoscritto e vincolante che varrà per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato.
Non si tratta quindi di contare favorevoli o contrari ad un Patto da prendere o lasciare, ma di discutere per definire regole condivise: in questo senso occorre lavorare perché il consenso sia il più ampio possibile, ma senza riconoscere a nessuno il diritto di mettere veti.
CONTRATTARE... IL NOSTRO MESTIERE
Con il Governo...
La Uil esprime un giudizio articolato sulla manovra anti crisi emanata dal Governo, partendo dal presupposto che la strumentazione messa in campo è funzionale ma l’esiguità delle risorse è insufficiente.
In particolare, la Uil apprezza l’attenzione esclusiva che, per la prima volta, viene riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati quanto alla redistribuzione delle risorse, tramite l’applicazione del cosiddetto bonus.
Si afferma così la linea della Uil: occorre rilanciare i consumi per riattivare la domanda interna, offrendo un sostegno a coloro che maggiormente hanno subito una perdita del potere d’acquisto.
Tuttavia, le risorse stanziate sono insufficienti: la Uil ritiene che a questo scopo sia possibile prevedere stanziamenti aggiuntivi anche seguendo le indicazioni pervenute dalla stessa Unione Europea.
In queste prossime settimane, nell’ambito delle procedure per la conversione in legge del decreto, la Uil si attiverà nei confronti delle forze parlamentari affinché venga innalzata a 35.000 euro la soglia fissata a 22.000 euro come tetto per l’erogazione del bonus ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, e a 10.000 euro la soglia stabilita a 6.000 euro per fruire della social card.
Per la Uil, inoltre, è particolarmente condivisibile la scelta di ampliare il diritto agli ammortizzatori sociali, anche con il coinvolgimento attivo degli enti bilaterali, per offrire elementi di garanzia a quei lavoratori che dovessero perdere il posto di lavoro in conseguenza della crisi economica e che attualmente non godono di alcuna tutela: dipendenti di piccole imprese, contratti a tempo determinato, apprendisti, lavoratori interinali e a progetto.
La Uil giudica positivamente l’accoglimento della nostra proposta di trasferire le risorse destinate alla detassazione degli straordinari verso la detassazione dei premi di produttività, in particolare per quanto attiene l’innalzamento del limite di reddito a 35.000 €. Tuttavia, ritiene necessario estendere tale misura al pubblico impiego e chiede il superamento del tetto sulla decontribuzione dei premi di risultato, ferma restando la contribuzione figurativa.
Altrettanto positivo è anche l’intervento sui mutui che va esteso, però, anche a quelli a tasso fisso.
La UIL apprezza la decisione di sospendere per l’anno 2009 ogni aumento automatico delle tariffe connesse all’energia, al gas, al trasporto pubblico ferroviario ed ai pedaggi autostradali.
La UIL chiederà che tale impegno diventi vincolante anche per le tariffe di pertinenza degli Enti Locali (Regioni, Provincie, Comuni)
Dovendo attendere la conversione in legge, l’attuazione delle misure previste partirà dai primi mesi del prossimo anno. Bisognerà allora vigilare sulla loro destinazione ed applicazione e, soprattutto, occorrerà porsi il problema della loro continuità e prospettiva, a partire dall’esperimento del bonus. A questo proposito, la Uil considera importante ragionare nell’ambito di un più vasto meccanismo di detassazione dei salari e delle pensioni che resta un obiettivo strategico.
La UIL considera contraddittoria la scelta di uno sciopero generale in questo momento e ritiene invece opportuno creare le condizioni di un vasto fronte di alleanze sociali che perseguano l’obiettivo e la logica del miglioramento della manovra governativa. Analogamente la UIL considera necessario portare a rapido compimento la riforma del sistema contrattuale.
Le iniziative che la Uil attiverà nelle prossime settimane saranno del tutto coerenti con questo spirito costruttivo e con gli obiettivi di crescita dei salari e di sviluppo del Paese.
Le iniziative che la Uil attiverà nelle prossime settimane saranno del tutto coerenti con questo spirito costruttivo e con gli obiettivi di crescita dei salari e di sviluppo del Paese.
martedì 2 dicembre 2008
Cala l'Euribor, vie diverse per investimenti e mutui
Uno sviluppo positivo dei mercati finanziari delle ultime settimane è il costante calo dei tassi Euribor a 3, 6 e 12 mesi (vedi il grafico).Come spesso accade, quando al centro della crisi c’erano proprio i tassi Euribor (che continuavano a salire nonostante gli sforzi delle banche centrali), i media sembravano interessatissimi al fenomeno. Adesso invece, con la situazione che sembra sulla via della “normalizzazione” (il condizionale è ovviamente d’obbligo) nessuno sembra più occuparsi dei tassi a breve termine, se non in occasione delle decisioni della BCE.Eppure il costante calo dell’Euribor in Europa e del Libor in dollari e sterline, rappresenta il maggiore successo che i governi e le banche centrali possono fino ad ora vantare, nei tentativi di contrastare la crisi dei mercati e dell’economia.
Cerchiamo quindi di dare la giusta importanza a questa tendenza di mercato, valutando innanzitutto le prospettive per i prossimi mesi dei tassi Euribor e analizzando le conseguenze per investitori e detentori di mutui e IRS.
Come mostra il grafico sottostante, i tassi Euribor a 3, 6 e 12 mesi hanno disegnato una sorta di “parabola”, impennandosi a fine maggio a causa delle tensioni sul settore bancario (ricordiamo che i tassi Euribor sono utilizzati moltissimo nel mercato interbancario), per poi cominciare a scendere quando è stato sufficientemente chiaro che i governi europei avrebbero tutelato gli istituti in difficoltà e, in seguito, anche grazie ai tagli della Banca centrale europea.
Il movimento delle ultime settimane inoltre, sembra destinato a durare ben dentro il 2009. I contratti “future” sull’Euribor a 3 mesi infatti mostrano aspettative di ribasso dell’Euribor, che è previsto in calo per tutto il primo semestre 2009 fino ad un minimo del 2,44% a giugno.
Previsione Tasso Euribor a 3 mesi
15 dicembre 2008
3,47%
15marzo 2009
2,65%
15 giugno 2009
2,44%
15 settembre 2009
2,46%
15 dicembre 2009
2,70%
Se queste aspettative saranno rispettate quindi, i tassi Euribor scenderanno di un altro 1,50% in pochi mesi, stravolgendo di fatto gli scenari di investitori e detentori di mutui e IRS.
Vediamo innanzitutto le implicazioni per gli investitori.E’ evidente che i titoli indicizzati legati all’Euribor (la maggioranza delle emissioni bancarie e corporate), sono destinati a fissare cedole sempre più basse. Tuttavia, dato che le cedole scenderanno di pari passo con la discesa dei tassi di interesse, il valore di queste obbligazioni resterà tendenzialmente invariato (fatte salve ovviamente le oscillazioni di prezzo legate al merito di credito dell’emittente).
I titoli a reddito fisso invece, poiché garantiscono la cedola indipendentemente dal livello dei tassi di interesse, dovrebbero aumentare di valore. Ciò sarà sicuramente vero per le obbligazioni con scadenza a 1-3 anni, più direttamente coinvolte dal calo dei tassi Euribor. Per le scadenze più lunghe invece, molto dipenderà dalle aspettative di ripresa; se il mercato si focalizzerà su uno scenario di recessione relativamente breve, seguita da una ripresa economica robusta (come è sempre successo negli ultimi 20 anni), i tassi con scadenze più lunghe potrebbero essere poco influenzati dalla discesa dei tassi Euribor, lasciando il prezzo dei titoli obbligazionari tendenzialmente invariato.
Viceversa, se il mercato si focalizzerà su uno scenario di recessione prolungata (come nel 1930-1939 o 1973-1980), anche i tassi a lunga scadenza potrebbero continuare la discesa; in questo caso il valore dei relativi titoli potrebbe aumentare considerevolmente, facendo delle obbligazioni a tasso fisso a lunga scadenza una delle tipologie di investimento più “performanti”.Per quanto riguarda i titoli obbligazionari “strutturati” infine, segnaliamo l’esistenza di alcune emissioni che in una fase di calo dei tassi Euribor beneficeranno addirittura di un aumento del flusso cedolare. Di alcune di queste tipologie di titoli abbiamo già parlato nel nostro report di settimana scorsa, a cui rimandiamo i nostri lettori per maggiori dettagli.
Quanto sottolineato per gli investitori, in buona sostanza vale in senso inverso per i detentori di mutui.Chi ha un mutuo a tasso variabile e ha “sofferto” forti aumenti per tutto il 2008, beneficerà nei prossimi mesi di un deciso calo degli interessi applicati.Chi invece è legato ad un tasso fisso potrebbe valutare il cambiamento ad un mutuo a tasso variabile, sfruttando la possibilità data dal decreto Bersani di cambiare le condizioni del mutuo a costo zero.Attenzione però a non attendere troppo per effettuare questo cambiamento, già nel secondo o terzo trimestre del 2009 infatti i tassi potrebbero raggiungere il livello minimo e quindi potrebbe tornare ad essere conveniente la tipologia di mutuo a tasso fisso (su basi però decisamente inferiori a quelle attuali). Un’ultima segnalazione riguarda infine le operazioni di “interest rate swap” (IRS), molte delle quali hanno “barriere” e condizioni di pagamento legate ai tassi Euribor. In moltissimi casi, la discesa dei tassi a breve termine modifica decisamente le condizioni a favore delle società. Per chi vorrebbe chiudere questi contratti le condizioni dovrebbero già essere nettamente migliori rispetto a qualche settimana fa, ma è altamente probabile che nel giro di 3-4 mesi il miglioramento possa continuare. Il consiglio quindi e di seguire la situazione con grande attenzione, ed essere preparati a chiedere la chiusura anticipata delle operazioni di IRS nel corso della prima metà del 2009.
Cerchiamo quindi di dare la giusta importanza a questa tendenza di mercato, valutando innanzitutto le prospettive per i prossimi mesi dei tassi Euribor e analizzando le conseguenze per investitori e detentori di mutui e IRS.
Come mostra il grafico sottostante, i tassi Euribor a 3, 6 e 12 mesi hanno disegnato una sorta di “parabola”, impennandosi a fine maggio a causa delle tensioni sul settore bancario (ricordiamo che i tassi Euribor sono utilizzati moltissimo nel mercato interbancario), per poi cominciare a scendere quando è stato sufficientemente chiaro che i governi europei avrebbero tutelato gli istituti in difficoltà e, in seguito, anche grazie ai tagli della Banca centrale europea.
Il movimento delle ultime settimane inoltre, sembra destinato a durare ben dentro il 2009. I contratti “future” sull’Euribor a 3 mesi infatti mostrano aspettative di ribasso dell’Euribor, che è previsto in calo per tutto il primo semestre 2009 fino ad un minimo del 2,44% a giugno.
Previsione Tasso Euribor a 3 mesi
15 dicembre 2008
3,47%
15marzo 2009
2,65%
15 giugno 2009
2,44%
15 settembre 2009
2,46%
15 dicembre 2009
2,70%
Se queste aspettative saranno rispettate quindi, i tassi Euribor scenderanno di un altro 1,50% in pochi mesi, stravolgendo di fatto gli scenari di investitori e detentori di mutui e IRS.
Vediamo innanzitutto le implicazioni per gli investitori.E’ evidente che i titoli indicizzati legati all’Euribor (la maggioranza delle emissioni bancarie e corporate), sono destinati a fissare cedole sempre più basse. Tuttavia, dato che le cedole scenderanno di pari passo con la discesa dei tassi di interesse, il valore di queste obbligazioni resterà tendenzialmente invariato (fatte salve ovviamente le oscillazioni di prezzo legate al merito di credito dell’emittente).
I titoli a reddito fisso invece, poiché garantiscono la cedola indipendentemente dal livello dei tassi di interesse, dovrebbero aumentare di valore. Ciò sarà sicuramente vero per le obbligazioni con scadenza a 1-3 anni, più direttamente coinvolte dal calo dei tassi Euribor. Per le scadenze più lunghe invece, molto dipenderà dalle aspettative di ripresa; se il mercato si focalizzerà su uno scenario di recessione relativamente breve, seguita da una ripresa economica robusta (come è sempre successo negli ultimi 20 anni), i tassi con scadenze più lunghe potrebbero essere poco influenzati dalla discesa dei tassi Euribor, lasciando il prezzo dei titoli obbligazionari tendenzialmente invariato.
Viceversa, se il mercato si focalizzerà su uno scenario di recessione prolungata (come nel 1930-1939 o 1973-1980), anche i tassi a lunga scadenza potrebbero continuare la discesa; in questo caso il valore dei relativi titoli potrebbe aumentare considerevolmente, facendo delle obbligazioni a tasso fisso a lunga scadenza una delle tipologie di investimento più “performanti”.Per quanto riguarda i titoli obbligazionari “strutturati” infine, segnaliamo l’esistenza di alcune emissioni che in una fase di calo dei tassi Euribor beneficeranno addirittura di un aumento del flusso cedolare. Di alcune di queste tipologie di titoli abbiamo già parlato nel nostro report di settimana scorsa, a cui rimandiamo i nostri lettori per maggiori dettagli.
Quanto sottolineato per gli investitori, in buona sostanza vale in senso inverso per i detentori di mutui.Chi ha un mutuo a tasso variabile e ha “sofferto” forti aumenti per tutto il 2008, beneficerà nei prossimi mesi di un deciso calo degli interessi applicati.Chi invece è legato ad un tasso fisso potrebbe valutare il cambiamento ad un mutuo a tasso variabile, sfruttando la possibilità data dal decreto Bersani di cambiare le condizioni del mutuo a costo zero.Attenzione però a non attendere troppo per effettuare questo cambiamento, già nel secondo o terzo trimestre del 2009 infatti i tassi potrebbero raggiungere il livello minimo e quindi potrebbe tornare ad essere conveniente la tipologia di mutuo a tasso fisso (su basi però decisamente inferiori a quelle attuali). Un’ultima segnalazione riguarda infine le operazioni di “interest rate swap” (IRS), molte delle quali hanno “barriere” e condizioni di pagamento legate ai tassi Euribor. In moltissimi casi, la discesa dei tassi a breve termine modifica decisamente le condizioni a favore delle società. Per chi vorrebbe chiudere questi contratti le condizioni dovrebbero già essere nettamente migliori rispetto a qualche settimana fa, ma è altamente probabile che nel giro di 3-4 mesi il miglioramento possa continuare. Il consiglio quindi e di seguire la situazione con grande attenzione, ed essere preparati a chiedere la chiusura anticipata delle operazioni di IRS nel corso della prima metà del 2009.
Solare e doppi vetri più cari stop agli incentivi per l'efficienza
ROMA - Il concetto di efficienza energetica si conferma decisamente ostico per il governo. Dopo la battaglia per impedire l'obiettivo del miglioramento del 20% entro il 2020 imposto dalla apposita direttiva dell'Unione Europea e dopo aver cancellato l'obbligo di certificazione energetica nella compravendita degli immobili, Palazzo Chigi ha dato un'altra picconata alle misure per ridurre la bolletta energetica nazionale. Questa volta la misura è contenuta nel recente piano anticrisi approvato dall'esecutivo e va a colpire la possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica. La normativa introdotta un paio di anni fa dall'allora ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani prevede infatti l'opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio, per installare un pannello solare o sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Ma ora, con l'entrata in vigore del decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà molto più difficile. L'iter per avere accesso alle detrazioni Irpef e Ires diventa decisamente più complesso. Il decreto prevede che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all'Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, "un'apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi". Il provvedimento stabilisce ancora che l'Agenzia delle entrate esamini le domande secondo l'ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento "l'assenso si intende non fornito" e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.
Per quanto riguarda invece le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell'Agenzia, l'interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali. Un cambio di registro rispetto ai buoni risultati ottenuti sino ad oggi duramente criticato dall'opposizione e dalle associazioni ambientaliste. "Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali - denuncia il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani - era una tipica norma di sostegno all'economia e all'ambiente secondo priorità universalmente riconosciute dal Protocollo di Kyoto in poi. Anche questo viene vanificato, addirittura con effetti retroattivi. Per stare al concreto, chi ha realizzato l'intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15mila euro". "Lo sgravio fiscale del 55% introdotto dal governo Prodi - ricorda ancora il ministro ombra dell'Ambiente Ermete Realacci - è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro permettendo di ripagare lo sgravio fiscale previsto, attraverso l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia". Dura anche la presa di posizione di Legambiente. "Non si comprende - dice il responsabile energia Edoardo Zanchini - la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica. A meno di voler proprio limitare il ricorso a questo tipo di incentivi". (v. g.)
Per quanto riguarda invece le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell'Agenzia, l'interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali. Un cambio di registro rispetto ai buoni risultati ottenuti sino ad oggi duramente criticato dall'opposizione e dalle associazioni ambientaliste. "Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali - denuncia il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani - era una tipica norma di sostegno all'economia e all'ambiente secondo priorità universalmente riconosciute dal Protocollo di Kyoto in poi. Anche questo viene vanificato, addirittura con effetti retroattivi. Per stare al concreto, chi ha realizzato l'intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15mila euro". "Lo sgravio fiscale del 55% introdotto dal governo Prodi - ricorda ancora il ministro ombra dell'Ambiente Ermete Realacci - è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro permettendo di ripagare lo sgravio fiscale previsto, attraverso l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia". Dura anche la presa di posizione di Legambiente. "Non si comprende - dice il responsabile energia Edoardo Zanchini - la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica. A meno di voler proprio limitare il ricorso a questo tipo di incentivi". (v. g.)
lunedì 1 dicembre 2008
Lunedì di passione per lo sciopero degli autonomi dei trasporti locali
MILANO - Si annuncia un lunedì 1° dicembre difficile per il trasporto locale a causa dello sciopero proclamato dai sindacati autonomi Cub e Cobas. Non si fermeranno invece i lavoratori aderenti ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, e l'Ugl. A Milano le metropolitane dovrebbero funzionare regolarmente, magari con meno treni, mentre ci saranno meno corse per autobus, filobus e tram. L'Atm garantirà il servizio da inizio turno alle 8,45 e dalle 15 alle 18. Il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass d'ingresso nella zona del centro per le auto più inquinanti. La Regione Lombardia ha tolto il divieto di circolazione dalle 7,30 alle 19,30 per i mezzi non catalitici ed euro 1 diesel.
ROMA TROVATO ACCORDO - Trovato un accordo con i confederali a Roma. Cgil, Cisl, Uil e Ugl trasporti hanno firmato l'intesa sul disagio salariale giovanile con Trambus e dunque è stato differito lo sciopero di autobus e tram indetto per lunedì.
ROMA TROVATO ACCORDO - Trovato un accordo con i confederali a Roma. Cgil, Cisl, Uil e Ugl trasporti hanno firmato l'intesa sul disagio salariale giovanile con Trambus e dunque è stato differito lo sciopero di autobus e tram indetto per lunedì.
venerdì 28 novembre 2008
COMUNICATO DEL 28/11
In data 27 novembre è proseguita la trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.
La Direzione a distanza di 5 mesi dalla illustrazione della piattaforma si è presentata ancora impreparata sulla valutazione e sulla quantificazione di alcuni istituti contrattuali quali :
- Forme Previdenziali
A tutt’oggi l’Azienda non è stata in grado di darci delle risposte in quanto sprovvista di dati tecnici ed elementi di costo.
- Polizza Malattia
Solamente su nostra sollecitazione la Direzione ha espresso una proposta limitata al mero recupero inflattivo relativamente ai massimali senza possibilità di discussione sugli scoperti.
Abbiamo contestato tale proposta esprimendo la nostra insoddisfazione e confermando i contenuti di valore umano e sociale espressi dalle nostre richieste che hanno fatto la storia della polizza malattia di Italiana Assicurazioni.
La Direzione ha mostrato totale chiusura, rigidità e mancanza di volontà sul capitolo prestiti, giudicando “più che sufficienti” le condizioni in essere!!! Anche sull’istituto della rotazione delle mansioni totale indisponibilità è stata espressa negando ogni volontà negoziale.
Inoltre registriamo un inaspettato dietrofront sulle politiche conciliative dell’ex progetto Concita, volendo introdurre, da parte aziendale, elementi di rigidità sia in termini di percentuale degli aventi diritto sia sui requisiti di accesso. Tutto ciò va in palese e netta controtendenza con quanto finora espresso, in più sedi e occasioni, anche dal nostro Direttore Generale sulla importanza, attenzione e sensibilità di Italiana Assicurazioni nei confronti di quei Lavoratori e Lavoratrici maggiormente bisognosi di conciliare esigenze di vita e di lavoro.
Abbiamo ribadito i punti della nostra piattaforma e ricordato la politica rivendicativa ivi contenuta e condivisa con la piattaforma delle R.S.A. di Reale Mutua FISAC-CGIL / FIBA-CISL / UILCA-UIL / SNFIA/ FNA.
Infine, in merito alle giornate del 2 e 5 gennaio 2009, la Direzione per ragioni organizzative e di servizio intende mantenere aperti gli Uffici di Direzione e Periferici.
Rappresentanze Sindacali Aziendali
FISAC-CGIL / FIBA-CISL / UILCA-UIL / SNFIA
Milano, 28/11/2008
La Direzione a distanza di 5 mesi dalla illustrazione della piattaforma si è presentata ancora impreparata sulla valutazione e sulla quantificazione di alcuni istituti contrattuali quali :
- Forme Previdenziali
A tutt’oggi l’Azienda non è stata in grado di darci delle risposte in quanto sprovvista di dati tecnici ed elementi di costo.
- Polizza Malattia
Solamente su nostra sollecitazione la Direzione ha espresso una proposta limitata al mero recupero inflattivo relativamente ai massimali senza possibilità di discussione sugli scoperti.
Abbiamo contestato tale proposta esprimendo la nostra insoddisfazione e confermando i contenuti di valore umano e sociale espressi dalle nostre richieste che hanno fatto la storia della polizza malattia di Italiana Assicurazioni.
La Direzione ha mostrato totale chiusura, rigidità e mancanza di volontà sul capitolo prestiti, giudicando “più che sufficienti” le condizioni in essere!!! Anche sull’istituto della rotazione delle mansioni totale indisponibilità è stata espressa negando ogni volontà negoziale.
Inoltre registriamo un inaspettato dietrofront sulle politiche conciliative dell’ex progetto Concita, volendo introdurre, da parte aziendale, elementi di rigidità sia in termini di percentuale degli aventi diritto sia sui requisiti di accesso. Tutto ciò va in palese e netta controtendenza con quanto finora espresso, in più sedi e occasioni, anche dal nostro Direttore Generale sulla importanza, attenzione e sensibilità di Italiana Assicurazioni nei confronti di quei Lavoratori e Lavoratrici maggiormente bisognosi di conciliare esigenze di vita e di lavoro.
Abbiamo ribadito i punti della nostra piattaforma e ricordato la politica rivendicativa ivi contenuta e condivisa con la piattaforma delle R.S.A. di Reale Mutua FISAC-CGIL / FIBA-CISL / UILCA-UIL / SNFIA/ FNA.
Infine, in merito alle giornate del 2 e 5 gennaio 2009, la Direzione per ragioni organizzative e di servizio intende mantenere aperti gli Uffici di Direzione e Periferici.
Rappresentanze Sindacali Aziendali
FISAC-CGIL / FIBA-CISL / UILCA-UIL / SNFIA
Milano, 28/11/2008
Misure anticrisi: il bonus familiare potrà toccare anche i 1000 euro
In attesa che venerdì il consiglio dei ministri vari la manovra complessiva anticrisi, ci sono le prime indiscrezioni su una delle misure più attese, il bonus familiare, al termine di una riunione molto costruttiva e positiva a Palazzo Chigi - come l’ha definita il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. L’incontro, iniziato all’ora di pranzo, è durato circa tre ore. Il governo vuole fronteggiare con energia questa delicata fase di congiuntura economica soprattutto puntando ad alleviare i disagi per le classi meno abbienti, senza dimenticare, però, il necessario sostegno alle imprese senza il cui contributo non sarebbe possibile un effettivo ritorno alla normalità.Quindi l’una-tantum prevista tra le misure anti-crisi, andrebbe da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 euro. Sarebbe questa l’ultima versione dei tecnici sul tavolo del governo che domani si appresta a varare il piano anticrisi. Il tetto di reddito salirebbe a 22.000 euro (rispetto ai 20.000 delle simulazioni iniziali).Secondo le ipotesi tecniche, un pensionato solo, per esempio, prenderà un contributo di 200 euro se ha un reddito annuo fino a 15.000 euro. Per le famiglie gli scaglioni di reddito sarebbero tre: 17.000, 20.000, 22.000. Il contributo varierà anche a seconda del numero dei figli. Al massimo l’una tantum per le famiglie dovrebbe variare da un minimo di 300 euro ad un massimo di 1.000 euro. Secondo fonti tecniche al lavoro sul dossier, il costo di questa misura dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,3 miliardi di euro.Da gennaio scatteranno poi gli sconti sui farmaci equivalenti, come ad esempio l’Aulin, che oggi coprono il 25-30% del mercato. Secondo una bozza del decreto legge anticrisi che approderà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri, si legge che in attesa che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ridetermini entro il 31 marzo 2009 i prezzi dei medicinali equivalenti, “il prezzo al pubblico è ridotto del 7% dal trentesimo giorno successivo a quello della data di entrata in vigore del decreto”. Viene abbassato, inoltre, il tetto per la spesa per l’assistenza farmaceutica territoriale.Con il piano anticrisi il governo avvierà controlli “robusti” per individuare eventuali anomalie nell’offerta di credito alle imprese, attivando poi misure di “dissuasione morale”. Lo ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenendo all’assemblea nazionale della Cna. “Si apre con il sistema creditizio - ha aggiunto il ministro - un rapporto di scambio che ci permette non di nominare gli amministratori, ma di entrare nel merito del credito quando ci saranno delle violazioni”.
PER RIFLETTERE
Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e comincio a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm. di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di si. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di si. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la verso dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempi ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno.
Ora, disse il Professore, voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.
I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici,la vostra salute, i vostri figli - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa , la scuola .... La sabbia e' tutto il resto...... le piccole cose . Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia, continuò il professore, non ci sarà spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita.
Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima - le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità...il resto e' solo sabbia.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di si. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la verso dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempi ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno.
Ora, disse il Professore, voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.
I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici,la vostra salute, i vostri figli - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa , la scuola .... La sabbia e' tutto il resto...... le piccole cose . Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia, continuò il professore, non ci sarà spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita.
Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima - le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità...il resto e' solo sabbia.
giovedì 27 novembre 2008
giovedì 20 novembre 2008
Nuovo 730, come pagare meno tasse
Dai mutui alle ristrutturazioni. Ecco gli sconti fiscali da mettere nella dichiarazione dei redditiIl ministero dell’Economia ha già elaborato la bozza del modello 730, versione 2009. E’ tempo dunque, d fare un ripasso di tutte le opportunità concesse dalla legge per beneficiare delle agevolazioni fiscali. Che, come è noto, possono prendere forma di detrazioni o deduzioni.
AffittoLe detrazioni previste dal 2007 – in aggiunta a quelle già riconosciute per gli affitti a canone concordato e per chi trasferisce la residenza per lavoro – interessano tutti i titolari di contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale. La detrazione spettante è pari a 300 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro oppure a 150 se il reddito complessivo è superiore a euro 15.493,71 e non superiore a euro 30.987,41. Al di sopra di questa soglia non spetta alcuna detrazione. Il contratto deve essere registrato.
FrigoriferiConfermata per il 2008 la detrazione del 20% per la rottamazione di vecchi frigo e l'acquisto di nuovi di classe energetica non inferiore ad A+. La detrazione massima fruibile è pari a 200 euro per ciascun apparecchio, comprese le spese per la rottamazione. Per usufruire della detrazione occorre la fattura o lo scontrino "parlante" recante i propri dati identificativi, compreso il codice fiscale, la data di acquisto e la classe energetica non inferiore ad A+ dell'elettrodomestico.
Giovani che vanno a vivere da soliA partire dal periodo d'imposta 2007 è stato previsto il bonus “anti-bamboccioni”. Interessa chi è andato a vivere in affitto e ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, e hanno un reddito non superiore a 15.493,71 euro. Il bonus è pari a 991,60 euro ed è riconosciuto per i primi tre anni. Se il contratto è stipulato da più giovani ciascuno potrà fruire della detrazione per quota, nella percentuale a lui spettante. Se non c'è sufficiente capienza nell'imposta dovuta si deve presentare il 730 e chiedere il rimborso della quota non goduta, in quanto in questo caso spetta un credito d'imposta.
MedicinaliDal 1° gennaio 2008 l'indicazione, nello scontrino fiscale della farmacia, della dizione generica di "farmaco" o "medicinale", con la denominazione del prodotto è divenuta obbligatoria. Non è invece più ammesso il beneficio per gli integratori alimentari.
Mutui acquisto prima casa Cresce l'importo degli interessi detraibili che sale da 3.615,20 a 4.000 euro. Nel caso in cui venga estinto un vecchio mutuo e ne venga acceso uno nuovo di importo non superiore alla quota capitale residua, maggiorata delle spese e oneri correlati, si continua a godere della detrazione.
Mutui costruzione o ristrutturazione prima casaNovità anche in questo caso: per poter usufruire della detrazione è necessario che il contratto sia stipulato non oltre sei mesi antecedenti alla data di inizio dei lavori di costruzione, o nei diciotto mesi successivi all'inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione. Non è stata invece introdotta alcuna modifica all'importo detraibile che resta di 2.582,28 euro.
Non autosufficienti Detrazione del 19% sui costi sostenuti per l'assistenza a persone non autonome anche quando sono ricoverate in casa di cura. Lo sconto può essere calcolato su una spesa massima di 2.100 euro e il reddito del contribuente che ne fa richiesta non deve superare i 40mila euro.
Risparmio energeticoE' possibile scegliere il numero di rate per usufruire della detrazione (pari al 55% delle spese sostenute), che può andare da un minimo di tre ad un massimo di 10.
Riscatto laurea Per tutti i versamenti effettuati dal 2008 in poi è ammessa la detrazione delle spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico.
SportVia libera anche per il 2008 alla detrazione del 19% per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni. La detrazione si applica su un importo di spesa massimo pari a 210 euro per ciascun figlio.
Studenti fuori sedeDal 2008 sono maggiori le possibilità di godere della detrazione per l'affitto. Oltre che ai contratti con i privati, la detrazione è riconosciuta anche nel caso di quelli stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. La sconto è pari al 19% dell'importo del canone di locazione, su un importo massimo di spesa di 2.633 euro. Questo tetto massimo vale anche se si hanno più figli. Per godere del beneficio l'università deve essere ubicata in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente e comunque in una provincia diversa.Nel caso in cui il figlio è a carico se il contratto è intestato ad un genitore è a lui che spetta l'intera detrazione. Se invece è intestato al figlio le spese devono essere suddivise tra i due genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento. Infine se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell'altro, quest'ultimo può considerare l'intera spesa sostenuta, ai fini del calcolo della detrazione.
Trasporti pubbliciEsordisce poi da quest'anno la detrazione del 19% delle spese sostenute per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La detrazione spetta su un importo massimo di 250 euro e può essere fruita anche per i familiari fiscalmente a carico, ma sempre nel limite massimo previsto. Le spese da considerare sono quelle sostenute nel 2008 anche se si riferiscono ad abbonamenti che scadono nel 2009.
DocentiA partire dal 1° gennaio 2008 spetta ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, una detrazione del 19% delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico per l'aggiornamento e la formazione, con un importo massimo di spesa detraibile di 500 euro.
Donazioni alle scuoleDetrazione d'imposta del 19% per tutte le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. Si beneficia dello sconto a condizione che il pagamento venga effettuato mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
AffittoLe detrazioni previste dal 2007 – in aggiunta a quelle già riconosciute per gli affitti a canone concordato e per chi trasferisce la residenza per lavoro – interessano tutti i titolari di contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale. La detrazione spettante è pari a 300 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro oppure a 150 se il reddito complessivo è superiore a euro 15.493,71 e non superiore a euro 30.987,41. Al di sopra di questa soglia non spetta alcuna detrazione. Il contratto deve essere registrato.
FrigoriferiConfermata per il 2008 la detrazione del 20% per la rottamazione di vecchi frigo e l'acquisto di nuovi di classe energetica non inferiore ad A+. La detrazione massima fruibile è pari a 200 euro per ciascun apparecchio, comprese le spese per la rottamazione. Per usufruire della detrazione occorre la fattura o lo scontrino "parlante" recante i propri dati identificativi, compreso il codice fiscale, la data di acquisto e la classe energetica non inferiore ad A+ dell'elettrodomestico.
Giovani che vanno a vivere da soliA partire dal periodo d'imposta 2007 è stato previsto il bonus “anti-bamboccioni”. Interessa chi è andato a vivere in affitto e ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, e hanno un reddito non superiore a 15.493,71 euro. Il bonus è pari a 991,60 euro ed è riconosciuto per i primi tre anni. Se il contratto è stipulato da più giovani ciascuno potrà fruire della detrazione per quota, nella percentuale a lui spettante. Se non c'è sufficiente capienza nell'imposta dovuta si deve presentare il 730 e chiedere il rimborso della quota non goduta, in quanto in questo caso spetta un credito d'imposta.
MedicinaliDal 1° gennaio 2008 l'indicazione, nello scontrino fiscale della farmacia, della dizione generica di "farmaco" o "medicinale", con la denominazione del prodotto è divenuta obbligatoria. Non è invece più ammesso il beneficio per gli integratori alimentari.
Mutui acquisto prima casa Cresce l'importo degli interessi detraibili che sale da 3.615,20 a 4.000 euro. Nel caso in cui venga estinto un vecchio mutuo e ne venga acceso uno nuovo di importo non superiore alla quota capitale residua, maggiorata delle spese e oneri correlati, si continua a godere della detrazione.
Mutui costruzione o ristrutturazione prima casaNovità anche in questo caso: per poter usufruire della detrazione è necessario che il contratto sia stipulato non oltre sei mesi antecedenti alla data di inizio dei lavori di costruzione, o nei diciotto mesi successivi all'inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione. Non è stata invece introdotta alcuna modifica all'importo detraibile che resta di 2.582,28 euro.
Non autosufficienti Detrazione del 19% sui costi sostenuti per l'assistenza a persone non autonome anche quando sono ricoverate in casa di cura. Lo sconto può essere calcolato su una spesa massima di 2.100 euro e il reddito del contribuente che ne fa richiesta non deve superare i 40mila euro.
Risparmio energeticoE' possibile scegliere il numero di rate per usufruire della detrazione (pari al 55% delle spese sostenute), che può andare da un minimo di tre ad un massimo di 10.
Riscatto laurea Per tutti i versamenti effettuati dal 2008 in poi è ammessa la detrazione delle spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico.
SportVia libera anche per il 2008 alla detrazione del 19% per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni. La detrazione si applica su un importo di spesa massimo pari a 210 euro per ciascun figlio.
Studenti fuori sedeDal 2008 sono maggiori le possibilità di godere della detrazione per l'affitto. Oltre che ai contratti con i privati, la detrazione è riconosciuta anche nel caso di quelli stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. La sconto è pari al 19% dell'importo del canone di locazione, su un importo massimo di spesa di 2.633 euro. Questo tetto massimo vale anche se si hanno più figli. Per godere del beneficio l'università deve essere ubicata in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente e comunque in una provincia diversa.Nel caso in cui il figlio è a carico se il contratto è intestato ad un genitore è a lui che spetta l'intera detrazione. Se invece è intestato al figlio le spese devono essere suddivise tra i due genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento. Infine se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell'altro, quest'ultimo può considerare l'intera spesa sostenuta, ai fini del calcolo della detrazione.
Trasporti pubbliciEsordisce poi da quest'anno la detrazione del 19% delle spese sostenute per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La detrazione spetta su un importo massimo di 250 euro e può essere fruita anche per i familiari fiscalmente a carico, ma sempre nel limite massimo previsto. Le spese da considerare sono quelle sostenute nel 2008 anche se si riferiscono ad abbonamenti che scadono nel 2009.
DocentiA partire dal 1° gennaio 2008 spetta ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, una detrazione del 19% delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico per l'aggiornamento e la formazione, con un importo massimo di spesa detraibile di 500 euro.
Donazioni alle scuoleDetrazione d'imposta del 19% per tutte le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. Si beneficia dello sconto a condizione che il pagamento venga effettuato mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
Il Giornale 20/11
Sos Nordest al governo: meno tasse o chiudiamo
Treviso - Due anni fa, di questi tempi, gli imprenditori del Nordest erano già scesi in piazza contro Prodi. Se oggi non fanno il bis «è perché al governo c’è gente che nell’ottobre 2006 manifestava con noi», spiega Mario Pozza, presidente della Confartigianato della Marca. «Luca Zaia, Maurizio Sacconi, Adolfo Urso: spero che ora possano farsi interpreti del nostro disagio. Se la battaglia era giusta allora, non vedo perché non sia giusta adesso con questa bruttissima crisi».Come l’araba fenice che risorge dalle sue ceneri, il Nordest è costretto a reinventarsi ancora una volta. Ha superato gli anni della svalutazione e della delocalizzazione, ha lottato con la concorrenza sleale dei cinesi, forse credeva che i peggiori effetti della globalizzazione fossero passati. Invece il crollo del sistema finanziario internazionale taglia le gambe al «modello veneto» già provato dall’impennata del costo delle materie prime e dal cambio sfavorevole col dollaro; un modello fatto di miriadi di piccole e medie imprese che una per una sono tanti Pollicino ma messe assieme costituiscono la locomotiva d’Italia. E stavolta è più difficile trovare rimedi.La disoccupazione è un incubo che si allarga: soltanto nella provincia di Treviso, dove c’è una partita Iva ogni 8 abitanti, da gennaio ad agosto le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del 30% mentre parallelamente è cresciuta la cassa integrazione (+29,3% quella ordinaria e +22 quella straordinaria). Boccheggiano i distretti manifatturieri orgoglio di queste zone, dalle scarpe sportive al tessile, dalla meccanica al legno, dagli occhiali all’oreficeria. La Electrolux di Susegana ha lasciato a casa 380 persone, il maglificio Monti di Maserada calcola 250 esuberi, la Aprilia di Scorzè (gruppo Piaggio di Roberto Colaninno) nonostante gli allori del Motomondiale ha 350 persone in cassa integrazione.«Duecento licenziamenti alla Zanussi fanno un articolone di giornale, 50 piccole aziende che chiudono non fanno una notizia breve – protesta Pozza, leader della maggiore associazione artigiana della Marca –. Eppure sono 50 imprenditori più i loro dipendenti che restano senza lavoro né protezioni sociali. Lo stato paga i debiti dell’Alitalia ma noi siamo dimenticati». L’esasperazione prende ancora una volta la forma della ribellione fiscale contro gli studi di settore, cioè i parametri per calcolare le tasse da pagare in base a un reddito presunto.Non è lo sciopero minacciato due anni fa, ma l’obiettivo è lo stesso. Le associazioni artigiane di Treviso hanno lanciato una raccolta di firme per bloccare l’applicazione degli studi di settore nel 2008 e 2009 per poi ridiscutere l’intera materia: le sottoscrizioni sono già migliaia. Fabio Gava, deputato azzurro di Treviso, assieme a 42 colleghi del Pdl ha presentato un’interpellanza urgente a Giulio Tremonti che la Camera discuterà oggi. Anche il centrosinistra ha depositato un ordine del giorno (tra i firmatari l’imprenditore vicentino Massimo Calearo) accolto dall’esecutivo in cui si chiede «un’immediata verifica» degli studi.«Pare che il governo voglia intervenire sugli acconti Irpef, sull’imponibile Irap, sui termini di pagamento dell’Iva – dice Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani di Mestre – ma la cosa più importante è congelare gli studi di settore inaspriti da Visco, insostenibili con l’economia in recessione». «Attendiamo un segnale – insiste Pozza – altrimenti valuteremo il da farsi». E nelle città del Nordest si profila un’altra manifestazione anti-governativa, anche se a Palazzo Chigi è insediato un esecutivo «amico».
L’insofferenza riguarda anche la disparità di trattamento sugli sconti-benzina, concessi alle aree di confine con la Svizzera (Nordovest) e non a quelle con l’Austria, mentre un movimento di sindaci che fa capo al governatore veneto Giancarlo Galan chiede che il 20% dell’Irpef resti sul territorio. Richieste che collidono con le posizioni del Carroccio, che invece evita la via della protesta. «Oggi riunisco un tavolo con tutti gli attori economici e sociali – dice Leonardo Muraro, presidente leghista dalla provincia di Treviso –. Chiederò alle banche di creare un fondo speciale di garanzia per le imprese, agli agricoltori di istituire un paniere di prodotti a prezzi calmierati, e a imprenditori e sindacati di sostenere l’impegno dei nostri uffici del lavoro per la riqualificazione professionale. Questo non è il momento della protesta, dobbiamo rimboccarci le maniche come abbiamo sempre fatto».
Treviso - Due anni fa, di questi tempi, gli imprenditori del Nordest erano già scesi in piazza contro Prodi. Se oggi non fanno il bis «è perché al governo c’è gente che nell’ottobre 2006 manifestava con noi», spiega Mario Pozza, presidente della Confartigianato della Marca. «Luca Zaia, Maurizio Sacconi, Adolfo Urso: spero che ora possano farsi interpreti del nostro disagio. Se la battaglia era giusta allora, non vedo perché non sia giusta adesso con questa bruttissima crisi».Come l’araba fenice che risorge dalle sue ceneri, il Nordest è costretto a reinventarsi ancora una volta. Ha superato gli anni della svalutazione e della delocalizzazione, ha lottato con la concorrenza sleale dei cinesi, forse credeva che i peggiori effetti della globalizzazione fossero passati. Invece il crollo del sistema finanziario internazionale taglia le gambe al «modello veneto» già provato dall’impennata del costo delle materie prime e dal cambio sfavorevole col dollaro; un modello fatto di miriadi di piccole e medie imprese che una per una sono tanti Pollicino ma messe assieme costituiscono la locomotiva d’Italia. E stavolta è più difficile trovare rimedi.La disoccupazione è un incubo che si allarga: soltanto nella provincia di Treviso, dove c’è una partita Iva ogni 8 abitanti, da gennaio ad agosto le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del 30% mentre parallelamente è cresciuta la cassa integrazione (+29,3% quella ordinaria e +22 quella straordinaria). Boccheggiano i distretti manifatturieri orgoglio di queste zone, dalle scarpe sportive al tessile, dalla meccanica al legno, dagli occhiali all’oreficeria. La Electrolux di Susegana ha lasciato a casa 380 persone, il maglificio Monti di Maserada calcola 250 esuberi, la Aprilia di Scorzè (gruppo Piaggio di Roberto Colaninno) nonostante gli allori del Motomondiale ha 350 persone in cassa integrazione.«Duecento licenziamenti alla Zanussi fanno un articolone di giornale, 50 piccole aziende che chiudono non fanno una notizia breve – protesta Pozza, leader della maggiore associazione artigiana della Marca –. Eppure sono 50 imprenditori più i loro dipendenti che restano senza lavoro né protezioni sociali. Lo stato paga i debiti dell’Alitalia ma noi siamo dimenticati». L’esasperazione prende ancora una volta la forma della ribellione fiscale contro gli studi di settore, cioè i parametri per calcolare le tasse da pagare in base a un reddito presunto.Non è lo sciopero minacciato due anni fa, ma l’obiettivo è lo stesso. Le associazioni artigiane di Treviso hanno lanciato una raccolta di firme per bloccare l’applicazione degli studi di settore nel 2008 e 2009 per poi ridiscutere l’intera materia: le sottoscrizioni sono già migliaia. Fabio Gava, deputato azzurro di Treviso, assieme a 42 colleghi del Pdl ha presentato un’interpellanza urgente a Giulio Tremonti che la Camera discuterà oggi. Anche il centrosinistra ha depositato un ordine del giorno (tra i firmatari l’imprenditore vicentino Massimo Calearo) accolto dall’esecutivo in cui si chiede «un’immediata verifica» degli studi.«Pare che il governo voglia intervenire sugli acconti Irpef, sull’imponibile Irap, sui termini di pagamento dell’Iva – dice Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani di Mestre – ma la cosa più importante è congelare gli studi di settore inaspriti da Visco, insostenibili con l’economia in recessione». «Attendiamo un segnale – insiste Pozza – altrimenti valuteremo il da farsi». E nelle città del Nordest si profila un’altra manifestazione anti-governativa, anche se a Palazzo Chigi è insediato un esecutivo «amico».
L’insofferenza riguarda anche la disparità di trattamento sugli sconti-benzina, concessi alle aree di confine con la Svizzera (Nordovest) e non a quelle con l’Austria, mentre un movimento di sindaci che fa capo al governatore veneto Giancarlo Galan chiede che il 20% dell’Irpef resti sul territorio. Richieste che collidono con le posizioni del Carroccio, che invece evita la via della protesta. «Oggi riunisco un tavolo con tutti gli attori economici e sociali – dice Leonardo Muraro, presidente leghista dalla provincia di Treviso –. Chiederò alle banche di creare un fondo speciale di garanzia per le imprese, agli agricoltori di istituire un paniere di prodotti a prezzi calmierati, e a imprenditori e sindacati di sostenere l’impegno dei nostri uffici del lavoro per la riqualificazione professionale. Questo non è il momento della protesta, dobbiamo rimboccarci le maniche come abbiamo sempre fatto».
MEGLIO IL MERITO SE LA MERITOCRAZIA...
La meritocrazia è una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare o di casta economica.
Talvolta la parola meritocrazia viene erroneamente usata per descrivere una società dove la salute, la ricchezza e lo status sociale sono raggiunti attraverso la competizione, e dove quindi il criterio di "merito" può di fatto sparire a fronte di forza bruta o furbizia (qualsiasi capo mafia vive infatti molto meglio di un onesto cittadino, ma non certo per merito, solo per competizione).
E infatti la meritocrazia non deve essere confusa con plutocrazia, dove il potere politico è invece commisurato al potere economico, a prescindere dalle reali capacità personali. Quasi tutti i regimi plutocratici si autodefiniscono (al fine di giustificarsi eticamente) meritocratici, malgrado, in realtà, le capacità personali degli individui siano mascherate dalle ricchezze familiari acquisite, o, più raramente, da intrallazzi e prevaricazioni arrivistiche senza scrupoli.
Talvolta la parola meritocrazia viene erroneamente usata per descrivere una società dove la salute, la ricchezza e lo status sociale sono raggiunti attraverso la competizione, e dove quindi il criterio di "merito" può di fatto sparire a fronte di forza bruta o furbizia (qualsiasi capo mafia vive infatti molto meglio di un onesto cittadino, ma non certo per merito, solo per competizione).
E infatti la meritocrazia non deve essere confusa con plutocrazia, dove il potere politico è invece commisurato al potere economico, a prescindere dalle reali capacità personali. Quasi tutti i regimi plutocratici si autodefiniscono (al fine di giustificarsi eticamente) meritocratici, malgrado, in realtà, le capacità personali degli individui siano mascherate dalle ricchezze familiari acquisite, o, più raramente, da intrallazzi e prevaricazioni arrivistiche senza scrupoli.
DA REPUBBLICA 20/11
Perché il potere è nelle mani dei vecchi
di GIANCARLO BOSETTI
UN ULTRAOTTANTENNE come soluzione, sofferta ma infine accettata, di un problema politico non è in Italia una novità. Sergio Zavoli, classe 1923, designato presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, non ha l'aria di un caso isolato: presidenti della Repubblica e primi ministri, con un piccolo scarto di anni, sono in linea con la constatazione. Ciampi ha lasciato a 86 anni, Napolitano ha iniziato a 81, Prodi ha lasciato a 69 e Berlusconi ha compiuto i 72. È ovvio che la qualità della prestazione non ha relazioni dirette con l'età, così come nulla c'è da eccepire sulle doti professionali e sull'equilibrio del grande giornalista Zavoli (dal "processo alla tappa" alla presidenza Rai), che andrà ora a occupare un ruolo che ha il suo peso spropositato nei riti della politica italiana. Il moto di scoramento è però difficile da trattenere di fronte alla evidenza di quel che è stato scritto in un celebre articolo di Gianluca Violante sul sito lavoce. info già due anni fa. Fatti due conti, l'autore concludeva: in Italia, quando la quasi totalità delle carriere lavorative si esaurisce, in politica si raggiunge l'apice. Come mai? Legittima, ma non dirimente, la preoccupazione che politici troppo vecchi non siano i migliori interpreti dell'innovazione, né i più adatti a captare esigenze nuove. Più influente, sulla pulsione depressiva, la considerazione che l'anzianità del mondo politico è lo specchio dei vizi del mondo del lavoro: bassa mobilità sociale, avanzamento di carriera per anzianità e non per merito. La differenza di età tra il presidente del Consiglio italiano e la media dei colleghi europei è di venti anni. L'elezione di Obama, 47 anni, ha soltanto incrementato i sintomi di abbattimento che ci attanagliavano già prima di lui e di Zavoli. È vero che nel lavoro a 65 anni scatta per lo più la regola della pensione e in politica no, ma è anche vero che i vizi che prolungano oltre le medie internazionali la percentuale dei vegliardi sono affini a quelli che mantengono in posizioni molto redditizie dirigenti e notabili di vario genere che non producono risultati proporzionati ai guadagni.
Varie indagini statistiche mostrano che solo il 15 per cento della retribuzione di un dirigente d'azienda è collegata alla sua prestazione, il resto "è carriera", vale a dire, anzianità, buone relazioni, capacità di navigare con astuzia nella scia di un altro dirigente con anzianità, buone relazioni, capacità di navigare? Il rapporto col prodotto viene ultimo, come nel caso delle liquidazioni dei manager di Alitalia, Ferrovie dello Stato, in generale delle grandi aziende di servizio, anzi non viene mai, come per gli stipendi dei parlamentari la cui produttività non viene comparata con quella dei colleghi nel mondo (i congressmen guadagnano 36mila euro in meno all'anno). Il libro recente di Roger Abravanel (Meritocrazia, Garzanti) ha dato ordine sistematico al tema. L'Italia è fuori dal circolo virtuoso del merito. Seguite la freccia benigna: tutti accettano la concorrenza, si fanno crescere le opportunità, si traggono benefici con consumi a basso costo, si rafforza la fiducia nel merito, cresce l'impegno a eccellere, i migliori salgono nella scala sociale, si crea leadership sicura di sé che promuove un contesto concorrenziale e nuova fiducia nel merito. Al contrario noi italiani siamo nel circolo vizioso del demerito. Seguite la freccia maligna: i giovani non si impegnano, si fa carriera per conoscenza e anzianità, si crea leadership anziana che opera per mantenere status, e si promuove così sfiducia nel merito. La recente indagine Luiss sulla classe dirigente, guidata da Carlo Carboni, aveva aggiunto un bel mattone all'edificio critico: la politica manda in parlamento sistematicamente figure di scarsa qualità e alta lealtà che tendono a mantenere lo status della leadership che li ha cooptati. Il merito resta fuori perché nel contesto politico italiano appare minaccioso: segreterie deboli, di sinistra, di destra e di centro, grazie a una legge elettorale costruita ad hoc, adottano schiere gregarie per non impensierire leader fragili. E i "leali" in esubero vengono sistemati in aziende regionali, comunali e simili, dovunque possibile, con un progressivo abbassamento della qualità manageriale. Queste tendenze fanno dell'Italia un paese fortemente inegualitario in partenza (come l'America e l'Inghilterra) nel quale la bassa mobilità (come in Francia e Germania, che hanno però una più bassa ineguaglianza) tende a cronicizzare le distanze sociali (mentre in America la elevata mobilità rinnova un po' di più le élite). Il risultato è la condizione in cui siamo. La nomina di un anziano fa risuonare sempre la stessa campana dal suono vellutato. Non stupisce che la reazione sia più un triste scuotimento di spalle che una rabbiosa reazione. Il circuito perverso ha lavorato in profondità: è più facile mettersi nella scia di qualche potere (un manager, un boss politico, un anziano) che tentare di aprire una nuova pista nella boscaglia a colpi di machete diventando eroi di se stessi. La via d'uscita per i più coraggiosi è quella di andarsene. Un dolorosa classifica, che si aggiunge alle altre è quella prodotta dal think-tank Vision (Bocci, Maletta, Realino, Grillo): un formidabile indicatore delle prospettive di un paese e del suo sistema universitario è il numero di studenti stranieri che riceve. Gli Stati Uniti raccolgono circa un quarto dei 2 milioni e 700mila studenti che vanno all'estero, l'11 e il 10 per cento vanno in Inghilterra e Germania, la Francia il 9. L'Italia è l'unico paese sviluppato con un saldo negativo: sono 4mila in più quelli che se ne vanno. Che cosa significa? Che la via d'uscita dal circuito del demerito sempre più nostri giovani connazionali la vanno a cercare fuori. Dentro, non c'è partita.
di GIANCARLO BOSETTI
UN ULTRAOTTANTENNE come soluzione, sofferta ma infine accettata, di un problema politico non è in Italia una novità. Sergio Zavoli, classe 1923, designato presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, non ha l'aria di un caso isolato: presidenti della Repubblica e primi ministri, con un piccolo scarto di anni, sono in linea con la constatazione. Ciampi ha lasciato a 86 anni, Napolitano ha iniziato a 81, Prodi ha lasciato a 69 e Berlusconi ha compiuto i 72. È ovvio che la qualità della prestazione non ha relazioni dirette con l'età, così come nulla c'è da eccepire sulle doti professionali e sull'equilibrio del grande giornalista Zavoli (dal "processo alla tappa" alla presidenza Rai), che andrà ora a occupare un ruolo che ha il suo peso spropositato nei riti della politica italiana. Il moto di scoramento è però difficile da trattenere di fronte alla evidenza di quel che è stato scritto in un celebre articolo di Gianluca Violante sul sito lavoce. info già due anni fa. Fatti due conti, l'autore concludeva: in Italia, quando la quasi totalità delle carriere lavorative si esaurisce, in politica si raggiunge l'apice. Come mai? Legittima, ma non dirimente, la preoccupazione che politici troppo vecchi non siano i migliori interpreti dell'innovazione, né i più adatti a captare esigenze nuove. Più influente, sulla pulsione depressiva, la considerazione che l'anzianità del mondo politico è lo specchio dei vizi del mondo del lavoro: bassa mobilità sociale, avanzamento di carriera per anzianità e non per merito. La differenza di età tra il presidente del Consiglio italiano e la media dei colleghi europei è di venti anni. L'elezione di Obama, 47 anni, ha soltanto incrementato i sintomi di abbattimento che ci attanagliavano già prima di lui e di Zavoli. È vero che nel lavoro a 65 anni scatta per lo più la regola della pensione e in politica no, ma è anche vero che i vizi che prolungano oltre le medie internazionali la percentuale dei vegliardi sono affini a quelli che mantengono in posizioni molto redditizie dirigenti e notabili di vario genere che non producono risultati proporzionati ai guadagni.
Varie indagini statistiche mostrano che solo il 15 per cento della retribuzione di un dirigente d'azienda è collegata alla sua prestazione, il resto "è carriera", vale a dire, anzianità, buone relazioni, capacità di navigare con astuzia nella scia di un altro dirigente con anzianità, buone relazioni, capacità di navigare? Il rapporto col prodotto viene ultimo, come nel caso delle liquidazioni dei manager di Alitalia, Ferrovie dello Stato, in generale delle grandi aziende di servizio, anzi non viene mai, come per gli stipendi dei parlamentari la cui produttività non viene comparata con quella dei colleghi nel mondo (i congressmen guadagnano 36mila euro in meno all'anno). Il libro recente di Roger Abravanel (Meritocrazia, Garzanti) ha dato ordine sistematico al tema. L'Italia è fuori dal circolo virtuoso del merito. Seguite la freccia benigna: tutti accettano la concorrenza, si fanno crescere le opportunità, si traggono benefici con consumi a basso costo, si rafforza la fiducia nel merito, cresce l'impegno a eccellere, i migliori salgono nella scala sociale, si crea leadership sicura di sé che promuove un contesto concorrenziale e nuova fiducia nel merito. Al contrario noi italiani siamo nel circolo vizioso del demerito. Seguite la freccia maligna: i giovani non si impegnano, si fa carriera per conoscenza e anzianità, si crea leadership anziana che opera per mantenere status, e si promuove così sfiducia nel merito. La recente indagine Luiss sulla classe dirigente, guidata da Carlo Carboni, aveva aggiunto un bel mattone all'edificio critico: la politica manda in parlamento sistematicamente figure di scarsa qualità e alta lealtà che tendono a mantenere lo status della leadership che li ha cooptati. Il merito resta fuori perché nel contesto politico italiano appare minaccioso: segreterie deboli, di sinistra, di destra e di centro, grazie a una legge elettorale costruita ad hoc, adottano schiere gregarie per non impensierire leader fragili. E i "leali" in esubero vengono sistemati in aziende regionali, comunali e simili, dovunque possibile, con un progressivo abbassamento della qualità manageriale. Queste tendenze fanno dell'Italia un paese fortemente inegualitario in partenza (come l'America e l'Inghilterra) nel quale la bassa mobilità (come in Francia e Germania, che hanno però una più bassa ineguaglianza) tende a cronicizzare le distanze sociali (mentre in America la elevata mobilità rinnova un po' di più le élite). Il risultato è la condizione in cui siamo. La nomina di un anziano fa risuonare sempre la stessa campana dal suono vellutato. Non stupisce che la reazione sia più un triste scuotimento di spalle che una rabbiosa reazione. Il circuito perverso ha lavorato in profondità: è più facile mettersi nella scia di qualche potere (un manager, un boss politico, un anziano) che tentare di aprire una nuova pista nella boscaglia a colpi di machete diventando eroi di se stessi. La via d'uscita per i più coraggiosi è quella di andarsene. Un dolorosa classifica, che si aggiunge alle altre è quella prodotta dal think-tank Vision (Bocci, Maletta, Realino, Grillo): un formidabile indicatore delle prospettive di un paese e del suo sistema universitario è il numero di studenti stranieri che riceve. Gli Stati Uniti raccolgono circa un quarto dei 2 milioni e 700mila studenti che vanno all'estero, l'11 e il 10 per cento vanno in Inghilterra e Germania, la Francia il 9. L'Italia è l'unico paese sviluppato con un saldo negativo: sono 4mila in più quelli che se ne vanno. Che cosa significa? Che la via d'uscita dal circuito del demerito sempre più nostri giovani connazionali la vanno a cercare fuori. Dentro, non c'è partita.
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