a Peppino Impastato e Santo De Luca

giovedì 2 ottobre 2008

Parmalat, abbraccio tra Tanzi e banche contro i risparmiatori"

Bond «tossici», l'atto d'accusa: «Unico scopo, drenare i mercati»
«Questo processo infine, è il processo a Tanzi e noi questo non lo dimenticheremo mai. Va detto che è lui il vero artefice di tutto quanto è accaduto. E’ Tanzi che ha mantenuto il sodalizio durato 15 anni, è lui che ha scelto le persone, deciso la genesi delle falsificazioni. Era il perno di tutto...».A 5 anni di distanza dai primi arresti, è cominciata ieri la requisitoria al processo Parmalat di Milano: 7 imputati e 11 richieste di patteggiamento per un reato, l’aggiotaggio, che, stando alle premesse dell’accusa, potrebbe costare caro ai protagonisti di uno dei più grandi scandali finanziari italiani degli ultimi anni. Provocato, secondo le parole del pm Carlo Nocerino che ieri, fra i tre pm ha preso per primo la parola, «dall’abbraccio infernale tra il gruppo Parmalat e il sistema bancario», l’altro grande accusato sul banco degli imputati. Vicenda esemplare e quanto mai attuale, il default di Collecchio porta in sè i prodromi dell’attuale crisi mondiale finanziaria: operazioni spericolate, finanza creativa, spregio assoluto del mercato e soprattutto dei piccoli risparmiatori. «Finanche il pil italiano ha subito contraccolpi dalla vicenda Parmalat... Ciò che accade in questi giorni trova le sue responsabilità in una finanza drogata e corrotta che non ha più agganci con la realtà economica».Secondo il magistrato: «Parmalat aveva costruito con scientificità e anche una certa maestria un buco di 14 miliardi di euro di cui ben 10 miliardi ai danni dei risparmiatori. Stiamo parlando di una frode e lo dimostrano i numeri....Erano 15 anni che Parmalat alterava sistematicamente il mercato». Di più: «Aveva come unico scopo drenare il denaro ai mercati». Requisitoria divisa a metà: da una parte Tanzi e il management di Collecchio, dall’altra il ruolo delle banche e le emissioni dei bond spazzatura: «I codici di autoregolamentazione delle banche di solito sono perfetti, il problema è che non si applicano». E per quanto riguarda i controlli istituzionali, se la Consob si salva perché «almeno dal marzo 2003 ha pressato notevolmente il sistema Tanzi», non così si può dire «della Banca d’Italia che non risulta abbia sanzionato qualcuna delle banche coinvolte nella vicenda Parmalat». La requisitoria proseguirà anche oggi e il 6 ottobre. Le conclusioni, con le richieste di pena dovrebbero arrivare l’8, con l’ultimo intervento del procuratore aggiunto Francesco Greco.

lunedì 15 settembre 2008

ECONOMIA

Intesa tra governo, Cai, confederali e Ugl.

La trattativa va avanti

Per le associazioni professionali il documento è "carta straccia"
Alitalia, c'è un accordo quadro ma gli autonomi lo sconfessano.
Il ministro Sacconi: "Per oggi voli garantiti ma il tempo stringe"
A Roma e Milano operatività normale. In mattinata manifestazioni di protesta

Corteo di dipendenti Alitalia a Fiumicino

ROMA - Per Alitalia si continua a trattare. Al termine di un'altra giornata e di una nottata di riunioni, schermaglie e scontri verbali, di proteste e presidi dei lavoratori, governo, Cai, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno "condiviso" un accordo quadro. "Un primo passo avanti importante" per chi l'ha negoziato, "carta straccia" per le associazioni professionali tenute fuori dal tavolo. Il confronto va quindi avanti, sulla base di quel testo, anche se le casse della compagnia sono vuote. In mattinata (alle 11) è previsto al ministero del Lavoro un nuovo incontro con i sindacati confederali, nel pomeriggio dovrebbe toccare alle altre sigle.

"E' stato un lavoro duro e intenso - ha detto a notte fonda il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - che ha consentito un importante risultato, una solida base di partenza per costruire il futuro della compagnia di bandiera". L'accordo prevede mille assunti in più in Cai e dà tempo fino al 30 settembre per risolvere il nodo del contratto. Sacconi ha anche rassicurato sull'operatività di oggi. E, in effetti, a Malpensa e Fiumicino e negli altri aeroporti, non ci sono, allo stato, voli cancellati o ritardi che escano dalla normalità. In mattinata, però, almeno negli scali maggiori, la situazione potrebbe complicarsi a causa di manifestazioni già previste del personale di volo.

Di "passo avanti" hanno parlato anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni, quello della Uil Luigi Angeletti e Renata Polverini dell'Ugl. Più cauto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: "C'è il secondo passo da fare perché ci sono problemi che richiedono approfondimenti e il coinvolgimento più ampio di tutti. L'accordo, se ci sarà, verrà solo alla fine di tutto".

I rappresentanti di piloti, assistenti di volo e personale di terra Anapac, Up, Anpav, Avia, Sdl, dal canto loro, hanno sconfessato "la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre, poi, alle rappresentanze dei dipendenti dell'Alitalia" e hanno sottolineato che "qualsiasi documento eventualmente prodotto senza la diretta partecipazione delle associazioni professionali e sindacali rappresentanti di tutte le categorie verrà considerato inutile e provocatorio". Rimane da vedere quale posizione le cinque sigle assumeranno al tavolo.

In particolare i piloti hanno chiesto l'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. il presidente dell'Anpac, fabio berti, che sottolinea: Berlusconi "Ci ha dato delle garanzie - dice Fabio Berti, presidente dell'Anpac - Uscivamo da una trattativa difficile con Air France. Ci abbiamo creduto. Ora vogliamo un segnale serio".
(15 settembre 2008)

venerdì 1 agosto 2008

AUTUNNO DIFFICILE

Entro fine anno un mese di stipendio andrà in fumo per gli aumenti dei generi di prima necessitàLa notizia era attesa. L'Istat ha annunciato un nuovo record dell'inflazione per il mese di luglio: un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente che significa + 4,1% rispetto a un anno fa. I prezzi non sono mai cresciuti così tanto negli ultimi dodici anni. Pochi i segnali di speranza: da qui a dicembre il portafoglio degli italiani sarà sempre più strizzato.
La colpa principale sta nell'aumento del prezzo delle materie prime, innanzitutto petrolio e metalli. E' vero che nell'ultimo mese il prezzo del greggio è calato (attualmente si attesta sui 126 euro al barile) ma le previsioni a un anno lo danno oltre la quota dei 160 dollari. Energia e carburanti incidono a cascata su gran parte dei beni di largo consumo. Vediamo in sintesi quali saranno i principali aumenti di un autunno che si annuncia bollente.
Uno stipendio in meno
Le associazioni dei consumatori calcolano che dall'inizio dell'anno una famiglia media abbia già speso 700 euro in più. Ma con l'autunno l'aumento della spesa annua toccherà 1.500 euro: come dire che un mese di stipendio che se ne va a causa degli aumenti. La stangata - sostiene l’Adoc - è "dovuta ai rincari delle bollette di luce e gas (250 euro), del riscaldamento (150 euro), di carburanti (600 euro) e alimentari (500 euro)".
Rincara la dose Federconsumatori, che annuncia altri pesanti aumenti per la casa: "solo per il mantenimento di un’abitazione in affitto le spese aumenteranno quest’anno di 61 euro al mese, pari a 732 euro anno, e per un’abitazione di proprietà, pur con l’abolizione dell’Ici, aumenteranno di 49 euro al mese, pari a 588 euro all'anno".
Aumenteranno anche i prezzi dei trasporti, i più penalizzati dal caro-greggio. In Lombardia, ad esempio, è stato appena annunciato per l'autunno un aumento del 2,5% per tram e autobus.
Va bene, potremmo dire: ci pensiamo al rientro, ora godiamoci le vacanze. Sbagliato. Anche al mare rischiamo di avere tristi sorprese: per i servizi balneari, infatti, la crescita dei prezzi è arrivata all'8%, per i camping al 4% e non si salvano neppure i pacchetti vacanza saliti del 5%. (A.D.M.).

martedì 8 luglio 2008


Parlano di noi

FINANZA&MERCATI

ILSOLE24ORE.COM
10 maggio 2008

Finanza e Mercati


Il Parlamento è cambiato, il nuovo esecutivo di centrodestra ha una larga maggioranza. Massimo Masi, da marzo nuovo segretario generale Uilca (credito assicurazioni), attende le prime mosse.
Cosa vi aspettate?
Intanto una nuova legge sul voto nelle Banche popolari che era già stata predisposta da Giorgio Benvenuto e affossata dal Polo nella passata legislatura. Abbiamo perso due anni in inutili contrapposizioni. Speriamo continui la politica di trasparenza nei confronti dei consumatori e concorrenza fra i soggetti finanziari iniziata dal precedente Governo. Credo, però, che aumenteranno i prelievi fiscali a carico delle banche e delle assicurazioni
Le liberalizzazioni erano rimaste a metà. Ci sarà un'inversione di tendenza?
Sono convinto che l'Antitrust chiederà al nuovo esecutivo, con priorità assoluta, di far luce su comparti che hanno partecipazioni intrecciate che minano il mercato e la concorrenza. Comparti già interessati da riforme regolamentari rilevanti: la legge sul risparmio, il nuovo diritto societario, Mifid e la nuova Opa europea. Non sono sicuro, però, che il nuovo Governo sarà in grado, senza incontrare ostacoli interni, di continuare in questa direzione.
In questi anni sono state realizzate aggregazioni bancarie di dimensioni medio-grandi, dopo gli annunci arrivano le razionalizzazioni. Il contesto internazionale rende più difficile il raggiungimento di ricavi. Si interverrà sui costi, quindi sul personale.
Concordo sulla politica del contenimento dei costi. Ma deve riguardare tutti: management compreso. La Uilca ritiene non più procrastinabile una moratoria delle stock options che potrebbe anche accompagnarsi a qualche gesto di autoriduzione della retribuzione sempre più spesso milionaria dei vertici aziendali. Penso non sia più dilazionabile quel ripensamento radicale e coraggioso dei piani incentivanti. Solo in presenza di concreti segnali saremo disponibili ad affrontare ulteriori confronti sul piano dei costi perché occorre un recupero di credibilità per avanzare richieste a chi ogni giorno contribuisce, con il suo lavoro, alla creazione del valore aggiunto che viene distribuito in modo così ineguale.
Il contratto è stato appena firmato, ci sarà spazio ulteriore per integrativi?
Stiamo entrando nella stagione dei rinnovi contrattuali di secondo livello per ridistribuire la produttività là dove viene realizzata. Nei nostri settori la contrattazione integrativa riguarda oltre il 95% delle aziende. Spazi contrattuali ed economici ce ne sono. Il contratto coniuga aumenti economici nazionali rilevanti con razionalizzazioni normative che consentono un allargamento delle materie da contrattare a livello aziendale. Non parliamo, poi, degli accordi di Gruppo. Basta pensare che nel solo Gruppo Intesa Sanpaolo sono stati sottoscritti 140 accordi sindacali in un solo anno. E gli altri gruppi non sono da meno.
Bankitalia e Antitrust si sono mosse per favorire servizi migliori e a minor costo, il sindacato lamenta pressioni commerciali su prodotti nocivi per la clientela, le imprese di credito sono più attente alle ricadute sui risparmiatori. Sembra un ciclo virtuoso.
Il problema di fondo è uno solo: il conflitto di interessi tra chi incita alle vendita con pressioni fortissime sui lavoratori e la qualità del prodotto finanziario venduto. Lamentiamo pochissima formazione data ai lavoratori sulla Mifid. Consegnare malloppi di carta agli addetti alle vendite non è formazione. E su queste terreno sfidiamo banche ed Abi a un confronto serio.
Ania e Abi avviano la loro Federazione, con che ricadute su clienti e relazioni industriali?
Abbiamo valutato negativamente l'operazione, soprattutto sotto l'aspetto reputazionale. Due soggetti che sono nel punto più basso del gradimento dei cittadini si "mettono assieme" con obiettivi non chiari. Su qualche giornale un alto esponente della finanza ha ipotizza una sorta di lobby delle lobbies. Chiediamo trasparenza nei confronti dei clienti su mutui, polizze, portabilità dei prodotti. Anche sul versante delle liberalizzazioni e della trasparenza incalzeremo il nuovo Governo. Le dichiarazioni del direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra e del Presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai sulla ridiscussione dei decreti Bersani sono preoccupanti perché tendono a rimettere in discussione punti qualificanti. Per il momento restano indecifrabili i riflessi sulle relazioni sindacali.
paolo.zucca@ilsole24ore.com
Vediamo cosa dicono gli "altri"

ECONOMIA&LAVORO
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ARCHIVIO
Il nodo del secondo livello
di Carlo Dell'Aringa

I sindacati hanno colto l'occasione del Primo maggio per annunciare la loro intenzione di rivedere l'Accordo sul costo del lavoro del 1993 e promuovere, con le associazioni imprenditoriali, una revisione dell'attuale sistema di contrattazione collettiva, in vigore da ben 18 anni. Era quanto aveva auspicato qualche giorno fa il nuovo Presidente di Confindustria: Emma Marcegaglia ha posto la cosiddetta "riforma del contratto" in cima al programma del suo mandato.Dopo quattro anni di tentativi falliti e di continui rinvii voluti dal sindacato, è il caso di chiedersi: sarà la volta buona? Sembra di sì, anche se l'apertura del negoziato non dà alcuna garanzia di una sua utile conclusione. Sul tavolo si troveranno questioni importanti e difficili da risolvere. Il documento preparato dai sindacati settimane fa, che aspettava l'assenso della Cgil per essere presentato alle associazioni dei datori di lavoro, non rappresentava certo un gran passo in avanti verso una riforma incisiva del sistema di contrattazione collettiva.Esso accenna in modo generico al potenziamento della contrattazione di secondo livello. Il che va senz'altro bene e anche le associazioni imprenditoriali vogliono aumentare il peso del salario fissato a livello aziendale. Ma su come questo possa concretamente realizzarsi, il documento è carente. I sindacati e in particolare la Cgil vogliono mantenere inalterato il ruolo del contratto nazionale di categoria. Caso mai esiste una certa apertura a eventuali accorpamenti delle centinaia di contratti nazionali esistenti e anche a un eventuale allungamento del periodo di validità, da due a tre anni. Ma il contratto nazionale deve continuare ad avere la stessa importanza di oggi. Questo è un vincolo che, per i sindacati, deve essere rispettato da qualsiasi "riforma del contratto".Ma sorge subito un dubbio e cioè: è possibile riformare in modo incisivo la contrattazione collettiva e rafforzare il livello aziendale, lasciando il contratto nazionale così com'è? Questo è il punto cruciale e la risposta dipende solo dai risultati che si vogliono raggiungere.Da un lato si vogliono relazioni sindacali più moderne, partecipative, responsabili e in grado di "internalizzare" e di fare propri i grandi problemi del Paese, soprattutto quello di alzare il potenziale di crescita dell'economia. Dall'altro c'è l'evidente necessità, da molti riconosciuta (a partire dalle organizzazioni internazionali), di instaurare un sistema di determinazione delle retribuzioni che riesca sia a far funzionare il salario come incentivo alla produttività in azienda, sia ad assegnare ai differenziali salariali il ruolo fondamentale che essi svolgono nel mercato del lavoro, cioè facilitare l'incontro tra domanda e offerta (per assorbire disoccupazione e lavoro nero). Entrambi questi obiettivi, per essere raggiunti, richiedono un graduale ma deciso processo di decentramento del processo di determinazione delle retribuzioni. In questo modo si sono mossi molti Paesi. I nostri problemi sono persino più gravi, come testimoniano gli enormi divari territoriali dei tassi di disoccupazione e la stasi della produttività del lavoro che persiste ormai da almeno sette anni.Cambiare in modo incisivo il sistema di contrattazione collettiva significa affidare al contratto nazionale un ruolo diverso, altrettanto importante rispetto a quello di oggi ma diverso. E deve essere un ruolo (esclusivo, o quasi) di garanzia, di rete protettiva nei confronti dei salari minimi, sotto il quale non è socialmente opportuno scendere. Per tutti gli altri lavoratori che possono invece contare o sulla loro elevata professionalità, oppure su una efficace rappresentanza sindacale all'interno delle loro aziende, è opportuno che sia appunto l'azienda il luogo deputato a determinare gli aumenti delle retribuzioni, all'insegna di uno stretto legame tra salario e produttività e tra salario ed efficiente funzionamento del mercato del lavoro.

lunedì 7 luglio 2008

Bitonto, primo morto sul lavoro della settimana. Un operaio cade dal ponteggio
Ricomincia la settimana e puntuali ricominciano gli incidenti sul lavoro.
Un operaio edile è morto per un incidente sul lavoro in un cantiere a Bitritto, piccolo comune a pochi chilometri da Bari.
L'operaio, Raffaele Masiello, di 47 anni, di Bitonto (Bari), sposato e con due figli, stava lavorando per conto di una ditta edile di Modugno presso la quale era regolarmente assunto.
L'incidente è avvenuto verso le 8 in via della Resistenza, dove sono in corso lavori di ristrutturazione di una abitazione.
L'uomo, secondo gli accertamenti svolti dai carabinieri, era su una impalcatura mobile issata a sei metri d'altezza quando è caduto al suolo picchiando la testa. È morto sul colpo.
I carabinieri hanno avviato le indagini per accertare se erano state rispettate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
È invece in condizioni gravissime un operaio italiano di 47 anni precipitato da oltre 7 metri all'interno dello stabilimento Latte Sano in via della Muratella a Roma. Da quanto si è appreso dal 118 l'operaio è stato soccorso in elicottero e trasportato all'ospedale San Filippo Neri. È giunto in codice rosso e da indiscrezioni presenterebbe un trauma cranico e uno al torace. Le sue condizioni sono gravissime e per consentirgli di respirare i medici hanno dovuto intubarlo.

lunedì 30 giugno 2008

THYSSEN,L'AZIENDA PAGA UN RISARCIMENTO DA 13 MILIONI DI EURO







Le sette vittime del rogo



La firma c'è. Anche se qualche familiare ha detto sì a denti stretti. I parenti delle sette vittime del rogo avvenuto nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino lo scorso 6 dicembre hanno firmato un'intesa con il Gruppo tedesco per il risarcimento. La cifra è di poco inferiore ai due milioni di euro a famiglia a seconda della composizione per un totale di 12 milioni e 970 mila euro. In cambio del risarcimento, i familiari di Antonio Schiavone, 36 anni; Roberto Scola, di 32; Angelo Laurino, di 43; Bruno Santino, di 26; Rocco Marzo, di 54; Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, entrambi di 26, non si costituiranno parte civile nell'udienza preliminare che inizierà martedì nell'aula 42 del palazzo di giustizia di Torino, davanti al presidente aggiunto dei Gip Francesco Gianfrotta.
L'hanno fatto, ma trascinandosi fino all'ultimo i dubbi, lo hanno chiesto ai loro avvocati: se firmiamo l'accordo e non ci costituiamo parte civile cambia qualcosa nel processo penale? Perchè «noi vogliamo giustizia - hanno sottolineato - giustizia e il massimo della pena per i colpevoli». E il collegio dei legali ha garantito che il processo penale non verrà inficiato, non sarà modificato se loro non si costituiranno parte civile, come richiesto in contropartita dalle acciaierie. Così hanno firmato, qualcuno tra le lacrime.
La Fiom, pur rispettando la decisione delle famiglie, si dice rammaricata. Anche se «non entriamo nel merito di valutazioni insindacabili delle famiglie» e «non sappiamo le motivazioni che le hanno spinte a cambiare idea», rimane «il rammarico» di fronte alla decisione di accettare il rimborso e non costituirsi parte civile dalla ThyssenKrupp, afferma Ciro Argentino, delegato Rsu-Fiom, che in questi mesi si è dedicato anima e corpo a convincere il maggior numero di operai dell'azienda a costituirsi parte civile. Ne ha raccolti un'ottantina insieme anche a Fim-Cisl e a Uilm. «È già un parziale risultato», sottolinea spiegano che lo scopo era evitare che al procedimento arrivassero come parte civile solo istituzioni e sindacati.
«Accogliamo positivamente», continua Argentino, la scelta di regione Piemonte, provincia e comune di Torino di costituirsi e «ci interessava anche che ci fosse il sindacato». Ma era importante, sottolinea, arrivare al procedimento anche con degli operai «con un nome e un cognome». «Oggi pomeriggio - spiega - concluderemo le firme dei mandati agli avvocati», aggiungendo che non è chiaro se l'udienza di domani si concluderà con una decisione. «Potrebbe esserci - spiega - una nuova udienza entro la sosta estiva». In ogni caso, sottolinea, «è probabile che l'azienda punti al rito ordinario».
L'inchiesta Omissioni, superficialità e leggerezza per risparmiare denaro: è questo l'atto d'accusa del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e dei pm Laura Longo e Francesca Traverso nei confronti dei sei dirigenti della multinazionale messi sotto inchiesta. Nella quindicina di pagine dell'atto di fissazione dell'udienza preliminare si punta il dito soprattutto sull'amministratore delegato Harald Espenhahn, accusato di omicidio con dolo eventuale. Secondo gli accertamenti degli inquirenti, «prendeva dapprima la decisione di posticipare dal 2006/2007 al 2007/2008 gli investimenti antincendio per lo stabilimento di Torino pur avendone programmato la chiusura e poi la decisione di posticipare l'investimento per l'adeguamento dell'Asl 5 di Torino alle indicazioni tecniche dell'assicurazione, dei vigili del fuoco e del Wsg (Working Group Stainless) ad epoca successiva al suo trasferimento da Torino a Terni». Tutto ciò «nonostante la linea 5 fosse ancora in piena attività e vi continuassero a lavorare gli operai rimasti in uno stabilimento in condizioni crescenti di abbandono e insicurezza».
Gli altri cinque imputati - i consiglieri delegati Marco Pucci e Gerald Priegnitz, 50 e 42 anni, il dirigente ternano Daniele Moroni (48), il direttore dello stabilimento subalpino Giuseppe Salerno (55) e il responsabile servizio previsione rischi Cosimo Cafueri (52) - rispondono di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento e l'omissione dolosa e aggravata di cautele antinfortunistiche. Pur sapendo, per la Procura, non fecero nulla per evitare la possibilità di una tragedia che si è poi concretizzata.
Damiano e Giulietti: processo vada in tv Martedì prossimo a Torino inizierà il processo per la strage della Thyssenkrupp. «Ci sembra l'occasione migliore - affermano l'ex ministro al Lavoro Cesare Damiano e il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti - perchè l'intero sistema dei media, e soprattutto la Rai, promuovano non solo la ripresa in diretta dell'udienza ma soprattutto una serie di trasmissioni ed eventi legati al dramma delle morti bianche e alla diffusione di una cultura della prevenzione». I due ricordano film come "Morire di lavoro", di Daniele Segre o "Invisibili", il documentario tratto da un'inchiesta del direttore di Repubblica Ezio Mauro all'indomani della strage di Torino.
«Migliaia di persone - spiegano - hanno chiesto, anche attraverso il sito di Articolo21, che la Rai dia la possibilità ai cittadini di poter vedere questo prodotto. Siamo sicuri che la Rai, a partire dal presidente Petruccioli, dal direttore Cappon e dai direttori di rete e di testate recepiranno questa richiesta e questa sensibilità per un tema, quello delle morti bianche, che ha trovato nel presidente Napolitano il maggior sostenitore dal primo giorno del suo mandato». «Ed è proprio per questa ragione - concludono Damiano e Giulietti - che possiamo annunciare già da adesso che nei prossimi giorni daremo vita ad una grande manifestazione nazionale sul tema della sicurezza sul lavoro».
Carovita mai così alto da 12 anni Record di aumenti per la spesa
Pane, pasta, latte e gasolio alle stelle.


È tutto un rincaro e se non ve ne eravate accorti a giugno il carovita ha avuto un'impennata. Mai così alto da più di dieci anni, dal luglio del 1996, precisamente. Il costo della vita è cresciuto del 3,8% su base annua contro il 3,6% di maggio. L'incremento mensile è risultato invece pari allo 0,4%. Tutto costa di più dal pane alla pasta, dalla benzina alle bollette.
La pasta costa a giugno il 22,4% in più rispetto a un anno fa, in accelerazione sul +20,7% registrato a maggio. Anche il pane registra un rincaro del 13%, mentre il latte segna un aumento dell'11,1%. Secondo le stime preliminari dell'Istat, accelerano anche i prezzi di frutta (+7,6%), ortaggi (+3,2%) e carni (+4,1%, tra cui le bovine +5,0% e il pollame +5,1%). In particolare, il pane, insieme ai cereali passa da +11,3% di maggio a +11,6% di giugno.
Complessivamente gli alimentari e le bevande analcoliche rincarano del 6,1% rispetto a giugno 2007 (contro il +5,8% di maggio) e dello 0,4% rispetto a maggio (+0,5% i lavorati e +0,4% i non lavorati).
Nuovo rialzo del prezzo del gasolio che a giugno, secondo l'Istat, costa il 31,2% in più rispetto a un anno prima, in accelerazione rispetto al rincaro registrato a maggio, pari al 26,3%. In un mese, il gasolio è rincarato del 5,5%; la benzina verde ha registrato un aumento del 4,7%, mentre su base annua è cresciuta del 12,6%.
Insomma, urge un intervento su pensioni e salari. L’inflazione è schizzata alle stelle e il governo sembra avere altri pensieri. Il segretario del Pd Walter Veltroni va all’attacco del governo che «sembra non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del consiglio». Il partito Democratico chiede così «immediatamente un intervento a sostegno di salari stipendi e pensioni» perché, dice ancora Veltroni, «è questa la vera priorità del paese e non il lodo Schifani».
ANIA: Pellegrini, Uilca Uil, servono serie politiche di pari opportunità.

Alla vigilia dell'assemblea annuale dell'Ania che si terrà il 1° luglio a Roma, il segretario nazionale della Uilca Uil, Renato Pellegrini, lancia un appello alle imprese affinché si attui un salto di qualità “nell'osservazione della tendenza alla femminilizzazione del mercato del lavoro nel settore assicurativo”. Per il sindacalista, nessuna politica economica e sociale oggi può prescindere da una verifica del contesto che tenga conto delle differenze di genere e di azioni concrete sul terreno delle pari opportunità. Anche se la percentuale media della presenza femminile nel settore amministrativo ha raggiunto una buona quota, 45,7%, dai dati forniti dall'Ania emerge che sono ancora numerose le situazione di discriminazione delle lavoratrici. “Troviamo che – prosegue Pellegrini – il 34,8% delle lavoratrici sono collocate al 4° livello retributivo, il 16,3% al 6° livello e soltanto il 7,4% nella qualifica funzionari di 7° livello”. Le imprese di assicurazione, conclude il sindacalista, devono comprendere che serie politiche di pari opportunità concertate tra le parti sociali sono oggi indispensabili, “specie se si ritiene che il tema della responsabilità sociale di impresa sia un valore concreto e non un slogan a effetto per convegni e tavole rotonde”. (GLR)

giovedì 19 giugno 2008

L'ISEE DIECI ANNI DOPO

L'Isee ha appena compiuto dieci anni. E' uno strumento in grado di fornire indicatori di benessere più veritieri del solo reddito personale. Ma i più recenti provvedimenti di natura sociale non vi fanno riferimento per la selezione dei beneficiari. Tuttavia, una politica di welfare slegata dalla prova dei mezzi contribuisce a elargire benefici anche a individui con una condizione economica che non giustifica il trasferimento. Con pessimi risultati rispetto agli obiettivi di contenimento e di efficienza della spesa e rispetto ai più elementari criteri di equità.
Poche settimane fa l’Isee, indicatore di situazione economica equivalente, ha compiuto dieci anni: un tempo sufficientemente lungo per verificare lo “stato di salute” della prima esperienza italiana di prova dei mezzi. Introdotto con il decreto legislativo 109/98, l'Isee si proponeva di realizzare criteri uniformi a livello nazionale nella valutazione della condizione economica volta alla selezione dei beneficiari delle politiche di welfare.
I TRE PILASTRI DELL'ISEE
Tre sono i pilastri su cui si fonda la disciplina Isee: l’opzione a favore del reddito famigliare invece di quello individuale; la valutazione del patrimonio; il numero dei componenti della famiglia.Prendere in considerazione il reddito famigliare evita di erogare prestazioni a soggetti con un reddito individuale basso, ma inseriti in nuclei con risorse talvolta anche molto elevate.Il patrimonio (mobiliare e immobiliare) è un indicatore di capacità contributiva autonomo rispetto al reddito, fonte di prestigio sociale e di sicurezza economica. Il Rapporto Isee 2006 mostra come l’utilizzo di un indicatore di condizione economica che non tenesse conto del patrimonio favorirebbe in larga misura, per esempio, i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti. (1)Il patrimonio inoltre permette di cogliere informazioni rilevanti sul benessere famigliare in presenza di carenze temporanee di reddito o di attività sommerse: sempre il Rapporto Isee 2006 mostra che l’8 per cento delle famiglie del campione preso in esame hanno un reddito inferiore alla media, ma un patrimonio superiore, e che un ulteriore 9 per cento di famiglie presenta la situazione opposta.Considerare la numerosità famigliare (e in qualche misura di alcune caratteristiche dei membri del nucleo: età, eventuali handicap, eccetera) tramite scale di equivalenza rende comparabile la condizione economica di nuclei famigliari diversi.Tuttavia, a dieci anni dall’istituzione dell’Isee, appare evidente la scelta del legislatore di determinare i beneficiari delle prestazioni sociali adottando indicatori di condizione economica che esulano in tutto o in parte da questi principi cardine. Una scelta che si discosta dalla rotta tracciata nel 1998 quando l’istituzione dell’assegno per nuclei con almeno tre figli minori e dell’assegno di maternità vincolati all’Isee, palesò la decisione di indirizzarsi verso criteri di selezione innovativi rispetto a quelli adottati in precedenza.
PROVVEDIMENTI SENZA ISEE
I più recenti provvedimenti di natura sociale non prevedono l’Isee come strumento di selezione dei beneficiari. Alcuni esempi:La detrazione Irpef di 1.200 euro in favore delle famiglie con almeno quattro figli, senza distinzione di reddito. Se da un lato si può obiettare che un intervento sull’imposta personale preclude l’uso di una prova dei mezzi, la stessa detrazione può essere vista anche come un implicito trasferimento di welfare. E mettere sullo stesso piano nuclei famigliare con quattro figli ma con redditi, patrimoni e condizioni anagrafiche diverse, appare un’operazione dubbia sotto il profilo dell’equità verticale.La detrazione Irpef di una quota del canone di locazione dell'abitazione principale. È una spesa fiscale istituita con finalità sociali ed è legata a due soglie di reddito imponibile. (2)La valutazione del patrimonio è del tutto evasa e le soglie di reddito sono state individuate indipendentemente dalla numerosità famigliare, anche in questo caso in spregio dell’equità verticale. Analogo ragionamento vale per la detrazione Irpef di 991,60 euro per i giovani che abbandonano il nucleo famigliare di nascita se il reddito imponibile è inferiore a 15.493,71 euro.Bizzarra è la previsione legislativa che esclude i soggetti over-75 dal pagamento del canone Rai. Al di là della singolarità di una politica per gli anziani più poveri basata sull’esenzione del canone Tv, il means test si basa ancora sul solo reddito (560 euro mensili), mentre la numerosità famigliare viene valutata in maniera sbrigativa: l’esenzione è concessa ai soli pensionati non coniugati!Stessa logica vale per la somma aggiuntiva una tantum alla pensione di vecchiaia, riservata ai pensionati con reddito (al netto di assegni per nucleo familiare/assegni familiari, indennità di accompagnamento, reddito da casa di abitazione, Tfr e competenze arretrate sottoposte a tassazione separata) non superiore a 8.504,73 euro.In un’ottica di lotta alla povertà, è discutibile l’opportunità di escludere dal computo poste rilevanti del reddito disponibile; ma soprattutto manca un riferimento chiaro al patrimonio e alle risorse economiche dei famigliari. Con il risultato, mostrato da Massimo Baldini, di un incremento delle pensioni concentrato a favore della metà meno ricca della popolazione, ma a beneficiarne maggiormente non sono le famiglie più povere, cioè quelle del primo decile, ma quelle dei decili immediatamente successivi.Una politica sociale slegata dall’Isee contribuisce a elargire benefici anche a individui con una condizione economica che non giustifica il trasferimento. Con pessimi risultati rispetto agli obiettivi di contenimento e di efficienza della spesa e rispetto ai più elementari criteri di equità che una seria politica di welfare dovrebbe fare suoi.L’Isee è uno strumento certamente perfettibile, ma comunque in grado di fornire indicatori di benessere più veritieri del solo reddito personale. (3) E il suo crescente utilizzo nel determinare l’accesso e la compartecipazione al costo delle prestazioni di welfare locale ne è la prova tangibile.A dieci anni dalla sua istituzione, è auspicabile che anziché ricorrere a scorciatoie efficaci sul piano della gestione amministrativa, ma del tutto inattendibili sotto il profilo della determinazione del target dei beneficiari, l’Isee divenga, anche a livello nazionale, l’unica effettiva prova dei mezzi.

Abi: a maggio mutui carissimi

Il tasso medio per l'acquisto di abitazioni si è posizionato al 5,75%, il livello più alto degli ultimi 5 anni
ROMA - Continua senza sosta il rialzo del tasso sui mutui applicato dalle banche italiane. A maggio, secondo l'ultimo bollettino mensile dell'Abi, il tasso sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si è posizionato al 5,75%, record degli ultimi cinque anni.
I NUOVI TASSI - Riguardo ai tassi applicati alle nuove operazioni si rileva come il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si sia posizionato al 5,35%, rispetto al 5,48% ad aprile 2008. Il tasso medio sul totale di prestiti a famiglie e società non finanziarie, osserva ancora l'Abi, ha risentito delle condizioni del mercato interbancario (che nelle scadenze brevi, entro 3 mesi, tra aprile e maggio ha manifestato in media un aumento di circa 10 punti base), collocandosi al 6,23%, 4 punti base al di sopra di quanto segnato il mese precedente e 55 punti base al di sopra del valore di maggio 2007.
RACCOLTA E IMPIEGHI - In crescita invece la raccolta bancaria, mentre sono in flessione gli impieghi. Il tasso di crescita tendenziale della raccolta è risultato pari al 10,2%, che si raffronta al +8,9% di aprile 2008 e al +6,9% di maggio 2007. Alla fine di maggio, la raccolta è risultata pari a 1.340 miliardi di euro e nel corso dell'ultimo anno lo stock è aumentato di circa 124 miliardi. Si osserva una accelerazione sia del trend dei depositi da clientela, il cui tasso di crescita tendenziale è risultato pari al 4,8% (+3,9% ad aprile 2008 e +3% a maggio 2007), e della dinamica delle obbligazioni delle banche: +17,6% a maggio 2008 (+15,9% ad aprile 2008 e +12,8% a maggio 2007). Quanto ai tassi bancari, si rileva come quello sui depositi applicato a famiglie e societá non finanziarie abbia manifestato un lieve aumento: a maggio 2008, in particolare, è risultato pari a 2,15%, 4 punti base al di sopra del valore di aprile 2008 e 43 basis points al di sopra di quanto segnato a maggio 2007. Quanto, invece, agli impieghi, hanno segnato un tasso di crescita tendenziale pari all'8,6% (+9,2% ad aprile 2008 e +10,6% a maggio 2007). L'incremento di maggio 2008 appare, tuttavia influenzato da ingenti operazioni di cartolarizzazione, pertanto, depurato di tale effetto il tasso di crescita risulterebbe pari al 9,4%. Alla fine di maggio l'ammontare degli impieghi del sistema bancario italiano è risultato pari a 1,479 miliardi, segnando un flusso netto di nuovi impieghi di circa 115,2 miliardi rispetto a fine maggio 2007.

Istat: nel 2008 cresce la disoccupazione

Nel primo trimestre di quest'anno il tasso di non occupati è stato del 7,1%, il più alto degli ultimi due anni
ROMA - La disoccupazione in Italia torna a crescere dopo una lunga fase di discesa. Lo rileva l'Istat, annunciando che nel primo trimestre il tasso di disoccupazione è tornato sopra al 7%, al 7,1%, contro il 6,4% dello stesso periodo dello scorso anno. Si tratta del livello più elevato degli ultimi due anni. Nel primo trimestre 2006 il tasso di disoccupazione era pari al 7,6%.

MEGLIO PENSARCI PRIMA...

...dopo le brillanti considerazioni sul problema alloggi, del nostro direttore generale vi alleghiamo un utile suggerimento per costruirvi la casa dei vostri sogni...grazie Sergio.

ECCO ADESSO LA CAPOGRUPPO HA UNA NUOVA SCUSA PER ELIMINARE PREMI INCENTIVI ETC., AI LAVORATORI DEL GRUPPO REALE MUTUA


ROMA:Tagli a ministeri ed enti locali, "stangata" su banche, assicurazioni e petrolieri. Ma anche liberalizzazione dei servizi pubblici e della rete dei carburanti. E poi, piano "anti fannulloni" e apertura delle imprese in un giorno. Queste alcune delle principali misure contenute nei provvedimenti che compongono il piano triennale del Governo e che, nei fatti, anticipano la Finanziaria.La manovra prevista nell’arco dei prossimi tre anni sarà pari a 34,8 miliardi di euro. Per il 2009 l’intervento previsto sarà di 13 miliardi, mentre nel 2010 si prevede una manovra di 7,1 miliardi e nel 2011 l’intervento correttivo dei conti pubblici salirà a 14,6 miliardi. L’obiettivo per quest’anno è un rapporto deficit-pil intorno al 2,5% già da quest’anno e procedere alla flessione del debito.Ecco i sintesi i principali capitoli:- TAGLI: ammontano a circa 10 mld e si spalmeranno tra ministeri ed enti locali. Per questi ultimi si tratta di 3,4 mld a regime. I costi intermedi dei ministeri dovranno scendere del 22%. Il risparmio annuale stimato è attorno a 3-4 miliardi di euro.
PROVINCE E COMINITÀ MONTANE: Salta, almeno per ora, l’abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. Si sarebbe invece deciso di rimandare la discussione di queste questioni a settembre. Dopo l’estate verrebbe quindi ripreso il confronto ripartendo dal Codice delle autonomie per una riforma complessiva dei diversi livelli istituzionali.
ROBIN TAX: si tratta di una tassa ’una tantum’ che colpisce la valorizzazione delle scorte stoccate dalle compagnie. Si tratta di tutti quei prodotti, cioè, che sono stati, acquistati quando il prezzo del petrolio era inferiore all’attuale. Già da quest’anno si impone di valorizzare le scorte in base ai prezzi attuali del greggio, agendo con una tassazione calcolata sul ’deltà dell’Ires. L’intervento dovrebbe far incassare 800-900 milioni di euro.
BANCHE E ASSICURAZIONI: Si allarga la base imponibile Ires e Irap, il Governo conta di incassare 1,5 miliardi. Salta l’obbligo di ricorrere ad assegni non trasferibili o sistemi di pagamento elettronico, per gli importi superiori a 100 euro. Torna alla ribalta la Banca del Mezzogiorno voluta dal ministro Tremonti: si tratta di una nuova spa, con un capitale iniziale di 5 milioni (da restituire entro 5 anni). Previsto il ritorno della soglia massima dei 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili.
CARO-PETROLIO: Il meccanismo di sterilizzazione dell’effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, sarà automatico e non più discrezionale. La diminuzione delle accise sarà sempre adottata quando il prezzo internazionale del greggio aumenterà in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del Dpef, che sarà in via esclusiva quello di riferimento.
LAVORO E PENSIONE: Sarà interamente cumulabile il reddito da pensione (di vecchiaia, anzianità, invalidità) con quello da lavoro dipendente ed autonomo. La misura sarà applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. Il costo previsto è pari a 350 milioni di euro. Rispunta il cosidetto ’job on call’ (o lavoro intermittente) previsto dalla legge Biagi era stato abolito con la legge che aveva recepito il protocollo sul welfare. In arrivo anche ritocchi alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato.
PIANO CASA: Famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani, studenti fuori sede e immigrati regolari. Questa la platea che potrà beneficiare di aiuti consistenti per l’acquisto della prima casa. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento verrà varato un Piano Nazionale per la realizzazione «di misure di recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi alloggi».
SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Si avvia la loro liberalizzazione, attraverso l’affidamento della gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% .È comunque possibile il ricorso in house nei casi di fallimento di mercato ma i paletti aumentano: in questo caso, infatti, i titolari della gestione di servizi pubblici locali non possono esercitare ulteriori servizi nè partecipare a gare in altri ambiti territoriali.
NUCLEARE: Entro il 2008, verranno individuati i criteri per localizzare le nuove centrali. Sarà una delibera Cipe, su proposta del ministro dello Sviluppo economico a definire le «tipologie degli impianti di produzione elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale». Identica strada sarà utilizzata per «stabilire le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione e di esercizio degli impianti».
SANITÀ: Scende da 1 miliardo a 250 milioni di euro il taglio per il 2009 alla sanità delle Regioni. Non solo. Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Il progetto avrebbe durata quadriennale partendo dal 2009 e arrivando a regime nel 2012.
MANAGER: La scure di Tremonti si abbatte sui manager pubblici. Il loro stipendio sarà tagliato del 25%. In arrivo anche un taglio al numero dei consiglieri di amministrazione delle società non quotate e direttamente o indirettamente controllate dallo Stato: dovranno essere ora minimo cinque e massimo sette.
MULTE PER CHI "SPIA" I CONTRIBUENTI: Arrivano multe salate per chi verrà scoperto a spiare i dati sui contribuenti. Le sanzioni vanno dai 5.000 fino ai 30.000 euro. Ma può essere aumentata «sino al triplo», proporzionalmente alle condizioni economiche di chi contravviene. PIANO "ANTI FANNULLONI": Taglio della busta paga per i dipendenti che presentano finti certificati medici o anche per i travet che dopo aver timbrato il cartellino lasciano gli uffici. Insomma, si prospettano tempi duri per i ’furbettì della P.a, che oltre alla decutazione dello stipendio, si macchieranno del reato di truffa aggravata e potranno essere licenziati alla fine del procedimento disciplinare.
IMPRESA IN UN GIORNO: Basta con le lungaggini burocratiche, presto si potrà aprire un’impresa in un giorno soltanto. In pratica si potrà avviare un’impresa presentando una semplice autocertificazione e prevede controlli successivi, senza che l’azienda debba interrompere l’attività.
MISTER PREZZI: Più poteri e maggiore autonomia per Mister Prezzi.
Ora potrà avviare indagine conoscitive «finalizzate a verificare l’andamento dei prezzi di determinati e servizi» con il supporto operativo della Guardia di Finanza. Sono ufficialmente a sua disposizione, poi, i dati Istat, Ismea, Uniocamere e camere di commercio. Il Garante può convocare, in autonomia, le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo.
EDITORIA: Arriva la semplificazione anche per il settore dell’editoria. Ferme restando «le somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato» per il comparto, verranno snelliti i procedimenti: verranno semplificate, quindi, sia «la documentazione necessaria per accedere al contributo», sia «le fasi del procedimento di erogazione che potrà essere garantito anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate». Non solo. Il contributo dovra essere erogato «entro e non oltre l’anno sucessivo a quello di riferimento».

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