a Peppino Impastato e Santo De Luca

giovedì 31 marzo 2011

DA "CRITICA SOCIALE" ART. DI PAOLA DI NICOLA

In tempi duri per i lavoratori, le lavoratrici e le loro famiglie si riscopre la solidarietà sia orizzontale che verticale. Le famiglie si riaggregano, si uniscono, fanno rete per ottimizzare risorse sempre più scarse: crescono gruppi di acquisto solidale (GAS), si ricorre al microcredito, le banche del tempo conoscono una nuova stagione. Laddove e quando la solidarietà orizzontale non è sufficiente, Chiesa ed enti benefici intervengono con aiuti dall'alto. Molti enti locali (regioni, comuni) hanno attivato interventi di sostegno ai redditi delle famiglie in difficoltà, soprattutto a favore degli occupati che hanno perso il lavoro (prestiti sull'onore, riduzione del costo delle rette e contributi per il pagamento delle utenze ecc.), ma in realtà i mass media nazionali sottolineano con maggiore forza e vigore le scelte fatte da Vescovi e Cei. Come se volessero abituarci lentamente a riscoprire il valore di legami e forme di solidarietà di tipo particolaristico che sono fondamentali come cemento per le piccole comunità (familiari, di quartiere, cittadine), ma sono assolutamente insufficienti per tenere insieme un tessuto sociale sempre più ampio, complesso, de-localizzato: uno Stato è qualcosa di più e di diverso della mera somma delle famiglie dei cittadini!

Tali interventi sono importanti, soprattutto se provengono da istituzioni che dovrebbero avere come compito istituzionale la solidarietà e nei momenti di crisi queste prove generali di solidarietà sono strategiche per rinsaldare un tessuto sociale fortemente stressato dal neo-liberismo dominante e dai processi di individualizzazione. Ma l'enfasi con cui se ne parla rischia di avallare un sostanziale arretramento che nei fatti si sta realizzando sul piano dei diritti di cittadinanza, in particolare dei diritti sociali. H. Wilensky sosteneva che l'essenza del welfare state consiste nel garantire a tutti i cittadini standard minimi di reddito, istruzione, salute, abitazione non per carità ma per diritto politico. Sta proprio in questa sostituzione della rete della beneficenza con la solidarietà istituzionalizzata il punto di svolta dalla condizione di suddito a quella di cittadino. Dalla condizione di chi – se in stato di bisogno - altro non può fare che rimettersi alla benevolenza degli altri, alla condizione di chi per diritto non deve incorrere nel rischio di cadere in una situazione di bisogno estremo; dalla condizione di chi chiede, alla condizione di chi rivendica. La differenza è sostanziale e si manifesta nei criteri di inclusione.
Quando la CEI ha dichiarato la propria intenzione di sostenere economicamente le famiglie, ha altresì specificato che gli aiuti sarebbero andati alle coppie sposate, anche se il matrimonio fosse stato celebrato con il solo rito civile. Questa precisazione non era affatto implicita, tanto è vero che è stato necessario puntualizzare. Nulla osta, infatti, a che la Chiesa si occupi solo dei suoi fedeli praticanti: aprirsi agli altri è una scelta, non importa se ‘moralmente' doverosa! Contemporaneamente è stato detto che ‘per i divorziati' si vedrà. A parte le difficoltà di dirimere tra ciò che è famiglia e ciò che non lo è (in base a quanto dichiarato, un divorziato risposato fa famiglia; una donna separata con figli è famiglia; una donna divorziata con figli non è famiglia!), il problema non riguarda tanto la sensibilità che la Chiesa mostra nei confronti del disagio familiare, tanto più meritoria quanto più l'area delle difficoltà si amplia, quanto il fatto che la rete della solidarietà istituzionalizzata (la rete della protezione sociale, gli ammortizzatori sociali, i trasferimenti monetari a favore dei redditi più bassi) non si vede o, se c'è, è una debole filigrana.
La tutela dei diritti di cittadinanza (nel triplice aspetto di diritto civile, politico e sociale) aveva la finalità di emancipare il cittadino dalle comunità di appartenenza ascrittive, particolaristiche, localistiche, etniche, religiose che esercitavano un forte controllo sociale e chiedevano lealtà e sacrificio della libertà (di scelta) in cambio dell'aiuto dato. L'emancipazione è stata resa possibile da azioni tese a corroborare i diritti individuali, mettendo tutti (criterio universalistico) nelle condizioni di essere tutelati contro i rischi fondamentali della vita, attraverso patti di solidarietà intergenerazionale regolati dallo Stato e non dal codice del sangue o dell'affiliazione, che per definizione è particolaristico ed esclusivo (rispetto ad una comunità si è o dentro o fuori). Tali patti costituivano e costituiscono il cuore del welfare state.
Uscire dalla crisi, pensare al futuro sapendo di poter affidarsi quasi esclusivamente alle solidarietà corte, particolaristiche, radicate in specifici territori simbolici oltre che geografici, e alimentare, nella misura in cui lo si dà come ovvio, questo senso di estraneità, lontananza dello Stato rispetto ai bisogni fondamentali di tanti cittadini, ha una funzione di socializzazione anticipatrice rispetto ad un nuovo modello di welfare di tipo residuale, che vede da una parte uno Stato che si occupa solo ed esclusivamente degli ‘ultimi', degli out, degli esclusi (che per definizione sono "senza radici") e dall'altra comunità di appartenenze, i cui confini possono essere diversamente tracciati (su base religiosa, etnica, territoriale, ideologica ecc.) che gestiscono (progettano, organizzano ed erogano) servizi socio-sanitari, educativi, scolastici ed assistenziali a favore dei propri membri (selettività nell'accesso). Può sembrare uno scenario molto lontano e improbabile, ma in realtà se si arrivasse ad una stretta saldatura tra federalismo fiscale e forme radicali di multiculturalismo tale esito non sarebbe da escludere.

mercoledì 30 marzo 2011

IL PROLOGO Dl ZARATHUSTRA

Giunto a trent'anni, Zarathustra lasciò il suo paese e il lago natio, e si ritirò sui monti. Là, per dieci anni, senza stancarsi, godette del suo spirito e della sua solitudine. Ma alla fine il suo cuore mutò, e un giorno si alzò con l'aurora, avanzò verso il sole e così gli parlo:

"O astro grande! Cosa sarebbe mai la tua gioia se non vi fossero coloro che tu illumini!
Per dieci anni sei venuto quaggiù nella mia caverna: e certamente ti sarebbero divenuti noiosi la tua luce e il tuo percorso senza di me, la mia aquila e il mio serpente.
Ma noi ti aspettavamo tutte le mattine, tu ci davi la tua ricchezza e ne ricevevi in cambio le nostre benedizioni.
Vedi! Sono nauseato della mia saggezza, come l'ape che ha fatto troppa provvista di miele; ho bisogno di mani che si tendano verso di me.
Io vorrei denaro da elargire, finché i saggi tra gli uomini si rallegrassero di nuovo della loro follia e i poveri della loro ricchezza.
Per giungere a questo debbo discendere: come fai tu, quando a serà tramonti dietro il mare e porti la tua luce nel regno dei morti, tu, astro pieno di ricchezza e di vita!
Io debbo, come te, tramontare, come dicono gli uomini, verso i quali io voglio discendere.
Perciò benedicimi, occhio tranquillo, che puoi contemplare senza invidia anche una gioia troppo grande!
Benedici il calice che vuol traboccare, finché ne scaturisca l'acqua dorata che porti ovunque il riflesso della tua gioia!
Guarda: il calice vuole di nuovo vuotarsi, e Zarathustra vuole di nuovo essere uomo."
Così cominciò la discesa di Zarathustra.

APPROVATO FINANZIAMENTO AVVISO 1/11 FBA

CLICCA PER INGRANDIRE



SCIOPERO DEI TRASPORTI SI INIZIA IL 31/03

31 marzo 2011
settore FERROVIARIO: PERSONALE ADDETTO AL TRASPORTO FERROVIARIO E SERVIZI

modalita: 24 ORE: DALLE 21.00 DEL 31/3 ALLE 21.00 DELL' 1/4

settore TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: PERSONALE ADDETTO AL TRASPORTO PUBBLICO EXTRAURBANO SU GOMMA
modalita: 24 ORE

01 aprile 2011
settore TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: PERSONALE ADDETTO AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
modalita: 24 ORE

04 aprile 2011
settore AEREO: ASSISTENTI DI VOLO SOC. MERIDIANA FLY
modalita: 24 ORE

15 aprile 2011
settore AEREO: PERSONALE AEROPORTUALE SOCC. SEA E SEA HANDLING A LINATE E MALPENSA E AVIAPARTNER A MALPENSA
modalita: 24 ORE
ART. 13 LETT. D MANCATA RIPETIZIONE DELLE PROCEDURA DI RAFFREDDAMENTO E CONCILIAZIONE
settore TRASPORTI: SCIOPERO GENERALE TRASPORTI
modalita: AEREO: 24 ORE; FS: DALLE 21.00 DEL 14/4 ALLE 21.00 DEL 15/4: TPL: 24 ORE CON MODALITA' TERRITORIALI; M/MO: DALLE 8.00 DEL 15/4 ALLE 8.00 DEL 16/4

06 maggio 2011
settore TRASPORTI: SCIOPERO GENERALE TRASPORTI
modalita: AEREO 4 ORE: 10-14; FS 4 ORE: 14-18; TPL: 4 ORE MODALITA' TERRITORIALI; M/MO: RITARDO PARTENZA NAVI DI 4 ORE

21 maggio 2011
settore FERROVIARIO: PERSONALE DI MACCHINA E DI BORDO SOC. TRENITALIA
modalita: 24 ORE: DALLE 21.00 DEL 21/5 ALLE 21.00 DEL 22/5

Fonte ministero dei trasporti

ALTRI SCATTI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 28/03




martedì 29 marzo 2011

SCIOPERO

 CLICCA PER INGRANDIRE

lunedì 28 marzo 2011

mercoledì 23 marzo 2011

CAMBI AL VERTICE, BILANCIO IN PERDITA E NUOVI DIRIGENTI.

A seguito della pesante perdita d'esercizio, l'azionista unico pare abbia deciso per nuovi cambi al vertice del management di Italiana, come presupponiamo provvedimento al rilancio di questa nostra povera e bistrattata compagnia.
Ad un augurio di buon lavoro per tutti i "nuovi", da fare c'è tanto, speriamo in panorami futuri migliori, salutando chi eventualmente ci lascerà per nuovi progetti.

UNITARIETA' E STORICITA' DELL'UNIONE LAVORATORI ITALIANI

clikka x ingrandire

AVEVAMO RAGIONE ANCHE SU QUESTO!

La questione Italo/Libica, l'espatrio dei residenti Italiani in terra Cirenaica, non è mai stato un discorso nostalgico, da italietta dell'impero di cartone, ma la realtà economica ed umana che ha responsabilizzato la ns Repubblica alla metà degli anni settanta.
Il rimpatrio coattivo, di Italiani, di Lavoratori da parte di un dittatore beduino come tale si è dimostrato senza aver capito il valore aggiunto dell'operosità Italiana, portata ad edificare, migliorare e produrre.
Oggi la questione è più che mai nota, ma diverso tempo fa, veniva dai benpensanti frequentatori dei salotti sia riformisti che progressisti, trasferita ad una misera condizione storica di cui vergognarsi e soprattutto da dimenticare.
Il ns plauso va a tutti i Lavoratori Italiani che nel mondo hanno, danno e daranno sempre capacità senza sminuire le economie dei paesi che li ospitano.

L'Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia riunisce i 20 mila italiani che, nel luglio 1970, furono espulsi dal Paese in cui risiedevano, da Gheddafi appena salito al potere. L'Associazione è aperta a tutti coloro che anche in epoche precedenti abbiano risieduto permanentemente o temporaneamente in Libia.

POLITICA DI PARI OPPORTUNITA

Roma, 8 marzo 2011
Prot. 06 /11/PP/mm
Servizio: Contrattazione A Tutte le Strutture UIL
Pubblico Impiego e Industria
Servizio: Pari opportunità
Oggetto: Accordo conciliazione
Carissimi,
è stato siglato presso il Ministero del lavoro il testo dell’Avviso comune per “Azioni a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglie e lavoro” che indica il percorso per definire delle politiche di flessibilità degli orari di lavoro per favorire un rapporto tra tempi di vita e tempi di lavoro più rispettoso delle esigenze della persona che lavora in un quadro più generale di politiche volte a favorire l’occupabilità femminile in un sistema più adeguato di servizi.
Il testo è stato firmato da tutte le Associazioni sindacali e dei datori di lavoro.
Cordiali saluti
Maria Pia Mannino Paolo Pirani
Allegato
Avviso comune in materia di
AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO PREMESSO:
- che occorre una azione sinergica, a tutti i livelli, tra le iniziative legislative, le politiche sociali e quelle contrattuali a sostegno della conciliazione ricercando e implementando soluzioni innovative, tanto di tipo normativo che organizzativo, che possano agevolare la cura dei bambini e degli anziani, anche al fine di contribuire alla realizzazione di contesti lavorativi tali da agevolare una migliore conciliazione delle responsabilità lavorative e di quelle familiari per le donne e gli uomini;
- che il miglior bilanciamento possibile del tempo lavorativo e del tempo familiare o di cura è un contributo importante per un benessere durevole, per una crescita economica sostenibile e per la coesione sociale;
- che l’effettività del rilancio delle politiche di conciliazione può trovare uno snodo centrale sia nel quadro di un sistema di regole, incentivazioni e servizi sociali atti a promuovere buone pratiche in materia, sia nella evoluzione della contrattazione collettiva e, in particolare, della contrattazione collettiva di secondo livello;
- che il D.Lgs: n. 276/2003 prevede per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, nonché per i familiari che prestano loro assistenza, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale;
- che con Italia 2020 – il programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro – è stato avviato un piano strategico di azione per la conciliazione e le pari opportunità;
- che tale piano è finalizzato, secondo una visione integrata, a rendere maggiormente efficaci le iniziative esistenti, volte al sostegno della crescita, quantitativa e qualitativa, della occupazione femminile;
- che il Governo intende favorire l’occupabilità, con particolare attenzione a quella femminile, attivando specifici provvedimenti da convenire con le parti sociali, quali ad esempio il contratto di apprendistato o il contratto di inserimento per l’assunzione delle donne, nonché avviando l’attuazione delle deleghe contenute nella legge n.183/2010 volte a favorire l’occupazione femminile, a partire dall’incentivazione dei “part-time lunghi”.
RILEVATO:
- che la modulazione degli orari e dei tempi di lavoro e, in generale, le politiche aziendali di conciliazione possono beneficiare delle misure fiscali di detassazione del salario di produttività con riferimento alle somme erogate dal datore di lavoro nell’ambito di accordi territoriali o aziendali di produttività ed efficienza organizzativa, nonché del regime di decontribuzione, come sarà chiarito da appositi atti amministrativi;
- che l’articolo 9 della legge n. 53 del 2000, di cui è auspicabile la piena attuazione, prevede incentivi a sostegno delle misure volte a conciliare i tempi di vita e di lavoro nell’ambito del Fondo per le politiche per la famiglia di cui all’articolo 19 del decreto legge 223 del 2006 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006;
- che il successo delle iniziative assunte dalla parti sociali è condizionato dalla esistenza di un contesto territoriale in cui la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro formi oggetto di interventi del Governo, delle Regioni e degli Enti locali, rivolti in particolare alle infrastrutture e ai servizi pubblici, come ad esempio il rifinanziamento del Piano nidi per il 2011, secondo le rispettive competenze e risorse, per la regolamentazione di nuovi tempi delle città, nonché per la definizione di adeguati incentivi economici e normativi a fronte della modulazione degli orari di lavoro e/o per il sostegno dei servizi aziendali aventi funzioni conciliative.
Tutto ciò premesso e rilevato, le parti firmatarie del presente avviso comune:
- condividono il valore di una flessibilità family-friendly come elemento organizzativo positivo e, conseguentemente, l’importanza della modulazione flessibile dei tempi e degli orari di lavoro, tanto nell’interesse dei lavoratori che dell’impresa, così come la necessità di incentivare un maggiore e migliore utilizzo del telelavoro e delle tipologie contrattuali a orario ridotto, modulato e flessibile.
- concordano che è anche attraverso la pratica della contrattazione di secondo livello che può essere assicurata nel modo migliore la distribuzione degli orari di lavoro nell’arco della settimana, del mese, dell’anno, in risposta alle esigenze dei mercati, adeguando – nel rispetto della normativa di legge – la durata media e massima degli orari di lavoro alle differenti esigenze produttive, conciliandole con il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone;
- si impegnano, fermi restando gli assetti della contrattazione collettiva come definiti da ciascun attore negoziale, a valorizzare compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive e le dimensioni aziendali, le buone pratiche di flessibilità family-friendly e di conciliazione esistenti.
- A tal fine attivano un tavolo tecnico per la verifica della possibilità di adottare le buone pratiche individuate dall’Osservatorio affidato alla consigliera di parità (così come indicate in allegato) che dovrà concludere i suoi lavori entro novanta giorni.
- Entro un anno dalla conclusione dei lavori del tavolo tecnico le parti firmatarie si impegnano a una verifica congiunta dell’indice di diffusione delle buone prassi nonché delle relative azioni di monitoraggio effettuate dalla “cabina di pilotaggio” istituita nell’ambito del Piano di azione Italia 2020 - Programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro.
Allegato
Orari
- contrattazione di regimi di orario di lavoro modulati su base semestrale o annuale e correlati alla conciliazione;
- possibilità di beneficiare di particolari forme di flessibilità di orario in entrata e in uscita, entro i primi tre anni di vita del bambino, fermo restando il monte orario complessivo previsto dalla contrattazione collettiva di riferimento;
- possibilità di ricorso alla banca delle ore e, là dove possibile, di meccanismi di banca ore specificamente dedicati ai lavoratori e lavoratrici con esigenze di conciliazione, entro i primi ventiquattro mesi di vita del bambino;
- possibilità, compatibilmente con le esigenze di servizio, di usufruire, a fini di conciliazione, di orario di lavoro concentrato, inteso come orario continuato dei propri turni giornalieri;
- impegno, compatibilmente con le esigenze di servizio, a trovare possibili soluzioni negoziali in merito alle esigenze legate alla fase di inserimento dei figli nei servizi socio educativi, nella scuola per l’infanzia e nel primo anno di scuola primaria.
Lavoro a tempo parziale
- possibilità della trasformazione temporanea del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale per un periodo corrispondente almeno ai primi tre anni di vita del bambino ovvero per oggettive e rilevanti esigenze di cura di genitori e/o altri familiari, entro il secondo grado, con diritto al rientro a tempo pieno;
Telelavoro
- possibilità dell’impiego del telelavoro, anche misto, in periodi con maggiori esigenze di conciliazione;
Permessi
- utilizzo dei permessi accantonati in flessibilità individuale o banca delle ore da far fruire in via prioritaria ai lavoratori con oggettive esigenze di conciliazione;
- possibilità di concordare con il datore di lavoro, nel caso di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado, diverse modalità di espletamento temporaneo della attività lavorativa, (ad es. a risultato, telelavoro, oppure utilizzando “ad ore” i giorni di permesso o congedo per gravi motivi familiari);
- possibilità di concedere permessi non retribuiti al dipendente in caso di malattia del figlio entro i primi otto anni di vita;
Rientro dalla maternità
- impegno, al rientro dalla maternità, di assegnare la lavoratrice alle stesse mansioni ovvero a mansioni equivalenti;
- verifica della possibilità di fornire alla lavoratrice o al lavoratore, durante il congedo di maternità e i congedi parentali nonché al rientro, corsi mirati di aggiornamento/formazione assicurando il pieno reinserimento professionale;
Welfare aziendale
- fiorme di welfare aziendale, anche incentivate, rese anche per il tramite degli enti bilaterali;
Criteri di valutazione della produttività
- Individuazione congiunta di criteri innovativi in grado di cogliere incrementi di produttività dei lavoratori che beneficiano di misure di conciliazione.
Congedi parentali
- Verifica della possibilità, per lavoratori e lavoratrici, di usufruire del congedo parentale in modalità di part time, allungandone proporzionalmente la durata compatibilmente con le esigenze di servizio..

SCIOPERO

LUNEDI’ 28 MARZO 2011

SCIOPERO NAZIONALE
per il rinnovo del CCNL ANIA

di 4 Ore in entrata con il ripristino dell’orario contrattuale rigido
Per la piazza di Milano è organizzato un presidio dei Lavoratori e Lavoratrici della categoria, davanti alla sede delle Generali in Piazza Cordusio, dalle ore 10.00
La mobilitazione della categoria e la piena riuscita dello sciopero rappresentano, mai come in questo momento di interruzione delle trattative, la risposta compatta delle Lavoratrici e dei Lavoratori del comparto assicurativo per battere l’arroganza dell’ANIA.
Permane il blocco del lavoro straordinario per tutta la durata dello stato di agitazione della categoria.
Milano, 22 Marzo 2011
LE RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI
FISAC/CGIL - FIBA/CISL - UILCA - FNA - SNFIA

"Qui va tutto a rotoli, Fonsai non deve spostarsi a Milano"

I timori dei dipendenti riuniti al Teatro Nuovo
L’assemblea era stata convocata per il rinnovo del contratto nazionale. Argomento importante ma non certo di richiamo oceanico. Invece ieri mattina il Teatro Nuovo era pieno di dipendenti della Fonsai, intervenuti per partecipare all’assemblea organizzata dai sindacati. Una folla tale che ci si è dovuti spostare nella sala grande del teatro per problemi di sicurezza.
Cosa cercavano i lavoratori Fonsai? Rassicurazioni sul futuro. «Io sono preoccupato e con me la mia famiglia - è esploso a un certo punto uno dei lavoratori -. Perché è giusto smentire gli esuberi, è giusto parlare della ricapitalizzazione e dell’organizzazione del lavoro, ma se oggi noi tutti siamo qui è per sapere quanto di questo lavoro resterà a Torino e non andrà a Milano».
Applausi a scena aperta. Eccola, la «pancia». Alla fine è venuta fuori dopo due ore di «cervello»: discussioni alte dei sindacalisti su operazioni finanziarie, partecipazioni bancarie, scenari economici, guerra tra manager e interessi nazionali da sottrarre agli appetiti dei francesi di Groupama. Discorsi giusti, declinanti al tecnico quando si è affrontata la questione contratto e la dura contrapposizione tra sindacati e Ania. Ma a Torino, le preoccupazioni, sembrano essere diverse.
«Da due mesi vediamo i responsabili che vengono trasferiti a Milano - racconta una dipendente -. Gli assunti a tempo determinato non vengono rinnovati, quelli più anziani li mettono in pensione anticipata». Una sede che si spolpa dopo che l’anno scorso sono stati venduti alcuni palazzi per fare cassa. I lavoratori lo percepiscono. E allora, qui, la preoccupazione non volge solo al rinnovo contrattuale: «Se spostano i responsabili del lavoro a Milano, quanto bisognerà attendere prima che il lavoro si sposti a Milano?», domanda preoccupato un lavoratore.
I sindacalisti replicano. Capiscono il momento. «Le tue sono parole giustissime - dice Alessandro Casini della Fna - ma non possiamo frantumarci nel campanilismo. Ora l’obiettivo è la ricapitalizzazione, perché se non arriva quello tra qualche tempo non potremo più nemmeno stare a discutere del luogo in cui si sposta il lavoro».
Settecento milioni di debiti, premi che calano e sinistri che aumentano: il tema c’è tutto. Il tentativo di Ligresti di far entrare i francesi di Groupama, bloccato dalla Consob, e la successiva entrata in scena di Unicredit e delle banche, ha provocato una guerra tra manager i cui effetti - dicono i sindacalisti - si vedono sui giornali con articoli «impazziti» in cui si parla di mille esuberi, tagli drastici, scenari foschi. «Qualcuno vuole giocare col panico - dice Luca Esposito, coordinatore Fisac Cgil - ma noi sindacati non permetteremo mai interventi drastici sui livelli occupazionali e sulle sedi di lavoro del gruppo. La crisi non la pagheranno i lavoratori».
E quanto a Torino: «Abbiamo preso contatti con le istituzioni, perché è anche così che si evita la chiusura delle sedi». La paura dei torinesi di essere cannibalizzati dai milanesi, però, resta sullo sfondo. Lunedì i lavoratori Fonsai si riuniranno sotto la sede Rai per manifestare. «L’incapacità di questi manager è incredibile - si lamenta un altro lavoratore -. Hanno dissipato risorse lunari. Per ogni 100 euro di premi ne paghiamo 108 di sinistri. E se non vendiamo polizze significa o che i nostri prodotti fanno schifo o i nostri agenti fanno come gli pare».

Fonsai, perfezionato il salvataggio, Ligresti si dimette dal cda Unicredit

L'intervento della banca nella compagnia assicurativa comporta un impegno finanziario stimabile in 170 milioni

MILANO - Salvatore Ligresti si è dimesso martedì dal consiglio di amministrazione di Unicredit. Lo si apprende da fonti finanziarie. Il board della banca ha affrontato il nodo dell'intervento a sostegno delle compagnie assicurativa della famiglia. Il sì che metterà in sicurezza il Gruppo è stato approvato all'unanimità. L'investimento complessivo di Unicredit nella partita Premafin-Fonsai sarà pari a 170 milioni di euro, ripartito tra l'impegno di sottoscrizione dell'aumento di capitale della compagnia e il corrispettivo per l'acquisto dei diritti di Premafin, la holding della famiglia Ligresti che controlla Fonsai. L'intervento si è reso necessario dopo il fallimento delle trattative con il gruppo francese Groupama.

L'ACCORDO - In una nota si legge che Premafin e Unicredit sottoscriveranno un patto di sindacato su Fondiaria Sai di durata triennale e che «dovrà garantire il mantenimento dell'influenza dominante di Premafin ed il conferimento alla banca di diritti e prerogative tipici del socio finanziario di minoranza». Il patto parasociale che Unicredit e Premafin stipuleranno su Fonsai attribuirà alla banca di Piazza Cordusio 3 consiglieri nel cda e un peso importante nella governance della compagnia assicurativa, con un ruolo nelle scelte strategiche. Dei tre consiglieri nominati da Unicredit due entreranno a far parte del comitato esecutivo e il terzo entrerà a far parte, con funzioni di presidente, di ogni comitato per il quale sia prevista una componente indipendente. Unicredit designerà anche il presidente del collegio sindacale in assenza di una lista di minoranza.
LE DECISIONI - Le decisioni in merito a determinate operazioni (come l'approvazione del business plan, investimenti, disinvestimenti e finanziamenti qualificati) saranno riservati al cda di Fonsai, che delibererà con le maggioranze ordinarie. Ma per le decisioni in merito ad alcune operazioni straordinarie (come alcune operazioni sul capitale, le operazioni significative rispetto al perimetro di attività del gruppo Fonsai) il cda delibererà previo il parere favorevole di un comitato composto da consiglieri indipendenti tra cui l'amministratore indipendente designato da Unicredit. Le operazioni di aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione (per esempio finalizzate all'ingresso di nuovi soci) necessiteranno del consenso della banca. A Unicredit viene inoltre attribuito un diritto di co-vendita qualora Premafin ceda una quota superiore al 10% della propria partecipazione in Fonsai.

RASSEGNA STAMPA

CLICCA PER INGRANDIRE

DISCLAIMER

Chiunque accede al Italianauilca.blogspot.com lo fa per sua libera scelta, ed all'utilizzo del servizio è subordinato all'accettazione della condizioni sotto allegate.

Italianauilca.blogspot.com non è un periodico e non è sottoposto alle norme sulla stampa.
E’ vietata la riproduzione totale o parziale, delle pagine di Italianauilca.blogspot.com, senza l’autorizzazione scritta del blogmaster e di Italianauilca.blogspot.com.
Italianauilca.blogspot.com non è in alcun modo responsabile dei contenuti dei siti linkati, e non è in alcun modo collegato con gli autori del materiale scaricabile dal sito, tranne quando esplicitamente dichiarato.Tranne quando dichiarato diversamente, il materiale pubblicato su Italianauilca.blogspot.com è stato scaricato liberamente da Internet e si intende di pubblico dominio e libero da copyright.
Chiunque possa vantarne e provarne la realizzazione, può contattare il blogmaster e, se lo crede opportuno, chiederne la rimozione.
Tutti i marchi e le aziende citate sono copyright dei rispettivi proprietari.Tutte le informazioni presenti su Italianauilca.blogspot.com sono da utilizzarsi esclusivamente nei modi e per gli scopi consentiti dalla legge.Italianauilca.blogspot.com non si assume la responsabilità di danni a persone e/o cose ed eventuali infrazioni alle leggi vigenti causati dall' utilizzo colposo e doloso del materiale e delle informazioni presenti nel sito anche sotto il profilo di informazione disaccurata e/o diffamatoria.
Leggere le pagine di Italianauilca.blogspot.com significa aver letto, capito e accettato tutti i punti espressi in questa pagina.

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO
Con la prossima dichiarazione dei redditi, scegli di devolvere il 5x1000 a Emergency.

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO
Con la prossima dichiarazione dei redditi, scegli di devolvere il 5x1000 a AIRC.

NOI SIAMO CON LORO

NOI SIAMO CON LORO
Con la prossima dichiarazione dei redditi, scegli di devolvere il 5x1000 a Greenpeace.