Nei distributori Q8 la verde e il diesel hanno toccato quota 1,486 euro al litro.
MILANO - Procede senza freni la corsa dei carburanti che anche oggi fanno segnare un nuovo record storico. Inoltre, per la prima volta, nei distributori Q8 benzina e gasolio si allineano sullo stesso prezzo. È quanto emerge dall'ultimo aggiornamento di Quotidiano Energia, secondo cui oggi sia Q8 sia Total hanno fatto salire il prezzo della verde consigliato a quota 1,486 euro, che rappresenta il nuovo massimo. Sotto le insegne Q8, inoltre, anche il diesel ha raggiunto il prezzo, mai toccato prima, di 1,486 euro al litro. Non era mai accaduto che il prezzo finale di diesel e verde fossero uguali.
a Peppino Impastato e Santo De Luca
venerdì 16 maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
"Mercoledì il taglio dell'Ici Più tasse su stipendi d'oro"
Tremonti sui conti pubblici: «Nel 2011 pareggio di bilancio»,
L’abbattimento dell’Ici e gli sgravi fiscali sugli straordinari saranno discussi nel consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a margine della riunione Ecofin a Bruxelles. Di Ici e straordinari «discuteremo mercoledì», ha risposto Tremonti alle domande dei giornalisti, aggiungendo che «per quanto riguarda il decreto che faremo mercoledì prossimo dobbiamo ancora definire le forme e i termini, ma sulla copertura penso sia meglio dirlo alle parti sociali che non a Bruxelles».I tagli delle tasse annunciati dal Governo non avranno alcun impatto sul bilancio. Ha aggiunto il ministro. Gli sgravi fiscali «non avranno un impatto sul bilancio», ha detto Tremonti, «per la dimensione» e per il fatto che saranno coperti già dal 2008. In ogni caso, «per quanto riguarda il decreto che faremo mercoledì prossimo dobbiamo ancora definire le forme e i termini», ha spiegato il titolare di via XX settembre, «ma il mio impegno è quello alla copertura assoluta». Tremonti ha anche riferito di aver avuto un breve incontro bilaterale con il commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, in cui «si è discusso in termini assolutamente generali la situazione di bilancio dell’Italia». Su questo, ha concluso il ministro, «avremo modo di approfondire nei prossimi appuntamenti». Quanto agli sgravi sull’Ici, ha spiegato Tremonti, «l’abbattimento al 40% che già c’è non è coperto, come dicono all’Ance è coperto da una promessa e noi saremo impegnati a coprire quel 40%, e quindi a trasformare una promessa in una copertura, sia a coprire i tagli che faremo noi».L’appuntamento per il raggiungimento del pareggio di bilancio dei conti pubblici, l’obiettivo di medio termine tanto caro alla Commissione, resta al 2011, come indicato dall’ex ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e non sarà anticipato al 2010 come vorrebbe il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al termine della riunione Ecofin a Bruxelles. «Nella riunione la discussione sull’argomento è stata orizzontale e non verticale» , vale a dire che «non si è parlato dei singoli Stati membri», ha spiegato Tremonti. «In ogni caso», ha osservato, «uno dei punti di consenso con il mio predecessore è il mantenimento del termine del 2011».La presa di posizione dei ministri delle Finanze dei Paesi della moneta unica, che ieri hanno definito «scandalosi» gli stipendi d’oro dei manager, è piaciuta al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che si è detto convinto che in qualche modo bisogerà intervenire sulla tassazione di bonus e liquidazioni. «Cinque anni fa non avrei mai immaginato una discussione come quella avvenuta ieri sera alla riunione dell’Eurogruppo», ha osservato Tremonti, «anni fa il sistema della domanda e dell’offerta si considerava capace di autocorreggersi mentre ieri c’è stata una discussione molto critica sui limiti delle remunerazioni o della logica delle remunerazioni fatte per questo tipo di prestazioni», cioè per i dirigenti d’impresa. Per il titolare dei via XX settembre «è rilevante che se ne sia paralto, è uno degli indicatori del cambiamento di categoria politicà perchè , dice, «oggi c’è la consapevolezza che non si possono affrontare problemi nuovi con soluzioni datate».
L’abbattimento dell’Ici e gli sgravi fiscali sugli straordinari saranno discussi nel consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a margine della riunione Ecofin a Bruxelles. Di Ici e straordinari «discuteremo mercoledì», ha risposto Tremonti alle domande dei giornalisti, aggiungendo che «per quanto riguarda il decreto che faremo mercoledì prossimo dobbiamo ancora definire le forme e i termini, ma sulla copertura penso sia meglio dirlo alle parti sociali che non a Bruxelles».I tagli delle tasse annunciati dal Governo non avranno alcun impatto sul bilancio. Ha aggiunto il ministro. Gli sgravi fiscali «non avranno un impatto sul bilancio», ha detto Tremonti, «per la dimensione» e per il fatto che saranno coperti già dal 2008. In ogni caso, «per quanto riguarda il decreto che faremo mercoledì prossimo dobbiamo ancora definire le forme e i termini», ha spiegato il titolare di via XX settembre, «ma il mio impegno è quello alla copertura assoluta». Tremonti ha anche riferito di aver avuto un breve incontro bilaterale con il commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, in cui «si è discusso in termini assolutamente generali la situazione di bilancio dell’Italia». Su questo, ha concluso il ministro, «avremo modo di approfondire nei prossimi appuntamenti». Quanto agli sgravi sull’Ici, ha spiegato Tremonti, «l’abbattimento al 40% che già c’è non è coperto, come dicono all’Ance è coperto da una promessa e noi saremo impegnati a coprire quel 40%, e quindi a trasformare una promessa in una copertura, sia a coprire i tagli che faremo noi».L’appuntamento per il raggiungimento del pareggio di bilancio dei conti pubblici, l’obiettivo di medio termine tanto caro alla Commissione, resta al 2011, come indicato dall’ex ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e non sarà anticipato al 2010 come vorrebbe il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al termine della riunione Ecofin a Bruxelles. «Nella riunione la discussione sull’argomento è stata orizzontale e non verticale» , vale a dire che «non si è parlato dei singoli Stati membri», ha spiegato Tremonti. «In ogni caso», ha osservato, «uno dei punti di consenso con il mio predecessore è il mantenimento del termine del 2011».La presa di posizione dei ministri delle Finanze dei Paesi della moneta unica, che ieri hanno definito «scandalosi» gli stipendi d’oro dei manager, è piaciuta al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che si è detto convinto che in qualche modo bisogerà intervenire sulla tassazione di bonus e liquidazioni. «Cinque anni fa non avrei mai immaginato una discussione come quella avvenuta ieri sera alla riunione dell’Eurogruppo», ha osservato Tremonti, «anni fa il sistema della domanda e dell’offerta si considerava capace di autocorreggersi mentre ieri c’è stata una discussione molto critica sui limiti delle remunerazioni o della logica delle remunerazioni fatte per questo tipo di prestazioni», cioè per i dirigenti d’impresa. Per il titolare dei via XX settembre «è rilevante che se ne sia paralto, è uno degli indicatori del cambiamento di categoria politicà perchè , dice, «oggi c’è la consapevolezza che non si possono affrontare problemi nuovi con soluzioni datate».

Inflazione stabile ad aprile al 3,3% Pane al +10,6%. La pasta vola al 18%
I prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,2% (contro il +0,1% della stima preliminare).
ROMA - È rimasta stabile al 3,3% l'inflazione ad aprile. Lo comunica l'Istat confermando la stima preliminare. I prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,2% (contro il +0,1% della stima preliminare).
PASTA E PANE ANCORA IN CRESCITA - Cresce ancora il peso dei prodotti alimentari sul costo della vita: secondo l'Istat, è da segnalare un ulteriore acceleramento della crescita tendenziale dei prezzi di pane e cereali, passati dal +10,1% di marzo al +10,6% di marzo. Su base congiunturale, l'aumento è stato dello 0,6%. In particolare, il prezzo del pane è aumentato dello 0,3% rispetto a marzo e del 13% rispetto ad aprile 2007 mentre quello della pasta è salito dell'1,9% rispetto a marzo e del 18% rispetto ad aprile 2007.
ROMA - È rimasta stabile al 3,3% l'inflazione ad aprile. Lo comunica l'Istat confermando la stima preliminare. I prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,2% (contro il +0,1% della stima preliminare).
PASTA E PANE ANCORA IN CRESCITA - Cresce ancora il peso dei prodotti alimentari sul costo della vita: secondo l'Istat, è da segnalare un ulteriore acceleramento della crescita tendenziale dei prezzi di pane e cereali, passati dal +10,1% di marzo al +10,6% di marzo. Su base congiunturale, l'aumento è stato dello 0,6%. In particolare, il prezzo del pane è aumentato dello 0,3% rispetto a marzo e del 13% rispetto ad aprile 2007 mentre quello della pasta è salito dell'1,9% rispetto a marzo e del 18% rispetto ad aprile 2007.

Portabilità dei mutui, l'Antitrust apre un'istruttoria su dieci banche
L'accusa è di «pratica commerciale scorretta» per non aver attuato la legge Bersani.
ROMA - L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto dieci istruttorie nei confronti di altrettante banche sulla portabilità dei mutui (la cosidetta legge Bersani). Le banche sono: Unicredit Banca di Roma, Bipop Carire e Banco di Sicilia (tutte e tre del gruppo Unicredit); Intesa San Paolo; Mps; Antonveneta; Ubi Banca; Bnl; Banca Popolare di Milano; Deutsche Bank; Carige; Banca Sella.
Lo ha annunciato il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, nel corso di un intervento al Forum della Pubblica amministrazione. Le istruttorie nei confronti degli istituti di credito sono state aperte per «pratica commerciale scorretta».
CATRICALA' - «Questa legge sulla portabilitá dei mutui è rimasta inattuata. Abbiamo notizia di rinunce a cambiare solo a causa dei costi e abbiamo denunce di cittadini perchè le banche negano la surrogazione e propongono un contratto analogo con costi insormontabili. Abbiamo evidenza che questo sia vero e abbiamo raccolto prove sufficienti su dieci banche e abbiamo aperto dieci istruttorie» ha spiegato Catricalà. «La pratica è stata aperta perchè riteniamo scorretto il loro modo di agire, non per intesa tra le banche quindi ma per una pratica commerciale scorretta» ha aggiunto il presidente dell'Antitrust.
ORDINI PROFESSIONALI: ISTRUTTORIA IN VISTA - Il presidente dell'Antitrust si è poi soffermato sui problemi generatri dall'esistenza degli ordini professionali. «Le libere professioni - ha spiegato ancora Catricalà - hanno un'incidenza pari all'8% sui costi delle imprese, superiore a quella dell'energia, pari al 6%. Abbiamo trovato negli ordini professionali resistenze fortissime anche di fronte a banali innovazioni. Abbiamo incontrato molta resistenza a cambiare i codici etici. La nostra indagine è alle battute finali. Se l'azione di "moral suasion" non darà frutti, saremo costretti ad aprire una procedura istruttoria».
DANNI PER 5,9 MILIARDI DI EURO - «I comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni previste dalle liberalizzazioni introdotte dal pacchetto Bersani hanno prodotto un danno ai correntisti pari a 5,9 miliardi euro» ha affermato in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Secondo Rienzi, l'iniziativa dell'Autorità «è sacrosanta ma sicuramente tardiva, perchè nel frattempo i cittadini hanno subito un ingente danno economico».
CLASS ACTION - Anche Adusbef e Federconsumatori plaudono alla decisione dell’Antitrust di avviare le istruttorie su 10 banche. «Ancora una volta - si legge in una nota - dobbiamo dire: bene Catricalà sulle banche. Il presidente dell’Antitrust, infatti, a differenza del governatore della Banca d’Italia che aveva solo denunciato il fatto, ha aperto le istruttorie su 10 banche che non hanno soddisfatto le norme derivanti dalla legge Bersani sulla portabilità dei mutui. Per l’Antitrust si tratta di una pratica commerciale scorretta e, per Adusbef e Federconsumatori, è un costume, ormai consolidato nel tempo, di arroganza e vessazione continua nei confronti dei cittadini utenti. Naturalmente - aggiungono le due associazioni - le nostre associazioni metteranno in campo tutte le iniziative funzionali al risarcimento di coloro che ne faranno richiesta. Analizzeremo inoltre la verificabilità della messa in campo dello strumento della class action. Secondo noi - concludono Adusbef e Federconsumatori - si tratta di un indebito lucrare delle banche che ha coinvolto 150.000 famiglie».
ROMA - L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto dieci istruttorie nei confronti di altrettante banche sulla portabilità dei mutui (la cosidetta legge Bersani). Le banche sono: Unicredit Banca di Roma, Bipop Carire e Banco di Sicilia (tutte e tre del gruppo Unicredit); Intesa San Paolo; Mps; Antonveneta; Ubi Banca; Bnl; Banca Popolare di Milano; Deutsche Bank; Carige; Banca Sella.
Lo ha annunciato il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, nel corso di un intervento al Forum della Pubblica amministrazione. Le istruttorie nei confronti degli istituti di credito sono state aperte per «pratica commerciale scorretta».
CATRICALA' - «Questa legge sulla portabilitá dei mutui è rimasta inattuata. Abbiamo notizia di rinunce a cambiare solo a causa dei costi e abbiamo denunce di cittadini perchè le banche negano la surrogazione e propongono un contratto analogo con costi insormontabili. Abbiamo evidenza che questo sia vero e abbiamo raccolto prove sufficienti su dieci banche e abbiamo aperto dieci istruttorie» ha spiegato Catricalà. «La pratica è stata aperta perchè riteniamo scorretto il loro modo di agire, non per intesa tra le banche quindi ma per una pratica commerciale scorretta» ha aggiunto il presidente dell'Antitrust.
ORDINI PROFESSIONALI: ISTRUTTORIA IN VISTA - Il presidente dell'Antitrust si è poi soffermato sui problemi generatri dall'esistenza degli ordini professionali. «Le libere professioni - ha spiegato ancora Catricalà - hanno un'incidenza pari all'8% sui costi delle imprese, superiore a quella dell'energia, pari al 6%. Abbiamo trovato negli ordini professionali resistenze fortissime anche di fronte a banali innovazioni. Abbiamo incontrato molta resistenza a cambiare i codici etici. La nostra indagine è alle battute finali. Se l'azione di "moral suasion" non darà frutti, saremo costretti ad aprire una procedura istruttoria».
DANNI PER 5,9 MILIARDI DI EURO - «I comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni previste dalle liberalizzazioni introdotte dal pacchetto Bersani hanno prodotto un danno ai correntisti pari a 5,9 miliardi euro» ha affermato in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Secondo Rienzi, l'iniziativa dell'Autorità «è sacrosanta ma sicuramente tardiva, perchè nel frattempo i cittadini hanno subito un ingente danno economico».
CLASS ACTION - Anche Adusbef e Federconsumatori plaudono alla decisione dell’Antitrust di avviare le istruttorie su 10 banche. «Ancora una volta - si legge in una nota - dobbiamo dire: bene Catricalà sulle banche. Il presidente dell’Antitrust, infatti, a differenza del governatore della Banca d’Italia che aveva solo denunciato il fatto, ha aperto le istruttorie su 10 banche che non hanno soddisfatto le norme derivanti dalla legge Bersani sulla portabilità dei mutui. Per l’Antitrust si tratta di una pratica commerciale scorretta e, per Adusbef e Federconsumatori, è un costume, ormai consolidato nel tempo, di arroganza e vessazione continua nei confronti dei cittadini utenti. Naturalmente - aggiungono le due associazioni - le nostre associazioni metteranno in campo tutte le iniziative funzionali al risarcimento di coloro che ne faranno richiesta. Analizzeremo inoltre la verificabilità della messa in campo dello strumento della class action. Secondo noi - concludono Adusbef e Federconsumatori - si tratta di un indebito lucrare delle banche che ha coinvolto 150.000 famiglie».

mercoledì 14 maggio 2008
L'UE “Sì agli sgravi fiscali ma solo se si riduce la spesa”
Almunia ottimista sull'inflazione: «Durante il 2009 tornerà al 2%».
BRUXELLES Si parla di inflazione e le facce si fanno scure. «In questo momento è il problema principale» ammette Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, il club dei ministri economici della zona euro. Freddo il sorriso con cui sceglie di non rispondere il numero uno della Bce, il francese Trichet, l'altro Jean-Claude della comitiva. Inevitabile, coi listini che nella media europea cresceranno del 3,3% nel 2008, ovvero oltre un punto in più di quanto indicato dai Trattati come obiettivo di stabilità monetaria assegnato alla banca centrale a dodici stelle per la gestione dei tassi. I tempi dono difficili, anche se non perde la calma il commissario Ue per l’Economia, Joaquin Almunia. «Nella seconda metà di quest'anno - assicura - il carovita scenderà vicino al 3%. E nel 2009 si attesterà di nuovo intorno al due». Il messaggio dello spagnolo è che il picco dei prezzi è stato superato. Di questo, oltre che del mix politico per ridare gas alla congiuntura, ne hanno parlato a lungo ieri sera gli uomini dell’Eurogruppo, preoccupati per il brevissimo periodo eppure ottimisti sulle possibilità del vecchio continente di scongiurare una crisi all’americana grazie alla tenuta dei fondamentali. Una seduta di approfondimento, colorata dai saluti per il ritrovato Giulio Tremonti, al suo terzo ritorno bruxellese. Accoglienza «calorosa» secondo chi era presente e saluti di bentornato. «Non è una novità, lo conosciamo a fondo - ha commentato il collega spagnolo Pedro Solbes - Non ho dubbi che ci capiremo bene». L’Eurogruppo è alle prese con la verifica degli obiettivi di bilancio, ovvero della strategia con cui a Berlino un anno fa si è vincolato al raggiungimento del pareggio nel 2010 (l’Italia ha chiesto e ottenuto di arrivare con un anno di ritardo) e a realizzare mezzo punto in percentuale del pil di risanamento strutturale ogni esercizio. Nel complesso, tutti paiono orientati a continuare sul cammino intrapreso. Per questo viene reiterata la volontà di «evitare nuove spese» e le linee guida di non «tagliare le tasse senza controbilanciare la misura con altre entrate strutturali o con una riduzione della spesa». Il messaggio vale per l’Italia, e non solo. Il governo Berlusconi ha promesso di realizzare nei primi cento giorni una serie di tagli fiscali ai quali l’Europa guarda con attenzione. Regola che viene ricordata anche alla Francia, cioè al paese che più si avvicina al limite del 3% del pil oltre il quale scatta la procedura per deficit eccessivo. Giro di tavolo anche sulle crisi finanziarie e sul loro effetto sulla crescita. Illustrata dagli olandesi una proposta potenzialmente dirompente: la definizione di un meccanismo fiscale per limitare stipendi, bonus e superliquidazioni concessi ai top manager delle grandi istituzioni finanziarie e delle banche. «Mentre chiediamo la moderazione salariale la tendenza all’aumento dei superstipendi è scandalosa», ha detto Junker. Positive le prime reazioni, salvo registrare l’irrigidimento britannico. Gli stati membri invieranno alla commissione le informazioni sul trattamento dei top manager perché Bruxelles posso presentare una proposta d’intervento. «Deve essere un intervento di respiro internazionale - ha concluso il presidente dell’Eurogruppo - ma è bene che l’Europa dia il buon esempio agli altri».
BRUXELLES Si parla di inflazione e le facce si fanno scure. «In questo momento è il problema principale» ammette Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, il club dei ministri economici della zona euro. Freddo il sorriso con cui sceglie di non rispondere il numero uno della Bce, il francese Trichet, l'altro Jean-Claude della comitiva. Inevitabile, coi listini che nella media europea cresceranno del 3,3% nel 2008, ovvero oltre un punto in più di quanto indicato dai Trattati come obiettivo di stabilità monetaria assegnato alla banca centrale a dodici stelle per la gestione dei tassi. I tempi dono difficili, anche se non perde la calma il commissario Ue per l’Economia, Joaquin Almunia. «Nella seconda metà di quest'anno - assicura - il carovita scenderà vicino al 3%. E nel 2009 si attesterà di nuovo intorno al due». Il messaggio dello spagnolo è che il picco dei prezzi è stato superato. Di questo, oltre che del mix politico per ridare gas alla congiuntura, ne hanno parlato a lungo ieri sera gli uomini dell’Eurogruppo, preoccupati per il brevissimo periodo eppure ottimisti sulle possibilità del vecchio continente di scongiurare una crisi all’americana grazie alla tenuta dei fondamentali. Una seduta di approfondimento, colorata dai saluti per il ritrovato Giulio Tremonti, al suo terzo ritorno bruxellese. Accoglienza «calorosa» secondo chi era presente e saluti di bentornato. «Non è una novità, lo conosciamo a fondo - ha commentato il collega spagnolo Pedro Solbes - Non ho dubbi che ci capiremo bene». L’Eurogruppo è alle prese con la verifica degli obiettivi di bilancio, ovvero della strategia con cui a Berlino un anno fa si è vincolato al raggiungimento del pareggio nel 2010 (l’Italia ha chiesto e ottenuto di arrivare con un anno di ritardo) e a realizzare mezzo punto in percentuale del pil di risanamento strutturale ogni esercizio. Nel complesso, tutti paiono orientati a continuare sul cammino intrapreso. Per questo viene reiterata la volontà di «evitare nuove spese» e le linee guida di non «tagliare le tasse senza controbilanciare la misura con altre entrate strutturali o con una riduzione della spesa». Il messaggio vale per l’Italia, e non solo. Il governo Berlusconi ha promesso di realizzare nei primi cento giorni una serie di tagli fiscali ai quali l’Europa guarda con attenzione. Regola che viene ricordata anche alla Francia, cioè al paese che più si avvicina al limite del 3% del pil oltre il quale scatta la procedura per deficit eccessivo. Giro di tavolo anche sulle crisi finanziarie e sul loro effetto sulla crescita. Illustrata dagli olandesi una proposta potenzialmente dirompente: la definizione di un meccanismo fiscale per limitare stipendi, bonus e superliquidazioni concessi ai top manager delle grandi istituzioni finanziarie e delle banche. «Mentre chiediamo la moderazione salariale la tendenza all’aumento dei superstipendi è scandalosa», ha detto Junker. Positive le prime reazioni, salvo registrare l’irrigidimento britannico. Gli stati membri invieranno alla commissione le informazioni sul trattamento dei top manager perché Bruxelles posso presentare una proposta d’intervento. «Deve essere un intervento di respiro internazionale - ha concluso il presidente dell’Eurogruppo - ma è bene che l’Europa dia il buon esempio agli altri».
Pendolari, i nuovi malati
Tendono a sviluppare rituali ossessivi per calmare l'ansia e perdono la creatività sul lavoro.
MILANO - La giornata comincia all'alba: c'è un treno da prendere. Poi l'attesa del convoglio, magari in ritardo, con l'apprensione di una possibile perdita delle successive coincidenze. Poi l'arrivo in città e l'attesa dell'autobus, del tram o della metropolitana. E poi, l'agognato traguardo: l'ufficio, con la «strisciata» del badge entro l'orario. Vita quotidiana da pendolari, esposti ogni giorno ai capricci dei ritardi e dei tempi morti. In Italia sono 13 milioni secondo il Censis. Una massa di lavoratori che, minimo, rischia di cominciare a lavorare già stressato. Lo ha ribadito e sottolineato Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell'università Gabriele D'Annunzio di Chieti e dirigente della Società italiana di psichiatria (Sip). «Sul pendolare grava un impegno che lede la dimensione dell'identità», spiega Di Giannantonio. «E alla condizione di stress si aggiunge l'instabilità e la vulnerabilità. I pendolari non sono mai consapevoli della loro autonomia lavorativa. Per loro il viaggio è una perdita di tempo, denaro, energia mentale, concentrazione».
PERDITA DI CREATIVITA' - Il prezzo viene pagato in vari modi, ma anche e soprattutto con la riduzione della creatività sul lavoro: «Impercettibilmente, anno dopo anno, il pendolare accumula stress e fatica psicofisica, un gap in termini di rendimento e motivazione che lo porta all'appiattimento lavorativo». Il pendolare stanco è uno stressato cronico, osserva Di Giannantonio, e «la manifestazione fisica del disagio è la componente ossessiva che entra nel suo comportamento quotidiano. Dovendo difendersi dalle situazioni che vive, sviluppa aggressività e attenzione maniacale per i propri ritmi quotidiani».
RITUALI OSSESSIVI - Il pendolare è severo nelle tabelle di marcia, ossessionato dagli orari e da rituali di cui non riesce più a fare a meno. Il campanello d'allarme, avverte lo psichiatra, «sono le reazioni violente che ha nei confronti di chi gli tocca queste abitudini». L'imprevisto, e tutto quello che intacca il ritmo dei suoi viaggi, rappresenta un danno incalcolabile per il suo equilibrio emotivo. «Il pendolare cronico - prosegue l'esperto - ha reazioni che denotano una forte instabilità e irritabilità, perchè si è costruito una struttura che non ammette deroghe». Non sono esenti da conseguenze psichiche neanche i «pendolari fasicì»: chi affronta lunghi viaggi settimanali o periodici. Un esempio sono i marinai o i lavoratori delle piattaforme petrolifere. «In questo caso - spiega Di Giannantonio - il pendolare va incontro a un'alternanza bioritmica negativa: per un determinato lasso di tempo si occupa solo del lavoro raggiungendo la piena realizzazione. Poi nel periodo di pausa, al ritorno a casa, si sente improvvisamente come disoccupato, ha difficoltà a riempire tutto il tempo di cui dispone e va incontro a noia, abulia e disadattamento, con gravi conseguenze sui rapporti familiari».
MILANO - La giornata comincia all'alba: c'è un treno da prendere. Poi l'attesa del convoglio, magari in ritardo, con l'apprensione di una possibile perdita delle successive coincidenze. Poi l'arrivo in città e l'attesa dell'autobus, del tram o della metropolitana. E poi, l'agognato traguardo: l'ufficio, con la «strisciata» del badge entro l'orario. Vita quotidiana da pendolari, esposti ogni giorno ai capricci dei ritardi e dei tempi morti. In Italia sono 13 milioni secondo il Censis. Una massa di lavoratori che, minimo, rischia di cominciare a lavorare già stressato. Lo ha ribadito e sottolineato Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell'università Gabriele D'Annunzio di Chieti e dirigente della Società italiana di psichiatria (Sip). «Sul pendolare grava un impegno che lede la dimensione dell'identità», spiega Di Giannantonio. «E alla condizione di stress si aggiunge l'instabilità e la vulnerabilità. I pendolari non sono mai consapevoli della loro autonomia lavorativa. Per loro il viaggio è una perdita di tempo, denaro, energia mentale, concentrazione».
PERDITA DI CREATIVITA' - Il prezzo viene pagato in vari modi, ma anche e soprattutto con la riduzione della creatività sul lavoro: «Impercettibilmente, anno dopo anno, il pendolare accumula stress e fatica psicofisica, un gap in termini di rendimento e motivazione che lo porta all'appiattimento lavorativo». Il pendolare stanco è uno stressato cronico, osserva Di Giannantonio, e «la manifestazione fisica del disagio è la componente ossessiva che entra nel suo comportamento quotidiano. Dovendo difendersi dalle situazioni che vive, sviluppa aggressività e attenzione maniacale per i propri ritmi quotidiani».
RITUALI OSSESSIVI - Il pendolare è severo nelle tabelle di marcia, ossessionato dagli orari e da rituali di cui non riesce più a fare a meno. Il campanello d'allarme, avverte lo psichiatra, «sono le reazioni violente che ha nei confronti di chi gli tocca queste abitudini». L'imprevisto, e tutto quello che intacca il ritmo dei suoi viaggi, rappresenta un danno incalcolabile per il suo equilibrio emotivo. «Il pendolare cronico - prosegue l'esperto - ha reazioni che denotano una forte instabilità e irritabilità, perchè si è costruito una struttura che non ammette deroghe». Non sono esenti da conseguenze psichiche neanche i «pendolari fasicì»: chi affronta lunghi viaggi settimanali o periodici. Un esempio sono i marinai o i lavoratori delle piattaforme petrolifere. «In questo caso - spiega Di Giannantonio - il pendolare va incontro a un'alternanza bioritmica negativa: per un determinato lasso di tempo si occupa solo del lavoro raggiungendo la piena realizzazione. Poi nel periodo di pausa, al ritorno a casa, si sente improvvisamente come disoccupato, ha difficoltà a riempire tutto il tempo di cui dispone e va incontro a noia, abulia e disadattamento, con gravi conseguenze sui rapporti familiari».
martedì 13 maggio 2008
Brunetta: "I dipendenti fannulloni vanno semplicemente licenziati"
Colpirne uno per educarne cento", dichiara a 'Porta a Porta'"Gli strumenti ci sono: vanno applicati", anche con il contributo dei sindacati.
ROMA - I "dipendenti fannulloni" "vanno semplicemente licenziati": è la netta posizione del ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica Renato Brunetta, nel discorso d'inaugurazione del Forum della P.A. alla Fiera di Roma. E più tardi, nella registrazione di Porta a Porta, aggiunge: "Colpirne uno per educarne cento. Chi non lavora non deve mangiare, il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private". A sindacati e dipendenti pubblici Brunetta, propone un "grande patto per cambiare il Paese". "La gente si aspetta cose drastiche, non sprechiamo questo momento emozionale - afferma - Se le organizzazioni sindacali e i dipendenti accetteranno questo approccio avranno raggiunto un grande risultato, altrimenti saranno marginalizzati". E successivamente, al programma Porta a Porta, il ministro ribadisce di voler colpire "i fannulloni assenteisti che nella Pubblica Amministrazione il doppio del settore privato". "Non è possibile che non ci sia neanche un licenziamento e neanche la cassa integrazione", ha rincarato. Secondo Brunetta, già ci sono le leggi che consentono di prendere questi provvedimenti. Strumenti "che non sono mai stati utilizzati. Ma il clima è cambiato. E' un miracolo che la Pubblica Amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come incentivi e disincentivi, premi e punizioni. In queste condizioni un'azienda privata avrebbe già chiuso". Le parole d'ordine saranno trasparenza, valutazione e benchmarking.
E per il reclutamento del personale, Brunetta non ha dubbi: "Dovrà prevalere la selezione dei migliori, ridando alla dirigenza pubblica il potere disciplinare. Ma saranno i dirigenti i primi ad essere valutati". In questo piano per l'efficienza della Pubblica Amministrazione il nuovo ministro ha chiesto anche la collaborazione dell'opposizione, "perché far funzionare la P.A. non è né di destra né di sinistra. "Non penso di essere Napoleone, ma un professore bravo che da trent'anni studia queste questioni e penso di avere la necessaria umiltà per fare bene", prosegue Brunetta secondo il quale gli strumenti per il cambiamento sono il federalismo, la banda larga e l'Ict. "Le pubbliche amministrazioni - sottolinea - sono un miracolo, forniscono prodotti 'subottimali', devono invece comportarsi come un girasole: orientarsi ai bisogni di cittadini e imprese". Brunetta ha sottolineato anche la necessità di mettere in concorrenza il settore pubblico col privato. Bisogna "pagare una volta sola, non si può pagare con le tasse e poi ripagare perché i servizi non funzionano".
ROMA - I "dipendenti fannulloni" "vanno semplicemente licenziati": è la netta posizione del ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica Renato Brunetta, nel discorso d'inaugurazione del Forum della P.A. alla Fiera di Roma. E più tardi, nella registrazione di Porta a Porta, aggiunge: "Colpirne uno per educarne cento. Chi non lavora non deve mangiare, il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private". A sindacati e dipendenti pubblici Brunetta, propone un "grande patto per cambiare il Paese". "La gente si aspetta cose drastiche, non sprechiamo questo momento emozionale - afferma - Se le organizzazioni sindacali e i dipendenti accetteranno questo approccio avranno raggiunto un grande risultato, altrimenti saranno marginalizzati". E successivamente, al programma Porta a Porta, il ministro ribadisce di voler colpire "i fannulloni assenteisti che nella Pubblica Amministrazione il doppio del settore privato". "Non è possibile che non ci sia neanche un licenziamento e neanche la cassa integrazione", ha rincarato. Secondo Brunetta, già ci sono le leggi che consentono di prendere questi provvedimenti. Strumenti "che non sono mai stati utilizzati. Ma il clima è cambiato. E' un miracolo che la Pubblica Amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come incentivi e disincentivi, premi e punizioni. In queste condizioni un'azienda privata avrebbe già chiuso". Le parole d'ordine saranno trasparenza, valutazione e benchmarking.
E per il reclutamento del personale, Brunetta non ha dubbi: "Dovrà prevalere la selezione dei migliori, ridando alla dirigenza pubblica il potere disciplinare. Ma saranno i dirigenti i primi ad essere valutati". In questo piano per l'efficienza della Pubblica Amministrazione il nuovo ministro ha chiesto anche la collaborazione dell'opposizione, "perché far funzionare la P.A. non è né di destra né di sinistra. "Non penso di essere Napoleone, ma un professore bravo che da trent'anni studia queste questioni e penso di avere la necessaria umiltà per fare bene", prosegue Brunetta secondo il quale gli strumenti per il cambiamento sono il federalismo, la banda larga e l'Ict. "Le pubbliche amministrazioni - sottolinea - sono un miracolo, forniscono prodotti 'subottimali', devono invece comportarsi come un girasole: orientarsi ai bisogni di cittadini e imprese". Brunetta ha sottolineato anche la necessità di mettere in concorrenza il settore pubblico col privato. Bisogna "pagare una volta sola, non si può pagare con le tasse e poi ripagare perché i servizi non funzionano".
Istat: in calo la produzione industriale
A marzo registrata una flessione del2,5% rispetto allo stesso mese 2007.Giù del 9,2% la produzione di auto.
ROMAL’effetto Pasqua frena la produzione industriale, che a marzo registra una flessione del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2007, contro il -0,7% di febbraio (dato rivisto da -0,8%). Lo rende noto l’Istat avvertendo che si tratta del dato corretto per i giorni lavorativi. Su base grezza la produzione registra infatti una flessione ancora più marcata: -7,4%, contro il +3,1% del mese scorso (dato rivisto da +2,9%), il calo tendenziale maggiore da aprile 2006 (quando fu dell’8,3%). La Pasqua, ricorda l’Istituto, quest’anno è caduta nel mese di marzo mentre l’anno scorso era ad aprile, per cui l’effetto confronto è sfavorevole. A marzo, fa sapere l’Istituto, i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 22 dello stesso mese del 2007. Rispetto al mese precedente la produzione è calata in termini destagionalizzati dello 0,2%, variazione pari a quella di febbraio. Nel primo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, l’indice della produzione industriale registra un flessione dell’1,1% in termini corretti per i giorni lavorativi, a fronte di un calo del 1,6% dell’indice grezzo.La produzione di autovetture nel mese di marzo ha registrato una flessione del 9,2% su base annua. Lo rende noto l’Istat, spiegando che il calo dell’indice grezzo (non è disponibile quello corretto per giorni lavorativi, che tiene conto quindi le festività pasquali) è stato del 15,1% nei primi tre mesi dell’anno. La produzione di autoveicoli è diminuita del 3% a marzo (+4,8% il dato corretto per i giorni lavorativi) e del 2,9% nei primi tre mesi dell’anno (-0,5% corretto).
ROMAL’effetto Pasqua frena la produzione industriale, che a marzo registra una flessione del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2007, contro il -0,7% di febbraio (dato rivisto da -0,8%). Lo rende noto l’Istat avvertendo che si tratta del dato corretto per i giorni lavorativi. Su base grezza la produzione registra infatti una flessione ancora più marcata: -7,4%, contro il +3,1% del mese scorso (dato rivisto da +2,9%), il calo tendenziale maggiore da aprile 2006 (quando fu dell’8,3%). La Pasqua, ricorda l’Istituto, quest’anno è caduta nel mese di marzo mentre l’anno scorso era ad aprile, per cui l’effetto confronto è sfavorevole. A marzo, fa sapere l’Istituto, i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 22 dello stesso mese del 2007. Rispetto al mese precedente la produzione è calata in termini destagionalizzati dello 0,2%, variazione pari a quella di febbraio. Nel primo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, l’indice della produzione industriale registra un flessione dell’1,1% in termini corretti per i giorni lavorativi, a fronte di un calo del 1,6% dell’indice grezzo.La produzione di autovetture nel mese di marzo ha registrato una flessione del 9,2% su base annua. Lo rende noto l’Istat, spiegando che il calo dell’indice grezzo (non è disponibile quello corretto per giorni lavorativi, che tiene conto quindi le festività pasquali) è stato del 15,1% nei primi tre mesi dell’anno. La produzione di autoveicoli è diminuita del 3% a marzo (+4,8% il dato corretto per i giorni lavorativi) e del 2,9% nei primi tre mesi dell’anno (-0,5% corretto).
Tariffe, nuovi rincari per luce e gas Una «stangata» di 190 euro l'anno
Aumenti tariffari del 3,9% per il metano e del 2,5% per l'energia elettrica da luglio.
ROMA - Ancora rincari in arrivo per luce e gas. Secondo le prime stime del Rie, dal luglio prossimo sulle famiglie potrebbe abbattersi una nuova stangata: le continue fiammate del greggio porteranno, infatti, ad aumenti tariffari del 3,9% per il metano e del 2,5% per l'energia elettrica. Tradotte in moneta sonante, queste percentuali significano circa 51 euro in più in bolletta. Una famiglia che consuma circa 1.400 metri cubi di gas l'anno si troverà a pagare circa 40 euro in più; mentre il rincaro della luce, considerando un consumo medio annuo di 2.700 Kw/h, costerà 11 euro in più. STANGATA - In un anno, la bolletta di luce e gas peserà sui bilanci delle famiglie italiane per 190 euro in più. Secondo le previsioni del Rie, infatti, nel 2008 il gas aumenterà del 14,3% e l'energia elettrica del 12,8%
ROMA - Ancora rincari in arrivo per luce e gas. Secondo le prime stime del Rie, dal luglio prossimo sulle famiglie potrebbe abbattersi una nuova stangata: le continue fiammate del greggio porteranno, infatti, ad aumenti tariffari del 3,9% per il metano e del 2,5% per l'energia elettrica. Tradotte in moneta sonante, queste percentuali significano circa 51 euro in più in bolletta. Una famiglia che consuma circa 1.400 metri cubi di gas l'anno si troverà a pagare circa 40 euro in più; mentre il rincaro della luce, considerando un consumo medio annuo di 2.700 Kw/h, costerà 11 euro in più. STANGATA - In un anno, la bolletta di luce e gas peserà sui bilanci delle famiglie italiane per 190 euro in più. Secondo le previsioni del Rie, infatti, nel 2008 il gas aumenterà del 14,3% e l'energia elettrica del 12,8%
Nuovi record per benzina e gasolio Il pieno costa 216 euro in più all'anno
La verde raggiunge gli 1,483 euro al litro, mentre il diesel tocca quota 1,479. Il petrolio oltre i 126 dollari al barile.
MILANO - Non si ferma la corsa del petrolio e di conseguenza quella dei carburanti. Nuovo record storico del petrolio che, nelle contrattazioni a New York, sale fino a 126,40 dollari al barile. E di conseguenza nuovi record storici per i prezzi di gasolio e benzina in Italia. La benzina è volata a 1,483 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,479 euro al litro. A raggiungere i nuovi record - secondo le rilevazioni del Quotidiano Energia - è l'Agip, che rispetto ai prezzi in vigore alla fine della scorsa settimana ha aumentato di 1,1 centesimi la verde e di 2,4 centesimi il gasolio. Rialzi vicini ai massimi anche per la Tamoil, che ha portato la benzina a 1,482 euro e il diesel a 1,478 euro al litro.
I CONSUMATORI - I continui aumenti dei prezzi della benzina si traducono in pesanti ricadute per gli automobilisti. Chi ha un consumo di 1200 litri all’anno, pari a 2 pieni al mese solo per costi diretti paga 216 euro in più all’anno per la benzina e 360 euro per il gasolio. È la stima fatta da Adusbef e Federconsumatori che in una nota sottolineano come «anche per quanto riguarda i costi indiretti, la situazione sta diventando drammatica, essendo i beni di largo consumo trasportati per l’85% su strada». «Calcolando che per ogni 3 centesimi di aumento del gasolio si produce uno 0,1% in più sul tasso di inflazione, la ricaduta negativa sui prezzi, calcolata sull’aumento del costo di gasolio autotrazione di 34 centesimi, sarà di 1,1 punti percentuali, pari quindi a 330 euro annui», aggiungono le due associazioni che chiedono che «prima che si intervenga sulle questioni strutturali, si decida immediatamente una riduzione dell’accisa dai 4 ai 6 centesimi sui prezzi dei carburanti».
MILANO - Non si ferma la corsa del petrolio e di conseguenza quella dei carburanti. Nuovo record storico del petrolio che, nelle contrattazioni a New York, sale fino a 126,40 dollari al barile. E di conseguenza nuovi record storici per i prezzi di gasolio e benzina in Italia. La benzina è volata a 1,483 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,479 euro al litro. A raggiungere i nuovi record - secondo le rilevazioni del Quotidiano Energia - è l'Agip, che rispetto ai prezzi in vigore alla fine della scorsa settimana ha aumentato di 1,1 centesimi la verde e di 2,4 centesimi il gasolio. Rialzi vicini ai massimi anche per la Tamoil, che ha portato la benzina a 1,482 euro e il diesel a 1,478 euro al litro.
I CONSUMATORI - I continui aumenti dei prezzi della benzina si traducono in pesanti ricadute per gli automobilisti. Chi ha un consumo di 1200 litri all’anno, pari a 2 pieni al mese solo per costi diretti paga 216 euro in più all’anno per la benzina e 360 euro per il gasolio. È la stima fatta da Adusbef e Federconsumatori che in una nota sottolineano come «anche per quanto riguarda i costi indiretti, la situazione sta diventando drammatica, essendo i beni di largo consumo trasportati per l’85% su strada». «Calcolando che per ogni 3 centesimi di aumento del gasolio si produce uno 0,1% in più sul tasso di inflazione, la ricaduta negativa sui prezzi, calcolata sull’aumento del costo di gasolio autotrazione di 34 centesimi, sarà di 1,1 punti percentuali, pari quindi a 330 euro annui», aggiungono le due associazioni che chiedono che «prima che si intervenga sulle questioni strutturali, si decida immediatamente una riduzione dell’accisa dai 4 ai 6 centesimi sui prezzi dei carburanti».
La nuova lotta:la vita di tutti i giorni
Come già sottolineato da Fabio nel suo intervento, oggi ,non viviamo in quel contesto storico che vedeva oppressi ed oppressori, dove le condizioni di vita andavo oltre l'umano pensiero, tuttavia in questa era consumistica ,la lotta, inizia nell'affrontare la quotidianità, fatta dei bisogni dei figli,di benzina, della spesa quotidiana, ,di bollette , di rate dei mutui, di spese impreviste e anche di spese inutili...
Ogni fine mese, ci si accorge che le tasche sono sempre più leggere e le richieste sempre più pesanti...
La nuova lotta sarà trovare più serenità nell'affrontare la vita di tutti i giorni...
Aprile Alessandro
Ogni fine mese, ci si accorge che le tasche sono sempre più leggere e le richieste sempre più pesanti...
La nuova lotta sarà trovare più serenità nell'affrontare la vita di tutti i giorni...
Aprile Alessandro
lunedì 12 maggio 2008
INTERVENTO DI PENSIERO DI UN DIRIGENTE SINDACALE
Non avrei mai più pensato di guardare la mia raccolta di libri, e per noia essere attratto da un piccolo libro. Un piccolo libro, per lo meno per chi condivide gli ideali dell’affermazione del proletariato: è un gran libro.
Per chi invece non ha nel suo cuore la difesa per gli oppressi, almeno storicamente deve riconoscere che è l’inizio della "guerra santa dei pezzenti", il 1848 è la genesi del pensiero socialista moderno.
Il Manifesto del Partito Comunista scritto a due mani da K. Marx e F. Engel, forse nella sua (ri)lettura, "sdogana" anche il Movimento Operaio, se mai ne avesse avuto la necessità, solo sul fatto che nel titolo vi è la parola "comunista".
E’ straordinariamente affascinante, come la suddivisione sociale, in odore di una società ancora legata ai fattori produttivi, vedendo sempre la terra ed il capitale e la forza lavoro, l’unico strumento, che la classe padronale deteneva, per l’assolutismo dello sfruttamento a loro piacimento, più che mai vicino a noi, al nostro tempo.
I tempi sono cambiati, ma l’antagonismo è sempre lo stesso, la lotta delle classi.
Recensire un tale libro, vi chiedo venia non sono in grado, e non voglio neanche farlo, ma solo un invito alla sua lettura, al ricordo delle nostre origini, del proletariato che sollevando la schiena, chiedeva: ugualianza! Ma non è il nostro lavoro quotidiano di Sindacalisti! Ora nessuna Compagna partorisce dinnanzi ad un telaio di un opificio, e ne tantomeno nessun lavora con turni infernali, però quante volte ai giorni d'oggi, assistiamo ai diritti di un Lavoratore, lesi!
Mi permetto un'ultima considerazione, ricordiamo il passato come punto di partenza, senza ancorarci, forti delle Lotte che ci hanno permesso una giustizia sociale maggiore e senza timori di quello che siamo stati.
Uniti!Sempre uniti a tutti i lavoratori del mondo.
Per chi invece non ha nel suo cuore la difesa per gli oppressi, almeno storicamente deve riconoscere che è l’inizio della "guerra santa dei pezzenti", il 1848 è la genesi del pensiero socialista moderno.
Il Manifesto del Partito Comunista scritto a due mani da K. Marx e F. Engel, forse nella sua (ri)lettura, "sdogana" anche il Movimento Operaio, se mai ne avesse avuto la necessità, solo sul fatto che nel titolo vi è la parola "comunista".
E’ straordinariamente affascinante, come la suddivisione sociale, in odore di una società ancora legata ai fattori produttivi, vedendo sempre la terra ed il capitale e la forza lavoro, l’unico strumento, che la classe padronale deteneva, per l’assolutismo dello sfruttamento a loro piacimento, più che mai vicino a noi, al nostro tempo.
I tempi sono cambiati, ma l’antagonismo è sempre lo stesso, la lotta delle classi.
Recensire un tale libro, vi chiedo venia non sono in grado, e non voglio neanche farlo, ma solo un invito alla sua lettura, al ricordo delle nostre origini, del proletariato che sollevando la schiena, chiedeva: ugualianza! Ma non è il nostro lavoro quotidiano di Sindacalisti! Ora nessuna Compagna partorisce dinnanzi ad un telaio di un opificio, e ne tantomeno nessun lavora con turni infernali, però quante volte ai giorni d'oggi, assistiamo ai diritti di un Lavoratore, lesi!
Mi permetto un'ultima considerazione, ricordiamo il passato come punto di partenza, senza ancorarci, forti delle Lotte che ci hanno permesso una giustizia sociale maggiore e senza timori di quello che siamo stati.
Uniti!Sempre uniti a tutti i lavoratori del mondo.
Iscriviti a:
Post (Atom)
DISCLAIMER
Chiunque accede al Italianauilca.blogspot.com lo fa per sua libera scelta, ed all'utilizzo del servizio è subordinato all'accettazione della condizioni sotto allegate.
Italianauilca.blogspot.com non è un periodico e non è sottoposto alle norme sulla stampa.
E’ vietata la riproduzione totale o parziale, delle pagine di Italianauilca.blogspot.com, senza l’autorizzazione scritta del blogmaster e di Italianauilca.blogspot.com.
Italianauilca.blogspot.com non è in alcun modo responsabile dei contenuti dei siti linkati, e non è in alcun modo collegato con gli autori del materiale scaricabile dal sito, tranne quando esplicitamente dichiarato.Tranne quando dichiarato diversamente, il materiale pubblicato su Italianauilca.blogspot.com è stato scaricato liberamente da Internet e si intende di pubblico dominio e libero da copyright.
Chiunque possa vantarne e provarne la realizzazione, può contattare il blogmaster e, se lo crede opportuno, chiederne la rimozione.
Tutti i marchi e le aziende citate sono copyright dei rispettivi proprietari.Tutte le informazioni presenti su Italianauilca.blogspot.com sono da utilizzarsi esclusivamente nei modi e per gli scopi consentiti dalla legge.Italianauilca.blogspot.com non si assume la responsabilità di danni a persone e/o cose ed eventuali infrazioni alle leggi vigenti causati dall' utilizzo colposo e doloso del materiale e delle informazioni presenti nel sito anche sotto il profilo di informazione disaccurata e/o diffamatoria.
Leggere le pagine di Italianauilca.blogspot.com significa aver letto, capito e accettato tutti i punti espressi in questa pagina.
Italianauilca.blogspot.com non è un periodico e non è sottoposto alle norme sulla stampa.
E’ vietata la riproduzione totale o parziale, delle pagine di Italianauilca.blogspot.com, senza l’autorizzazione scritta del blogmaster e di Italianauilca.blogspot.com.
Italianauilca.blogspot.com non è in alcun modo responsabile dei contenuti dei siti linkati, e non è in alcun modo collegato con gli autori del materiale scaricabile dal sito, tranne quando esplicitamente dichiarato.Tranne quando dichiarato diversamente, il materiale pubblicato su Italianauilca.blogspot.com è stato scaricato liberamente da Internet e si intende di pubblico dominio e libero da copyright.
Chiunque possa vantarne e provarne la realizzazione, può contattare il blogmaster e, se lo crede opportuno, chiederne la rimozione.
Tutti i marchi e le aziende citate sono copyright dei rispettivi proprietari.Tutte le informazioni presenti su Italianauilca.blogspot.com sono da utilizzarsi esclusivamente nei modi e per gli scopi consentiti dalla legge.Italianauilca.blogspot.com non si assume la responsabilità di danni a persone e/o cose ed eventuali infrazioni alle leggi vigenti causati dall' utilizzo colposo e doloso del materiale e delle informazioni presenti nel sito anche sotto il profilo di informazione disaccurata e/o diffamatoria.
Leggere le pagine di Italianauilca.blogspot.com significa aver letto, capito e accettato tutti i punti espressi in questa pagina.
NOI SIAMO CON LORO
NOI SIAMO CON LORO
Con la prossima dichiarazione dei redditi, scegli di devolvere il 5x1000 a Emergency.
NOI SIAMO CON LORO
NOI SIAMO CON LORO
Con la prossima dichiarazione dei redditi, scegli di devolvere il 5x1000 a AIRC.
NOI SIAMO CON LORO
Con la prossima dichiarazione dei redditi, scegli di devolvere il 5x1000 a Greenpeace.


